Aston Martin Vanquish Zagato Shooting Brake: ecco le prime immagini

La conformazione “station wagon per due” cara alla produzione British di altissima gamma si conferma nella imminente edizione carrozzata dall’atelier di Rho.

Aston Martin Vanquish Zagato Shooting Brake: ecco le prime immagini

di Francesco Giorgi

04 dicembre 2018

In perfetto orario con le prime indicazioni giunte nell’estate 2017 (qui la nostra anticipazione), e dopo la più recente conferma relativa al “via libera” del programma di ampliamento della collaborazione fra Aston Martin e la Carrozzeria Zagato (che, quale ultimo esempio in ordine di tempo, aveva dato vita alla lineup Vanquish Zagato), in queste ore i vertici di Gaydon rendono note le prime immagini relative alla “super-wagon” Aston Martin Vanquish Zagato Shooting Brake, nuova concretizzazione nella ricerca di soluzioni di stile up-to-date frutto della ricerca congiunta fra il marchio di oltremanica e l’atelier di Terrazzano di Rho, collaborazione stilistica che di fatto appartiene al ristretto “libro d’oro” delle partnership leggendarie nella storia dell’auto (dalla celebre DB4 GT fino alle  più recenti V12 Zagato del 2011, Virage Shooting Brake by Zagato del 2014, DB9 Spyder Zagato Centennial e DBS Coupé Zagato Centennial, la Carrozzeria milanese ha vestito in più occasioni le coupé e spider di Gaydon).

Il quarto modello, dopo Coupé, Cabriolet e Spedster, chiamato ad arricchire l’esclusiva lineup Vanquish carrozzata Zagato, appunto la variante Shooting Brake, e che sarà “tirato” in 99 esemplari (esattamente quanti sono stati programmati per le varianti Coupé e Volante; la ultraesclusiva Speedster, dal canto suo, è stata ulteriormente limitata a 28 unità) porta a “chiudere il cerchio” in questo senso (sempre che, nel futuro, fra le due aziende non venga intrapreso un percorso di progettazione “Sport utility-crossover”: si tratta di una ipotesi, e che va presa come tale): la documentazione fotografica che correda le informazioni utili ad interpretarne l’imminente debutto sul mercato fornisce una prima panoramica sulll’immagine esteriore e sugli interni che contrassegneranno la nuova Vanquish Zagato Shooting Brake, candidata “ovviamente” al ruolo di “station wagon di vertice” fra le proposte di altissima gamma a livello mondiale.

 

Zagato Shooting Brake: “station” per due

Fedelmente all’impostazione di progetto, la nuova proposta Vanquish rielaborata da Zagato assume la denominazione “Shooting Brake” in virtù della elegantissima, e funzionalmente specifica, conformazione del corpo vettura: non “familiare” in senso stretto (il ruo segmento di appartenenza – “noblesse oblige” – non lo consentirebbe), quanto una filante, sportiva ed altrettanto pratica – ma per due persone! – configurazione “due volumi con portellone”, nella quale fa bella mostra di se, in qualità di elemento principale dell’immagine esterna, l’inedito disegno del volume-abitacolo che rinnova, pur mantenendolo inalterato nella propria progettualità funzionale, il motivo della doppia gobba sul tetto che l’atelier oggi con sede a Rho, fondato nel 1919 da Ugo Zagato, “inventò” negli anni 50 in previsione dell’impiego agonistico delle vetture, per consentire  – abbassando l’altezza del tetto – a pilota ed eventuale passeggero di poter indossare il casco a bordo.

Questa soluzione (realizzata in fibra di carbonio), nella nuova Aston Martin Vanquish Zagato Shooting Brake, viene reinterpretata come “fiore all’occhiello” stilistico, dunque particolarmente evidenziata attraverso un contrasto cromatico ad hoc (la “cupola” è in tinta nero lucido, mentre il resto delcorpo vettura è in una nuance più chiara), ed in un  disegno “a tutta lunghezza” (parte, cioè, dalla sommità del parabrezza e termina in corrispondenza della “tettoia” posteriore), in un inusuale quanto azzeccato sviluppo “a V” (come “Vanquish”?) nel quale la doppia “gobba” viene divisa da un elemento in cristallo utile ad aggiungere luminosità all’abitacolo.

 

Abitacolo: il volume in più                                                    

Quest’ultimo, dal canto suo, relativamente alle prime immagini messe a disposizione per il momento da Aston Martin, rivela un disegno sostanzialmente invariato rispetto al modello Vanquish “capofila”, e dominato da rivestimenti in pelle pregiata con motivi “Z” ricamati nella fascia centrale di ciascun sedile e nei pannelli porta, rifiniture in fibra di carbonio e (per le cornici delle bocchette di aerazione) bronzo anodizzato. Elemento distintivo è, chiaramente, il volume posteriore in più: un vano supplementare, dalla discreta capienza (i valori di capacità non sono stati resi noti; le proporzioni, tuttavia, ne suggeriscono una buona ampiezza), collocato alle spalle dei due sedili e anch’esso rivestito in pelle, utile a collocarvi quanto basta per una breve vacanza “Tête à tête”.

Ulteriori elementi distintivi di Aston Martin Vanquish Zagato Shooting Brake: uno specifico “splitter” anteriore, un corrispondente diffusore posteriore che ingloba due coppie di terminali di scarico, “minigonne” laterali ed i tradizionali stilemi Aston Martin, ovvero la calandra “a trapezio” (con disegno della griglia rielaborato da Zagato), gli ampi – ed esteticamente piacevolissimi – passaruota posteriori che “spezzano” l’immagine più voluminosa della nuova configurazione Shooting Brake, un set di cerchi a finitura bicolore e la modanatura ornamentale corrispondente a ciascuna delle feritoie orizzontali collocate in corrispondenza dei parafanghi anteriori.

 

Motore: c’è il V12 di Vanquish S

Sotto il cofano motore (che mantiene lo sviluppo decisamente “allungato” delle altre varianti Vanquish e Vanquish Zagato), la imminente declinazione Shooting Brake non dovrebbe mettere in evidenza alcuna innovazione particolare in rapporto alla Vanquish Zagato che aveva fatto bella mostra di se al Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2016 (dove era stata esposta in veste di concept) ed alle successive “specialissime” carrozzate dall’atelier milanese: la motorizzazione, a meno di “sorprese” dell’ultimo minuto, resterà affidata al conosciuto V12 da 5,9 litri (5.935 cc) ad alimentazione “aspirata” da 576 CV che da tempo equipaggia la lineup “di altissima gamma” per Gaydon, e che in abbinamento al cambio automatico ad otto rapporti “ereditato” da Vanquish S ed un aggiornamento nell’elettronica di gestione e nell’impianto di scarico, eroga una potenza di oltre 590 CV.

Più avanti si conosceranno i dettagli relativi alla fase di messa in produzione e prime consegne.

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