Citroen Type HG: così rinasce lo spirito del primo multispazio compatto

70 anni fa, un progetto mai entrato in produzione per l’arrivo del furgoncino su base 2CV; nel 2020 gli elementi tecnici ci sono: la gamma SpaceTourer e Jumpy. Ed ecco un allestimento ad hoc in serie limitata.

Un “abito” che attinge a piene mani nella tradizione di stile del “Double Chevron”, tuttavia non del tutto old style, quanto in possesso degli atout di immediata riconoscibilità propri della produzione Citroen. Ecco, in estrema sintesi, la filosofia progettuale di Citroen Type HG, allestito su base SpaceTourer oppure Jumpy da Carroserie Caselani, atelier di San Salvatore di Sospiro (Cremona) fondato e guidato da Fabrizio Caselani, e che porta la firma di David Obendorfer. Dunque: il designer e lo studio di progettazione che nel 2017 avevano affrontato il “discorso” su base Type H, uno dei veicoli che maggiormente hanno contribuito a rendere l’immagine del marchio francese emblematica in tutto il mondo.

“In principio” era il Type H

Citroen Type H – prodotto ininterrottamente dal 1947 al 1981 su disegno del leggendario Flaminio Bertoni – è, dopo più di settant’anni dalla presentazione, di frequente protagonista nei raduni di appassionati e possessori di modelli del Double Chevron, negli eventi fieristici e nelle manifestazioni di Street food. E questo, in effetti, grazie alla sua fortissima personalità ed alle numerose possibilità di allestimento (veicolo da soccorso, veicolo commerciale leggero, camper). In occasione del settantesimo anniversario dal lontanissimo (nel tempo) esordio, Fabrizio Caselani e David Obendorfer ne avevano reinterpretato l’impostazione, sotto forma di allestimento ed in partnership con il Centro Stile Citroen, per donare un’allure piacevolmente rétro a Citroen Jumper, il Van “gemello” di Fiat Ducato e di Peugeot Boxer e come questi ultimi prodotto nelle linee di montaggio Sevel Val di Sangro di Atessa (Chieti) in virtù della quarantennale “alleanza” italofrancese nel segmento Veicoli commerciali.

La nuova declinazione “baby”

Al Citroen Type H su base Jumper si affianca un’inedita variante “small”, creata per i modelli Mpv SpaceTourer (destinato al trasporto persone) e Jumpy (trasporto merci). Si tratta di Citroen HG, che di fatto… riprende ciò che non avvenne mai, ovvero la realizzazione di un “fratellino” del Type H, quel Type G rimasto allo stadio di prototipo in quanto, durante le fasi di sviluppo, arrivò la celebre “fourgonnetteCitroen 2CV AU. Si tratta, quindi, di una sorta di “reprise” interessante.

Produzione artigianale e in serie limitata

L’assemblaggio di ogni esemplare di Citroen HG, programmato per una produzione in piccola serie in cui ciascuna unità viene numerata, avviene con modalità artigianali: numerose sono, perciò, le possibilità di personalizzazione tanto per clienti privati quanto per le aziende. Il tutto, mantenendo le motorizzazioni di SpaceTourer e Jumpy, un’altezza massima di 1,9 m (che consente l’accesso ad ogni garage o posteggio sotterraneo), la capienza del vano di carico e le tre configurazioni di passo “XS2, “M” ed “XL”, per un ingombro in lunghezza di, rispettivamente, 4,6 m, 4,96 m e 5,3 m.

Presentazione a Modena Motor Gallery

Il progetto Type HG viene presentato, sabato 26 settembre a ModenaFiere, in occasione di Modena Motor Gallery, ottava edizione della rassegna dedicata al motorismo d’epoca in programma fino a domenica 27 nel complesso fieristico della “Città della Ghirlandina”.

Type H: nel 1947 il primo Van “moderno”

La “carriera” dei Citroen Type H e Type G sa di storia come pochi altri: tutto ebbe inizio nel 1934, contestualmente al debutto di Citroen Traction Avant, vettura che – per la trazione anteriore e le caratteristiche del telaio – permetteva potenzialmente uno sbocco del marchio francese nel segmento veicoli commerciali secondo caratteristiche già “moderne” per l’epoca: pianale basso e regolare, ampio spazio per il trasporto. Erano le caratteristiche del progetto TUB, che tuttavia venne bloccato a causa della Seconda Guerra mondiale. Terminato il conflitto, Citroen lo mise nuovamente in produzione, “riveduto e corretto” e denominato Type H.

Il “papà” degli attuali furgoni

Il primo furgone moderno della storia disponeva di cabina avanzata, trazione anteriore, pianale di carico basso, piatto e ampiamente modulabile, tanto da consentire a Citroen, ed alle numerose Carrozzerie specializzate, la possibilità di proporre il Type H in centinaia di combinazioni tra veicolo corto, lungo, normale, rialzato, trasporto animali, gru, pickup.

Serviva un “fratellino” più piccolo

La portata utile era tuttavia “importante” (850 kg o 1.600 kg), ed i prezzi di vendita, come i costi di esercizio, erano proporzionali: fu subito chiaro, tra i vertici Citroen, che la gamma di veicoli commerciali dovesse essere ampliata con un modello adatto al trasporto leggero, che avesse costi di produzione più bassi per poter, ad esempio, essere proposto a quanti fossero all’epoca in possesso di una versione furgonata della storica Citroen 5HP (costruita fra il 1922 ed il 1926 e prodotta anche nel nostro Paese, nello stabilimento milanese di Citroen Italiana), che nel dopoguerra era ancora molto diffusa in Francia.

Tre metri e mezzo, motore 2CV

Da queste esigenze nacque il “capitolato” del nuovo programma, ribattezzato “G”: tre metri e mezzo di lunghezza massima, due metri di interasse, un metro e settanta di larghezza, circa due metri di altezza a vuoto. Per la parte meccanica venne adottato il motore bicilindrico contrapposto raffreddato ad aria di Citroen 2CV (portato a 475 cc per una potenza massima di 18 CV), le sospensioni anteriori della stessa 2CV e quelle posteriori simili a Type H tuttavia più “in piccolo” e provviste di barra di torsione verticale.

… ma arrivò la 2CV AZU

Come si accennava in precedenza, lo studio rimase alla fase progettuale: mentre (si era nel 1949) il prototipo di Citroen Type G iniziava a girare sulla pista segreta della Ferté Vidame, al Centro Studi aveva preso il via un nuovo progetto: quello della AZU, lettere che stavano per “AZ” (la 2CV con motore più potente) e “U” come Utilitaire (veicolo commerciale). Ben più leggera, con un vano di carico spazioso e anch’esso regolare, quindi facilmente accessibile, poteva trasportare 250 kg di carico utile: più del Type G che era penalizzato da un telaio più pesante a parità di potenza disponibile. Per proseguire con lo sviluppo sarebbe stato necessario disporre di un motore dall’ingombro contenuto (come quello della 2CV) tuttavia con almeno il doppio della potenza. Unità motrice che sarebbe arrivata molto tempo dopo, alla fine degli anni 60: il tipo “M4” che equipaggiò Citroen Ami6 e poi Ami8. Nel frattempo, la gamma “fourgonnette” si ara arricchita con l’arrivo del tipo AK (telaio 2CV, motore da 602 cc e 400 kg di portata), a sua volta (1978) evoluto nella Acadiane, rimasta in produzione fino al 1987, che abbinava la meccanica più moderna di Dyane con il modulo di carico dell’AK.

Sebbene accantonato, il “programma” Type G è dunque servito per lo sviluppo dei moderni Multispazio: l’unico prototipo del piccolo Citroen che rinasce nel Type HG Caselani è esposto al Conservatoire Citroen di Aulnay-sous-Bois (Île-de-France), accanto ad un esemplare di Type H in allestimento furgonato.

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