Ineos Grenadier: il nuovo fuoristrada erede del Defender

Dichiarato erede di una filosofia fuoristrada “duro e puro” che riprende la storica Defender, entrerà in produzione a fine 2021. Tutti i dettagli.

Tre anni di attesa: il veicolo fuoristrada che, in maniera nemmeno troppo velata, si candida al ruolo di ideale erede di Land Rover Defender “old style”, è sotto i riflettori dell’opinione pubblica. Si tratta di Ineos Grenadier, primo modello in assoluto realizzato dalla nuova Divisione Automotive del colosso inglese della chimica e della petrolchimica Ineos, fondato da Jim Radcliffe e che nel 2019 – forte di una forza lavoro di 23.000 addetti in 34 aziende ed una rete di produzione che copre 183 impianti distribuiti in 26 Paesi – ha messo a segno un monte-vendite nell’ordine di 61 miliardi di dollari.

Ci sono anche componenti made in Italy

Già definita la timeline di produzione: Ineos Grenadier verrà realizzato, in un “hub” situato nel sud del Galles che conta 200 dipendenti – destinati, secondo recenti stime, ad aumentare a 500 quando la produzione dovrà essere  incrementata – a partire dalla fine del 2021. È quindi possibile attendersi un suo esordio commerciale nella prima metà del 2022. In questa fase di messa a punto della serie, il programma di sviluppo di Ineos Grenadier viene supportato dal partner ingegneristico Magna Steyr. E c’è anche un po’ di Italia nella scelta della componentistica: gli assali anteriore e posteriore vengono realizzati da Carraro, factory di Campodarsego (Padova), specializzata nella produzione di macchine agricole e veicoli di movimento terra, secondo un accordo che prevede la fornitura di parti staccate per almeno dieci anni, ad un costo complessivo di più di 421 milioni di euro. La partnership di sviluppo dell’engineering di Ineos Grenadier con l’austriaca Magna Steyr e la collaborazione con Carraro costituiscono due potenziali “biglietti da visita” di primo piano per le finalità commerciali della neonata Casa costruttrice di oltremanica; a queste, occorre aggiungere la partnership con Bmw, chiamata a dare un proprio contributo al progetto attraverso la fornitura di un’unità motrice a sei cilindri in linea accoppiata ad un cambio automatico.

“Dove eravamo rimasti?”

L’obiettivo alla base della filosofia progettuale di Ineos Grenadier è chiaro, e del resto sempre portato avanti nella ancora giovane “carriera” del nuovo “brand” inglese: riportare in patria, e da lì tornare a proporlo su scala internazionale, lo spirito offroad “duro e puro” che per quasi settant’anni ha tenuto banco in tutto il mondo (con le serie di Land Rover Defender che si sono succedute dal 1948) e che l’arrivo della “erede” New Defender ha in parte eliminato. Molto più improntata ad un veicolo di fascia SUV, la nuova generazione di quello che per decenni è stato il fuoristrada-simbolo di oltremanica ha in effetti lasciato un vuoto fra gli appassionati di offroad “senza fronzoli”.

Che non sono pochini, sebbene con gli anni – e, incidentalmente, proprio all’indomani del debutto della prima storica Range Rover, che in questo inizio di estate compie cinquant’anni – il gusto per il fuoristrada si è gradualmente evoluto dalla filosofia iniziale secondo cui un veicolo “a ruote alte” doveva per forza essere spartano, essenziale e semplice da utilizzare e da mantenere. Da tempo, gli enthusiast di questo tipo di approccio al fuoristrada appartengono ad una nicchia; ben nutrita e compatta e che (per fortuna!) non accenna a diminuire. Interpretando la “vision” industriale-automobilistica di Jim Radcliffe, i riflettori vanno puntati su un contesto di attualizzazione dello spirito storico offroad. Ovvero: partendo “dalle origini” per dare forma e concretezza ad una vettura “new classic”.

Ampiamente personalizzabile

Le immagini ufficiali che accompagnano l’illustrazione del programma non lasciano alcun dubbio: Ineos Grenadier è marcatamente “old style”. Linee squadratissime, fiancate verticali, vetri “dritti”; elevata altezza minima da terra ed ampi angoli di attacco, di dosso e di uscita; gruppi ottici di forma tonda, evidenti codolini passaruota e piastre inferiori di protezione. Da segnalare la soluzione dell’apertura “ad armadio” ed asimmetrica del doppio portellone. Immancabile la ruota di scorta esterna, fissata “dietro”. E irrinunciabile la scaletta posteriore che dà accesso al tetto del veicolo (accessorio che si aggiungerà, indica Ineos Automotive, ad un ampio catalogo di componenti che saranno disponibili in post-vendita, specificamente per allestire il proprio “Grenadier” secondo le personali esigenze e preferenze).

Ci sarà anche una versione pickup

Il tutto, fermi restando determinati “punti di forza”: il telaio a longheroni e traverse, tipicamente offroad; la trazione integrale permanente provvista di blocco differenziali; pannellerie e rivestimenti abitacolo lavabili. Da notare, prendendo sempre come primo riferimento le fotografie che corredano le prime informazioni ufficiali, un allestimento pickup che fa bella mostra di se accanto alla configurazione “station wagon” a cinque porte (o meglio: sei, tenuto conto del portellone sdoppiato): segno di una volontà di ulteriore sviluppo della gamma.

Collaborazioni “di peso”

Ineos Automotive non possiede una propria storia industriale: e non potrebbe essere altrimenti, considerato che si tratta di una realtà in fase di sviluppo. Tuttavia, le partnership già istituite appaiono promettenti in merito ai programmi di ingresso della nuova Casa costruttrice sul mercato. La struttura aziendale è guidata dall’amministratore delegato Dirk Heilmann. Detto di Bmw e della italiana Carraro, il sistema di trasmissione verrà realizzato da ZF (cambio automatico ad otto rapporti); Magna-Steyr si incaricherà dello sviluppo di Grenadier in serie, con la capogruppo Magna rivolta alla progettazione delle sospensioni.

L’assemblaggio finale dell’ambizioso offroad inglese avverrà a Bridgend (Galles). I programmi di messa a punto degli esemplari di pre-serie prevedono la copertura di 1,8 milioni di km fra test e collaudi; l’ingresso in produzione di Ineos Grenadier è previsto entro fine 2021. La commercializzazione (più avanti si conosceranno i dettagli logistici relativi) sarà globale: Europa, America, Africa, medio oriente, Australia e sud-est asiatico.

Ineos Grenadier 2020: immagini ufficiali Vedi tutte le immagini

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