McLaren Speedtail: ecco la nuova hypercar di Woking

Attesa dagli appassionati, la supercoupé è stata protagonista del vernissage a Londra. Concentrato di soluzioni aerodinamiche e tecnologie di ultima generazione, è la McLaren più potente e veloce di sempre.

McLaren Speedtail: ecco la nuova hypercar di Woking

di Francesco Giorgi

26 Ottobre 2018

Cosa c’è più di una hypercar? Una “ultra-hypercar”, che secondo la filosofia McLaren intende esprimere lo stato dell’arte della Casa costruttrice in termini di tecnologie di bordo, studio dei materiali e meccatronica, unitamente ad una immagine “ovviamente” personale al massimo, che nulla concede allo stile in senso “modaiolo”, ma esprime visivamente l’expertise del marchio nelle competizioni. E tutto questo si paga, eccome: 1,75 milioni di sterline (corrispondenti a poco meno di 2 milioni di euro) per una produzione volutamente limitata – 106 unità – e già andata esaurita. Ecco, in estrema sintesi, gli atout messi in evidenza dalla attesa McLaren Speedtail, supercoupé di Woking ampiamente anticipata nei giorni e nelle settimane scorsi, che eredita le peculiarità della storica F1 della seconda metà degli anni 90, attualizzandole ed intensificandone l’immagine.

Presentata nelle scorse ore a Londra, McLaren Speedtail (primo modello delle 18 novità, e tutte ad alimentazione ibrida, annunciate dai “piani alti” di Woking in occasione del Goodwood Festival of Speed della scorsa estate, e condensato nel piano industriale “Track25” orientato al 2025: si stima un aumento del 75% della produzione annua ed il raggiungimento di 6.000 unità all’anno) è tutto questo: il sunto di un decennio di continua evoluzione McLaren nello studio dei materiali compositi, delle soluzioni aerodinamiche e della meccatronica, condensata in un corpo vettura “ultrapiatto” (5,14 m di lunghezza, vale a dire circa mezzo metro in più rispetto alla “progenitrice” F1; ed appena 1,15 m di altezza, che una volta impostata la modalità di guida “Velocity” di controllo dell’unità motrice ad alimentazione ibrida e delle sospensioni elettroniche, abbassa di 35 mm il veicolo, a tutto vantaggio della dinamica e della tenuta alle alte velocità) ed in un accurato insieme di forme ottimizzate per il rendimento della vettura.

Nel dettaglio, McLaren Speedtail porta in dote una scocca ed una carrozzeria, interamente in fibra di carbonio (la “coda” è stata realizzata in un unico pezzo) con alettoni mobili – l’azionamento avviene attraverso un sistema idraulico che modifica la downforce in funzione delle istantanee esigenze -, appendici in “Titanium Deposit Carbon Fibre” (splitter anteriore, diffusore posteriore, “minigonne” laterali), materiale ricavato dalla stesura di uno strato di qualche micron di titanio sulla fibra di carbonio, prese d’aria e feritoie specifiche al raffreddamento di motore e freni senza che ciò possa interferire sull’efficienza aerodinamica globale della vettura, ed alcune soluzioni anch’esse mutuate dalle competizioni, ad esempio i dischi (“ovviamente” in fibra di carbonio) di copertura ai cerchi anteriori da 20” (quelli posteriori, dal più “tradizionale” disegno a sottili razze profilate ad hoc, sono da 21”).

Da segnalare l’assenza degli specchi retrovisori esterni: McLaren Speedtail viene equipaggiata con delle telecamere retrattili, le quali proiettano la visuale su due schermi laterali presenti nell’abitacolo, e che a loro volta arricchiscono la presenza di display a disposizione del conducente (ma qui è meglio definirlo “pilota”) che si articola su cinque visori ad alta definizione.

L’accenno alla tecnologia presente nell’abitacolo introduce un ulteriore elemento di distinzione per McLaren Speedtail: analogamente all’impostazione della “storica” F1, anche la nuova “ultra-hypercar” di Woking prevede il posto di guida collocato al centro, in posizione avanzata rispetto ai due sedili laterali (tutti anatomici) predisposti al trasporto di altrettanti passeggeri: una soluzione che non nasce a caso, essendo stata studiata dai tecnici McLaren espressamente per ottimizzare la distribuzione dei pesi in funzione del baricentro della vettura e della sua risposta dinamica in qualsiasi situazione. La plancia, dichiaratamente “minimal” come si conviene ad una vettura dalle intenzioni “corsaiole” ed interamente orientata verso il pilota, si segnala per la pressoché totale assenza di comandi “fisici”: tutte le funzioni di controllo possono essere gestite mediante i display touch collocati di fronte al posto di guida. C’è soltanto un pannello, sistemato al di sopra del posto di guida e – “noblesse oblige” – costruito con l’impiego di un esclusivo materiale prodotto dalla Maison horlogère Richard Mille (TPT-Thin-Ply Technology Carbon Fibre) che prevede la sovrapposizione di alcuni strati di fibra di carbonio ultrasottili, nel quale vengono contenuti i comandi di apertura porte e finestrini e di avviamento. Nota di curiosità: lo stesso TPT è statao impiegato anche per la realizzazione del monogramma anteriore e del “lettering” Speedtail in coda, a sua volta ricoperto da una lamina in oro 18K. Altro atout tecnologico: a bordo di McLaren Speedtail l’impiego delle alette parasole è stato superato dallo studio di un elettrocromatismo alla finestratura, che a seconda della luce esterna può scurirsi azionando un apposito comando.

Sotto il cofano – o meglio: alle spalle della cellula abitacolo che fa parte della conosciuta tecnologia di telaio MonoCage II, abbinata ad un set di sospensioni attive in alluminio e ad un impianto frenante carboceramico – McLaren Speedtail, in ossequio alle nuove disposizioni strategiche decise dai vertici dell’azienda di oltremanica, viene equipaggiata con un modulo di propulsione ad alimentazione ibrida, in grado di sprigionare una potenza nell’ordine di 1.050 CV, valore che – insieme ai riscontri cronometrici di accelerazione – rende Speedtail la McLaren più potente e veloce di sempre, anche rispetto ai “mostruosi” 391 km/h della precedente McLaren F1. Grazie all’apporto aerodinamico e all’attenzione ai pesi (sulla bilancia McLaren Speedtail denuncia 1.430 kg “a secco”), lo scatto da 0 a 300 km/h richiede, secondo quanto dichiarato dai tecnici dell’azienda, appena 12”8, vale a dire qualcosa come 4 secondi in meno in rapporto a McLaren P1. Ulteriori dati velocistici verranno resi noti più avanti: per il momento, dunque, ci si limita ad indicarne peso ed accelerazione.

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