Caracalla ritrova il suo Gran Premio: Roma rilancia la leggenda del circuito cittadino
Certe strade non dimenticano il rumore dei motori. E quelle che costeggiano le Terme di Caracalla, per un giorno, sono tornate a parlare il linguaggio delle corse. Roma ha accolto la presentazione ufficiale della futura Rievocazione Storica del Gran Premio di Roma – Circuito di Caracalla, riportando sotto i riflettori uno dei tracciati urbani più affascinanti e simbolici del motorsport italiano.
L’evento, promosso dal Circolo Romano La Manovella insieme all’Associazione Culturale Scuderia dell’AutoNobile, ha trasformato Via delle Terme di Caracalla e Largo Cavalieri di Colombo in un museo dinamico dell’automobile storica. Le auto storiche hanno sfilato e percorso il tracciato cittadino chiuso al traffico, restituendo al pubblico il sapore delle competizioni che animavano la Capitale nel secondo dopoguerra.
Il Circuito di Caracalla occupa oltretutto un posto speciale nella storia Ferrari: proprio a Roma, il 25 maggio 1947, Franco Cortese conquistò al volante della Ferrari 125 S la prima vittoria assoluta della casa di Maranello. Un anniversario destinato a diventare centrale nel 2027, quando ricorreranno ottant’anni da quella storica affermazione.
Il percorso originale del circuito si sviluppava per circa tre chilometri e mezzo lungo la cosiddetta “passeggiata archeologica”, in un alternarsi di rettilinei veloci, curve secche e saliscendi tecnicamente impegnativi. Una scenografia irripetibile, dominata dalle monumentali Terme di Caracalla, che contribuì a rendere il Gran Premio di Roma uno degli appuntamenti più suggestivi dell’automobilismo dell’epoca.
Tra le protagoniste della giornata non sono mancati autentici gioielli della storia dell’auto come l’Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport Spider Aprile del 1931, esemplare unico firmato da Giuseppe Aprile e Mario Revelli di Beaumont, e la Cisitalia 202 Sport Mille Miglia “Spyder Nuvolari”, legata all’epica impresa del “Mantovano Volante” alla Mille Miglia del 1947.
Non sono mancati esempi di raffinata ingegneria artigianale italiana, come la Siata Daina del 1952 o la A.R.S. U1 progettata dall’ingegnere Giulio Pasquali Coluzzi, testimonianza di quel tessuto creativo e tecnico che ha reso l’automobile italiana un riferimento mondiale.
Il successo di pubblico lungo il percorso e nell’area paddock conferma il forte interesse verso eventi capaci di unire patrimonio storico, cultura motoristica e valorizzazione urbana. Ed è proprio questa la direzione intrapresa dagli organizzatori Francesco Congiu e Riccardo Sciullo: trasformare la futura rievocazione del 2027 in un appuntamento internazionale dedicato alla memoria sportiva della Capitale.
Con il sostegno di Roma Capitale, Automobile Club Roma, ASI, FIVA, UIGA, Città dei Motori e Fondazione Nicola Bulgari, il progetto punta infatti a restituire al Circuito di Caracalla il ruolo che merita nella grande storia dell’automobilismo italiano. Perché tra quelle strade, molto prima dei simulatori e dell’elettronica, il motorsport era soprattutto coraggio, meccanica e passione. E Roma, almeno per un giorno, è tornata a viverlo davvero.
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