Ghosn: dopo la fuga, scatta un mandato di arresto

Da Tokyo a Beirut, il clamoroso epilogo della permanenza forzata in Giappone dell’ex numero uno Renault-Nissan.

La “fuga” di Carlos Ghosn dal Giappone ha avuto dell’incredibile: tanto rocambolesca, secondo quanto battuto dalle agenzie di stampa nazionali, prima, e mondiali poi, quanto clamoroso fu, nell’autunno del 2018, l’annuncio del suo arresto. In queste ore, secondo fonti turche, le autorità della Turchia starebbero svolgendo una indagine in merito ad eventuali falle di sicurezza, che potrebbero avere consentito all’ex plenipotenziario Renault-Nissan-Mitsubishi di transitare nel territorio nazionale, nei giorni scorsi, quando cioè avrebbe lasciato il Giappone alla volta del Libano secondo modalità che hanno immediatamente fatto il giro del mondo. Abbiamo volutamente indicato il termine “fuga “tra virgolette in quanto deve ancora essere chiarito se il viaggio di Ghosn sia stato effettuato violando il regime di arresti domiciliari in Giappone oppure se, nelle ore immediatamente precedenti il volo, un accordo per la sua liberazione fosse nel frattempo stato raggiunto. Nelle prime ore del pomeriggio di oggi (giovedì 2 gennaio), tuttavia, è emerso un fatto nuovo: un mandato di arresto spiccato dall’Interpol a suo carico.

Nascosto in una cassa per strumenti musicali?

Carlos Ghosn, che – occorre ricordare – possiede tripla cittadinanza (francese, brasiliana e libanese), sarebbe di fatto riuscito ad allontanarsi dalla propria abitazione di Tokyo (sorvegliata in maniera costante), nascosto – si dice – all’interno di una cassa per strumenti musicali, per dirigersi alla volta di Beirut. Una news diramata due giorni fa dalla TV libanese, e citata in queste ore da La Repubblica, spiegava che l’ex numero uno di Renault-Nissan-Mitsubishi sarebbe riuscito nel proprio intento di “evadere” dal Giappone aiutato da una società privata di security, di cui tuttavia non si conoscono né il nome e nemmeno eventuali dettagli. Un commando paramilitare, fingendosi banda musicale, avrebbe inscenato un concerto di Natale per poi prelevare lo stesso Ghosn alla volta dell’aeroporto da dove, servendosi di un aereo sarebbe giunto in Turchia e, da lì, in Libano. Le autorità giapponesi avrebbero già provveduto a perquisire l’abitazione di Ghosn a Tokyo e sarebbero già in possesso delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza.

Modalità da 007

La notizia della fuga di Carlos Ghosn ha fatto abbondantemente parlare di sé nelle ultime ore del 2019: è inaudito che un supermanager riesca a far perdere le proprie tracce in una maniera tanto spettacolare. Da questo episodio, ne è scaturito un “affaire” internazionale: gli organi di stampa libanesi affermerebbero che Ghosn avrebbe raggiunto Beirut a bordo di un aereo privato che proveniva dalla Turchia. Per questo, le autorità turche avrebbero già provveduto ad aprire una inchiesta, e sottoposto alcune persone a fermo ed interrogatorio. La presenza di Carlos Ghosn in Libano è presunta; tuttavia, come messo in evidenza dall’emittente pubblica giapponese Nhk, Ghosn – prosegue La Repubblica – sarebbe stato in possesso di due passaporti francesi (il motivo non è, per ora, dato saperlo), che l’avvocato dell’ex numero uno Renault-Nissan avrebbe tenuto in custodia – insieme al passaporto libanese – fino alla scorsa primavera; quando cioè Ghosn riuscì, per motivi legali, ad ottenere la restituzione di uno dei due documenti. Potrebbe essere stato quest’ultimo, che doveva essere conservato in una cassaforte chiusa a chiave, ad avere consentito a Ghosn di entrare in Libano.

La Francia: “Non verrà estradato”

Il Governo francese ha, nel frattempo, fatto sapere che, qualora Carlos Ghosn dovesse entrare nel Paese, non lo estraderà. L’annuncio, arrivato dal segretario di Stato all’Economia Agnes Pannier-Runacher, dice sostanzialmente che se Carlos Ghosn sia arrivato in Francia, “Non verrà estradato perché la Francia non estrada mai i suoi cittadini”. Anche il Libano, tuttavia, si comporta nello stesso modo. È peraltro notizia “dell’ultim’ora”, come indica un “lancio” Ansa citando Skynews e una dichiarazione del ministro libanese della Giustizia, che l’Interpol avrebbe emesso un mandato di arresto nei confronti di Carlos Ghosn e lo avrebbe comunicato alle autorità libanesi.

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