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Arriva il nuovo autovelox intelligente: controlla telefoni e cinture slacciate

Di Vincenzo Calvarano
Pubblicato il 28 mag 2026
Arriva il nuovo autovelox intelligente: controlla telefoni e cinture slacciate
Il super autovelox sperimentato a Treviglio utilizza l’IA per controllare anche cellulari e cinture di sicurezza all’interno dell’abitacolo.

L’evoluzione degli autovelox passa ora dall’intelligenza artificiale. A Treviglio, in provincia di Bergamo, è iniziata la sperimentazione di un nuovo sistema di controllo stradale capace non solo di rilevare la velocità dei veicoli, ma anche di individuare comportamenti pericolosi direttamente all’interno dell’abitacolo.

Il nuovo dispositivo utilizza infatti tecnologie basate su IA per verificare se il conducente stia utilizzando lo smartphone durante la guida oppure se la cintura di sicurezza sia correttamente allacciata. Una novità che potrebbe cambiare in modo significativo il sistema dei controlli stradali in Italia.

Il nuovo autovelox controlla anche dentro l’auto

A differenza dei tradizionali autovelox, progettati principalmente per rilevare eccessi di velocità, il sistema sperimentato a Treviglio utilizza telecamere ad alta definizione e software di analisi automatica delle immagini.

Grazie all’intelligenza artificiale, il dispositivo riesce a riconoscere alcune situazioni considerate particolarmente pericolose dal Codice della Strada.

Tra queste ci sono soprattutto:

  • uso dello smartphone alla guida;
  • mancato utilizzo delle cinture di sicurezza.

Il sistema analizza le immagini catturate durante il passaggio dei veicoli e segnala automaticamente le possibili infrazioni.

L’obiettivo dichiarato è aumentare la sicurezza stradale riducendo comportamenti che continuano a rappresentare una delle principali cause di incidenti.

Smartphone alla guida: il problema resta enorme

L’utilizzo del cellulare durante la guida è oggi uno dei problemi più difficili da contrastare sulle strade italiane. Secondo i dati sulla sicurezza stradale, la distrazione causata dallo smartphone incide pesantemente sul numero di incidenti, soprattutto nei contesti urbani.

Messaggi, social network, chiamate o notifiche abbassano drasticamente l’attenzione del conducente anche per pochi secondi, ma sufficienti per aumentare enormemente il rischio di collisioni. Per questo motivo molte amministrazioni stanno cercando sistemi tecnologici più avanzati per rendere i controlli più efficaci. Ed è proprio qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale.

Come funziona il sistema con IA

Il nuovo dispositivo installato a Treviglio sfrutta algoritmi di riconoscimento visivo capaci di analizzare automaticamente il comportamento del conducente.

Le telecamere ad alta risoluzione riescono infatti a osservare l’interno dell’abitacolo e verificare elementi come:

  • posizione della cintura;
  • presenza di smartphone in mano;
  • postura del guidatore.

In caso di possibile infrazione, il sistema genera una segnalazione che viene poi verificata dagli operatori competenti. Non si tratta quindi di un processo completamente automatico senza controllo umano, ma di una tecnologia di supporto pensata per rendere più rapidi e precisi gli accertamenti.

Possibili dubbi su privacy e controlli

Come spesso accade con tecnologie di questo tipo, non mancano però i dubbi legati alla privacy e all’utilizzo delle immagini raccolte. I sistemi basati su intelligenza artificiale applicati alla videosorveglianza stradale aprono inevitabilmente discussioni sul tema della gestione dei dati personali e del monitoraggio continuo degli automobilisti.

Resta inoltre da capire quanto queste tecnologie potranno diffondersi rapidamente sul territorio nazionale e quali saranno i limiti normativi futuri. Per il momento il progetto di Treviglio rappresenta soprattutto una fase sperimentale, ma dimostra chiaramente la direzione verso cui stanno andando i controlli stradali moderni.

Gli autovelox diventano sempre più intelligenti

Negli ultimi anni i dispositivi di controllo si sono evoluti molto rapidamente.

I nuovi sistemi non si limitano più soltanto alla velocità media o istantanea, ma integrano sempre più spesso:

  • lettura targhe;
  • monitoraggio assicurazione e revisione;
  • riconoscimento automatico delle infrazioni;
  • analisi tramite intelligenza artificiale.

La sperimentazione di Treviglio potrebbe quindi rappresentare soltanto il primo passo verso una nuova generazione di autovelox “intelligenti”, capaci di controllare contemporaneamente diversi aspetti della guida. E per gli automobilisti significa una cosa molto semplice: utilizzare lo smartphone al volante o dimenticare la cintura potrebbe diventare sempre più difficile da nascondere.

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