McLaren 600LT, la nuova “piccola” estrema di Woking

Svelata la “derivazione racing” di 570S: presenta un profondo aggiornamento aerodinamico e 620 CV di potenza massima. È attesa al Goodwood Festival of Speed. La produzione, in serie e per un tempo limitato, partirà in ottobre.

McLaren 600LT, la nuova "piccola" estrema di Woking

di Francesco Giorgi

28 Giugno 2018

In perfetto orario con la “tabella di marcia” anticipata nei giorni scorsi, McLaren ha svelato in queste ore la propria ultima creazione: si chiama 600LT, denominazione che indica – come consuetudine per il marchio di Woking – la potenza espressa in “cavalli” (appunto: “600”) e, accanto, la sigla che denota la produzione del marchio di oltremanica maggiormente rivolta alla pista. “LT” come “Long Tail”, come la supercoupé 675LT recentemente declinata anche in versione Spider, e che riporta alla mente degli enthusiast la celebre dinastia delle F1 GTR Long Tail derivate dalla prima edizione vittoriosa – al debutto – alla 24 Ore di Le Mans del 1995 e che vennero impiegate con notevole successo, nelle competizioni, nella seconda metà degli anni 90 e fino all’alba del nuovo Millennio.

La formula concettuale che ha ispirato i tecnici di Woking per la progettazione della nuova McLaren 600LT è, sostanzialmente, la stessa utilizzata in passato con le precedenti “Long Tail”: la base di partenza è la “Sport Series II570S, qui adeguatamente “riveduta e corretta” in funzione di un impiego dedicato all’agonismo ed ai track day. Che si tratti di un progetto di evoluzione frutto di un engineering specifico, del resto, lo indicano i primi dettagli di produzione: McLaren 600LT sarà costruita, a partire dal prossimo ottobre e per non più di dodici mesi consecutivi, in un numero limitato di esemplari. Ciascuna vettura, d’altro canto, verrà assemblata interamente a mano dai tecnici di Woking: una strategia peraltro già intrapresa con il modello 675LT, prodotto in 500 unità.

Bocche cucite, per il momento, riguardo ai prezzi di vendita: riportiamo, a titolo di cronaca, quanto ipotizzato a metà giugno, quando sulla “rete” venne pubblicato un nuovo teaser della supercoupé LT di oltremanica: in quell’occasione, Autocar ne stimò un importo di acquisto che potrebbe partire da 200.000 sterline; cifra, in ogni caso, indicativa: perché si attende conferma da parte dei vertici di Woking, e per via delle ampie possibilità di personalizzazione che la Divisione MSO-McLaren Special Operations, dedicata ai progetti di sviluppo “ad personam” sulle specifiche del singolo cliente ed alla delibera delle numerose serie ultralimitate che in questi anni sono state via via sviluppate ad arricchire la lineup McLaren, è sempre in grado di affrontare in collaborazone con gli stessi acquirenti e che, giocoforza, possono portare ad un sensibile aumento dell’importo di acquisto.

Il quarto modello McLaren ad inalberare la sigla “LT” (dopo le citate F1 GTR, 675LT e 675LT Spider), dopo il “taglio del nastro” avvenuto in queste ore, sarà fra le novità di rilievo all’imminente Goodwood Festival of Speed 2018, in programma da giovedì 12 a domenica 15 luglio, dove la nuova McLaren sarà fra i veicoli al via della celebre Hill Climb: un “battesimo della strada” davanti al grande pubblico che permetterà altresì di conoscerne ulteriori dettagli di sviluppo (dal prezzo di vendita, appunto; alle varie possibilità di allestimento: staremo a vedere).

Ciò che viene posto sotto i riflettori, già in questa prima fase di conoscenza della nuova derivata dalla lineup “Sport Series II” più estrema per McLaren, è – come in effetti rivelato nei giorni scorsi – l’upgrade generale al corpo vettura in chiave di affinamento aerodinamico e di attenzione ai pesi, due argomenti qui maggiormente messi in risalto rispetto alla “supercar” 675LT, che appartenendo ad un segmento ulteriormente superiore ha giocato le proprie carte anche su un sostanziale aggiornamento del veicolo relativamente ai valori prestazionali.

Dal punto di vista dello studio dell’aerodinamica (gli obiettivi di impiego della nuova 600LT, così come di tutte le “special” derivate da coupé di altissima gamma e dai valori prestazionali molto elevati, subordinano l’appeal estetico all’ottimizzazione dei flussi dell’aria, in funzione della downforce e della tenuta di strada nelle fasi di curva in modo da “scaricare” sull’asfalto la maggiore potenza disponibile alle ruote), McLaren 600LT rivela – intorno alla consueta cellula abitacolo “MonoCell II” e ad un più ampio ricorso alla fibra di carbonio anche per gli interni, segnatamente gusci dei sedili e plancia, che insieme all’adozione di cerchi e impianto di scarico ulteriormente alleggeriti, consentono un risparmio di peso di 96 kg in rapporto a McLaren 570S, con l’ago della bilancia che si ferma a 1.247 kg – un nuovo spoiler anteriore, specifiche appendici laterali e un diffusore posteriore di nuovo disegno; elementi, questi ultimi, che si abbinano ad un preciso studio sui flussi dell’aria intorno alla carrozzeria e nel sottoscocca, culminanti in un inedito alettone posteriore (“ovviamente” in materiale composito: ricordiamo che McLaren, al pari di altri big player di segmento, si rivolge in maniera “massiccia” a questo materiale, tanto da avere di recente inaugurato, a Sheffield, un centro di eccellenza dedicato allo sviluppo ed alla produzione di componenti in fibra di carbonio) che riceve parte del “peso” su di se dalla coppia di terminali di scarico posizionati, centralmente, in posizione sopraelevata rispetto a 570S e che rivelano una precisa attenzione aerodinamica sulla scorta di quanto già affrontato, recentemente, con la supercar McLaren Senna.

A disposizione degli appasisonati più esigenti, MSO-McLaren Special Operations offrirà, naturalmente con adeguato sovrapprezzo, nuovi componenti del corpo vettura in fibra di carbonio (nello specifico: il tetto, i montanti ed in parafanghi anteriori). L’abitacolo, volutamente “minimal”, mette in evidenza un azzeccato abbinamento fra rivestimenti in Alcantara e dettagli in fibra di carbonio, una combinazione che porta la mente alla hypercar McLaren P1.

L’assetto di McLaren 600LT si avvale di nuovi braccetti in alluminio forgiato per i quadrilateri; gli pneumatici utilizzati sono i Pirelli Trofeo R. Sotto il cofano, la ricetta-base rimane invariata: la motorizzazione scelta per McLaren 600LT viene infatti affidata al conosciuto 3.8 ad otto cilindri a V sovralimentato con doppio turbocompressore, che in virtù di un re-engineering al circuito di raffreddamento ed all’impianto di scarico sprigiona una potenza di 600 CV (30 CV in più rispetto a 570S) ed una coppia motrice nell’ordine di 620 Nm di coppia massima (20 Nm in più), che su strada promettono valori prestazionali di assoluto livello. Velocità massima ed accelerazione rimangono, per ora, “nel cassetto” (saranno rivelate più avanti); tuttavia, tenuto conto dell’eccezionale rapporto peso/potenza (circa 481 CV/tonnellata) e considerato che McLaren 570S scatta da 0 a 100 km/h in 3”2 e raggiunge i 328 km/h, l’asticella delle performance dovrebbe essere interessata da un sostanziale innalzamento dei valori.

Tutto su: McLaren