Polestar 2 e Polestar 3: prime anticipazioni sulle novità

Dopo Polestar 1, il “sub-brand” eco friendly Volvo-Geely svela alcune caratteristiche della berlina elettrica “2” e del SUV sportivo “3”. I primi dettagli.

Il futuro “eco friendly” di Polestar inizia a delinearsi. Al Goodwood Festival of Speed 2018 (qui un nostro approfondimento sulle principali novità presentate alla manifestazione dello scorso weekend), mentre i riflettori erano puntati sul debutto dinamico di Polestar 1, i vertici del “sub-brand” creato dal tandem Volvo-Geely hanno illustrato le linee-guida relative ai modelli che, in un’ottica a breve-medio termine, andranno ad arricchirne la gamma di versioni.

La seconda proposta dopo la coupé ibrida plug-in Polestar 1 da 600 CV e 1.000 Nm di coppa massima sarà Polestar 2, un modello 100% elettrico concepito quale principale competitor nei confronti della altrettanto attesa Tesla Model 3 (e, viene da aggiungere, vettura potenzialmente in grado di contribuire ad un innalzamento dell’asticella, in termini di immagine e segmento, per il settore delle berline a zero emissioni “compact”). L’anteprima, da parte dei “piani alti” Polestar, viene prevista per il Salone di Ginevra 2019; il “lancio” commerciale, rivela una news del magazine britannico Evo, è atteso per la fine del prossimo anno, e su un range di prezzi che si aggirerà su cifre corrispondenti a 40 – 55.000 euro: importi decisamente inferiori in rapporto ai quasi 130.000 euro richiesti per un esemplare della performante Polestar 1.

La imminente Polestar 2, della quale vengono rese note le prime anticipazioni (seppure “a grandi linee”) verrà sviluppata sulla piattaforma CMA-Compact Modular Architecture, progettata anch’essa in partnership fra Volvo e la capogruppo Geely e che debuttò, lo scorso autunno, come “ossatura” di Volvo XC40 e, fra i programmi di prossima esecuzione, equipaggerà l’imminente “Sport Utility” Lynk & Co 01, il primo della annunciata gamma di modelli della start-up cinese Lynk & Co che saranno, a loro volta, tutti basati sul medesimo pianale.

Del resto, era già noto che un prossimo modello, a propulsione totalmente elettrica e allestito sulla piattaforma CMA, sarebbe entrato in produzione nel 2019. La prima anticipazione da parte della dirigenza Polestar confermerebbe, dunque, ciò che  per qualche settimana è stato un “rumor”. Ai taccuini del magazine britannico, il direttore operativo del nuovo “sub-brand” Polestar, Jonathan Goodman, spiega che la prossima Polestar 2, così come la futura gamma, sarà equipaggiata con un sistema di propulsione 100% elettrico: l’obiettivo è di assicurare alla vettura un’autonomia di marcia nell’ordine di 310 miglia con una singola ricarica (corrispondenti a poco meno di 500 km).

Altrettanto “ghiotta” è l’aspettativa intorno a Polestar 3, un SUV dall’immagine marcatamente sportiva che, secondo una notizia pubblicata nell’edizione online di Auto Express, debutterà sul mercato nel 2022. Stante una ben delineata identità di stile rispetto a Volvo (così come a Geely), anche il futuro “Sport Utility-coupé” Polestar 3 sarà “Un prodotto dallo stile personale: non è nostra intenzione realizzare una ‘evoluzione’ di Volvo XC90 o similari: quest’ultima è ’dichiaratamente’ Volvo, mentre Polestar 3 punterà su maneggevolezza, novità di stile e ‘qualcosa’ di differente”, spiega Jonathan Goodman nella news pubblicata da Auto Express. Queste novità erano state del resto anticipate dal CEO di Polestar, Thomas Ingenlath, il quale al Salone di Ginevra, in occasione del vernissage di Polestar 1, aveva anticipato come “La nuova GT rappresenta un punto fermo nella prima fase di vita del marchio. Tutti i modelli futuri saranno equipaggiati con sistemi di propulsione totalmente elettrica, in linea con la nostra vision che intende portare il nome Polestar ad un ruolo leader nel settore delle auto elettriche high performance”.

Da Polestar 1 – che alla fine dello scorso inverno ha debuttato in pre-produzione anche in Italia, insieme a Cina, USA, Svezia, Germania, Norvegia, Paesi Bassi, Svizzera, Regno Unito, Belgio, Finlandia, Francia, Polonia, Austria, Spagna, Danimarca, Portogallo e Canada: i potenziali clienti sono invitati a versare una somma di 2.500 euro, totalmente rimborsabile, per confermare il proprio interesse alla vettura – deriverebbe anche la strategia di vendita per Polestar 2 e per Polestar 3, che verranno proposte con una soluzione di immediato acquisto oppure attraverso una formula di abbonamento (ovvero senza deposito e comprensivo delle coperture assicurative, dell’ammortamento, dei servizi di assistenza e ulteriori servizi “on demand” che verranno stabilite più avanti), ed esposte all’interno dei Polestar Space, piccoli (250 metri quadri) showroom collocati all’interno di aree commerciali: gli spazi espositivi non faranno parte del network di concessionarie Volvo, sebbene i servizi post-vendita e assistenza saranno a cura di tecnici sotto le insegne del marchio di Goteborg.

I dettagli di engineering e di sviluppo per Polestar 2 e Polestar 3 saranno resi noti più avanti: di certo si sa che anche i futuri modelli del “sub-brand” di modelli eco friendly appartenenti ad un segmento premium verranno assemblati nel nuovo impianto cinese di Chengdu: uno stabilimento che, in ossequio alla visione “green” del marchio, era già stato annunciato a suo tempo come la struttura industriale di produzione automobilistica più “eco friendly” in Cina, oltre che una delle maggiormente efficienti su scala mondiale, in conformità all’obiettivo lanciato dalla joint venture sul raggiungimento dello status “Gold” nel riconoscimento LEED-Leadership in Energy and Environmental Design che individua le installazioni più efficienti a livello mondiale.

Fra le novità tecniche “trapelate” dalla news di Auto Express, da segnalare – fattore di rilievo in un’ottica di ottimizzazione dei costi e delle risorse aziendali – il ricorso ad una parte di componenti OEM “high performance” del medesimo tipo, e provenienti dagli stessi partner fornitori, anche per il futuro Polestar 3: nello specifico, viene indicato che con tutta probabilità il set di sospensioni Öhlins e l’impianto frenante Akebono, dei quali Polestar 1 viene dotata in primo equipaggiamento, faranno parte della dotazione anche di Polestar 3.

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