Lexus: al Salone di Ginevra con gli specchi digitali, ecco come funzionano

Fra le novità attese a Ginevra 2020, l’arrivo in Europa del sistema “digital mirroring” che esordirà a bordo della berlina ibrida Lexus ES 300h.

Una delle più recenti innovazioni in materia di equipaggiamenti hi-tech da parte di Lexus sta per sbarcare in Europa. Si tratta della tecnologia degli specchi retrovisori digitali, che farà il proprio esordio nel “Vecchio Continente” a bordo della berlina Lexus ES 300h ad alimentazione ibrida in procinto di debuttare in Italia nel prossimo autunno. Il sistema “digital mirroring” messo a punto da Lexus verrà illustrato all’imminente Salone di Ginevra 2020, in programma da giovedì 5 a domenica 15 marzo, e che vedrà il marchio alto di gamma di Toyota presente con il prototipo-laboratorio LF-30 Electrified (prefigurazione di veicolo di fascia Sport Utility da 500 km di autonomia), con il SUV UX 300e che rappresenta il primo modello Lexus ad alimentazione “zero emission” e che di fatto inaugura la nuovissima lineup “Lexus Electrified”; e con la “luxury-cabrio” Lexus LC 500 Convertible, chiamata ad affiancare LC 500 Coupé.

In Giappone si utilizza dal 2018

L’inedito (per l’Europa, dove il debutto è previso nei prossimi mesi) sistema di specchi retrovisori digitali “by Lexus” costituisce anch’esso uno dei “punti di forza tecnologici” suoi quali il marchio giapponese alto di gamma fa leva. Nello specifico, la nuova tecnologia – da alcuni anni portata in dote nell’equipaggiamento di diverse concept e, fra gli altri, adottata da Audi e-tron e, in tempi ancora più recenti, dalla “baby zero emission” Honda e – che viene installata nel “pacchetto” di dotazioni della berlina ibrida Lexus ES 300h, è da tempo sotto i riflettori dell’opinione pubblica per un primato già raggiunto: nel 2018, ovvero all’epoca della prima applicazione (inizialmente rivolta al mercato giapponese: ricordiamo che la legislazione locale ha permesso già dal 2016, attraverso nuovi regolamenti ad hoc, la possibilità di utilizzare il sistema di telecamere e monitor in sostituzione degli specchi) hanno costituito la prima applicazione a bordo di una vettura destinata alla grande serie. Con il prossimo sbarco in Europa, il campo di utilizzo del nuovo sistema “digital mirroring” by Lexus raggiungerà anche gli ultracompetitivi mercati del Vecchio Continente.

Piccole telecamere esterne HD e monitor interni

Ciò che occorre per la realizzazione di un sistema di specchi digitali è del resto noto: per sostituire le “tradizionali” applicazioni esterne, sono necessari un modulo di telecamere, quanto più compatte possibile, e ad alta risoluzione, insieme ad un sistema di monitor interni, che trovano posto in corrispondenza dei pannelli porta. A questi ultimi viene demandato il compito di offrire al conducente la visione di ciò che avviene dietro e accanto al veicolo. Nessuna differenza, “in linea di massima” e relativamente al principio-base di funzionamento, rispetto ai comuni specchi retrovisori cui storia vuole che la prima applicazione pratica sia stata a bordo della Marmon Wasp che, con al volante il progettista e chief engineer Ray Harroun, prese parte e trionfò alla prima edizione della 500 Miglia di Indianapolis, che si svolse nel 1911 (l’utilizzo “ufficiale” degli specchi retrovisori si avvia, dunque, verso i 110 anni).

Niente più angoli ciechi, modalità di visuale personalizzabili

Dal punto di vista dello sviluppo in materia, il ricorso agli specchi retrovisori digitali consente al guidatore dell’autovettura sulla quale vengono installati una migliore visione di ciò che avviene di fianco e dietro al veicolo, a prescindere dalle condizioni di guida ed in maniera di ridurre o annullare del tutto gli angoli ciechi. A sua volta, il sistema digitale possiede un sensore che, in funzione dell’intensità del fascio luminoso emesso dai fari delle vetture che seguono, adegua la luminosità dei piccoli display collocati all’interno dei pannelli porta e, quindi, evita l’abbagliamento per il conducente. Le differenti modalità di visualizzazione possono avvenire, a seconda delle varie situazioni, in automatico (ad esempio durante le fasi di manovra, di cambio di corsia o di parcheggio), oppure previa selezione da parte del conducente che ha a propria disposizione una serie di comandi collocati nel pannello porta. Proprio come normalmente avviene nel caso degli specchi retrovisori “tradizionali”. Esclusiva di Lexus è, inoltre, la funzione che, una volta collocata la vettura in parcheggio, permette di ritrarre le telecamerine. Da segnalare, ai fini della massima precisione di manovra, l’indicazione – come avviene, ad esempio, nel caso delle telecamere posteriori – delle “linee guida” mentre la vettura è in fase di retromarcia: in questo modo, al conducente viene indicata l’esatta traiettoria del veicolo. Analogamente, le medesime “linee guida” di traiettoria vengono visualizzate nei piccoli monitor (due schermi Oled da 5” ciascuno) durante le fasi di marcia: specifiche icone indicano – da 5 a 10, da 15 e fino a 30 m qualora si stia viaggiano oltre i 70 km/h – la distanza dagli altri veicoli. In caso di temperature esterne particolarmente rigide, il sistema di specchi retrovisori digitali (che, per le sue ridotte dimensioni verso l’esterno del veicolo, contribuisce a sua volta a tenere sotto controllo l’efficienza complessiva della vettura ed a ridurre l’intensità dei fruscii dell’aria) viene equipaggiato con piccole resistenze, che provvedono al suo riscaldamento per evitare il congelamento o l’appannamento delle telecamerine.

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