Fiat Panda: elettrificazione e gamma sdoppiata per la prossima generazione

Francesco Giorgi
26 Gennaio 2022
fiat_centoventi_ginevra_2019

L’attuale “segmento A” bestseller darà vita nel 2023-2024 ad una lineup formata da due fasce di mercato: accanto alla riformulazione citycar, arriverà una versione compact-crossover.

Trends: Auto elettriche

I riflettori sono tutti puntati sull’immediato futuro: per la precisione, al 1 marzo 2022, data nella quale il top management di Stellantis illustrerà – in piena corrispondenza a quanto annunciato lo scorso 8 dicembre dall’amministratore delegato Carlos Tavares in occasione del “Software Day” – il nuovo piano strategico quinquennale del Gruppo. Il primo nell’orbita della “big Alliance” 50-50 tra Fca e Psa, ed anche per il “dopo-Marchionne”.

Sfida: sostituire un modello-chiave per Fiat

Le novità industriali riguarderanno chiaramente l’intera galassia dei marchi Stellantis: Fiat compresa, dunque. Ed è proprio su Torino che la ridda di “voci di corridoio” e di indiscrezioni si fa via via più fitta. Nello specifico, ci si interroga sull’identità di immagine e tecnologica che sarà portata in dote dalla nuova generazione di Fiat Panda, modello-chiave (almeno per l’Italia, dove è da lungo tempo saldamente in testa nelle immatricolazioni: il 2021 si è in effetti concluso con quasi 112.300 nuove unità immesse in circolazione) che per il 2022 si prepara ad un leggero “maquillage”.

Un’identità mai profondamente cambiata in quasi vent’anni

Più che l’imminente restyling, che in effetti non dovrebbe stravolgerne le attuali caratteristiche, interessa maggiormente conoscere – se non nei dettagli, quantomeno in linea di massima – l’impostazione nell’insieme della prossima generazione della “segmento A” bestseller, che – se si esclude l’arrivo della versione mild-hybrid e l’addio alle declinazioni turbodiesel – nei quasi diciannove anni di presenza sul mercato dal 2003 a questa parte non è poi molto cambiata.

Primi dettagli

A questo proposito, viene in (parziale) soccorso una serie di dichiarazioni rese note ai taccuini di Auto Express dall’amministratore delegato di Fiat, Olivier François. La prossima (terza) generazione di Fiat Panda, peraltro lungamente attesa, arriverà nel 2023-2024, quindi non appena raggiunto e superato il traguardo dei vent’anni dal “lancio” della serie a cinque porte che nel 2003 aveva sostituito la prima storica “Pandina” a tre porte dall’impostazione “minimal” che aveva tenuto banco per ben 23 anni.

Democratizzare l’elettrificazione

La prossima generazione di Fiat Panda rappresenterà, per Fiat, la concretizzazione del nuovo corso dato al marchio torinese: segnatamente, una “democratizzazione dei modelli elettrificati”, quindi a prezzi di vendita accessibili, che verterà su due grandi “capitoli”: Fiat 500 (destinata ad una fascia di clientela attenta allo stile) ed un assortimento di nuovi modelli che potrebbero concretizzare gli interessanti contenuti portati in dote dalla concept Fiat Centoventi che aveva fatto bella mostra di se al Salone di Ginevra 2019 e da allora sembra come rimasta in sospeso (vero è che, nel frattempo, è arrivata la fusione di Fca con Psa Groupe).

Fiat Centoventi: ecco il configuratore virtuale

“Una poltrona per due”

La terza generazione di Fiat Panda potrebbe in effetti presentarsi sui mercati non più sotto le insegne di un unico modello di segmento, bensì due. La prima configurazione, secondo le aspettative, confermerebbe l’attuale impostazione di segmento A, quindi improntata alla medesima versatilità di impiego in un ambito urbano, magari con una riformulazione delle linee esterne in ordine ad ottimizzare l’abitabilità interna e le possibilità di carico. Resta da vedere quale sarà la “base di partenza”, leggi la piattaforma che ne costituirà l’”ossatura”: è possibile, a questo proposito, che Fiat ricorra al pianale Cmp di Psa (sempre più “trasversale” nelle offerte di gamma), cioè quello che equipaggia fra le altre Opel Corsa e Peugeot 208, re magari in un layout semplificato o, più in generale, riformulato in ordine alla nuova destinazione d’uso. Altra ipotesi, anch’essa finalizzata a concretizzare i vantaggi dell’economia di scala, un ulteriore sviluppo dell’attuale piattaforma.

È forse più delineata la “carta d’identità” per il secondo modello della prossima nuova gamma Panda “sdoppiata”: sarà una vettura dalle dimensioni esterne più ampie – si parla di circa 4 m di lunghezza: andrebbe perciò a colmare quell’assenza di proposte nel segmento B che si perpetua da tre anni e mezzo, cioè dal fine produzione di Fiat Punto, e si collocherebbe su un gradino immediatamente inferiore rispetto a Fiat 500X –, sarà da allestire sulla piattaforma Cmp e sulla sua “derivata” elettrica e-Cmp, e dovrebbe assumere un corpo vettura compact-crossover. La medesima impostazione “a ruote alte” sarebbe peraltro condivisa con gli Sport Utility di taglia “small” a marchio Alfa Romeo (Brennero) e Jeep (la futura proposta dalle dimensioni un po’ più ridotte in rapporto a Renegade). Tanto la futura “maxi-Panda” quanto le prossime novità Alfa Romeo e Jeep saranno assemblate nelle linee di montaggio Stellantis di Tychy (Polonia).

“Panda e Pandona”?

Le domande e le aspettative sono quindi molte, e notevoli per entità: sul tavolo c’è anche la questione del nome. Anzi, dei nomi, visto che si tratta di due nuovi modelli. Posto che, se l’origine di progetto sarà effettivamente dovuta alla simpatica concept “Centoventi” di Ginevra 2019 rispolverare dopo molti anni una denominazione numerica potrebbe risultare interessante, ci si chiede se la prossima “segmento A” manterrà il nome “Panda”. E se così fosse, come verrebbe battezzata la “segmento B”? Magari “Maxi-Panda”? E perché non “Panda 1” e “Panda 2”? O costituirebbe l’occasione per tirar fuori dal cassetto lo storico nome “Punto”? In questo senso, Olivier François osserva, nelle sue dichiarazioni ad Auto Express, che le idee in proposito ci sono, e si tratterà di trovare quella giusta: “Mi troverò di fronte alla possibilità di trovare un nome tutto nuovo, oppure di farmi ispirare da qualche nome celebre appartenente al passato del marchio. Personalmente, mi oriento di più verso la seconda, perché abbiamo dei modelli che hanno ottenuto un grande successo di vendite. Ciò che in ogni caso conta, e qui assicuro il mio impegno totale, sarà una marcata ‘brand identity’: a prescindere dalla denominazione, dovrà trattarsi di vetture che, anche senza la targhetta del nome o il monogramma del marchio, saranno immediatamente riconoscibili come Fiat”.

Fiat Centoventi al Salone di Ginevra 2019

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