Salone di Ginevra 2020: i marchi assenti

La prima grande rassegna europea delle novità automotive 2020 segnala importanti assenze. Ecco quali sono e le possibili motivazioni.

Il Salone di Ginevra 2020 è in dirittura d’arrivo: da giovedì 5 a domenica 15 marzo, i riflettori della filiera automotive mondiale verranno puntati sul Padiglione 7 del PalExpo, per l’edizione numero 90 della rassegna. Le novità annunciate, attese o soltanto ipotizzate (gli annunci ufficiali e le conferme seguono precise strategie che, ovviamente, possono essere affrontate in maniera diversa da produttore a produttore) sono notevoli. C’è tuttavia – e molto probabilmente gli organizzatori della “10 giorni dell’auto” sulle rive del lago Lemano avranno affrontato la questione – chi ha scelto di… brillare per la propria assenza. E non si tratta di nomi di secondo piano.

Facciamo l’appello dei marchi assenti

Il pubblico che affollerà il complesso fieristico del PalExpo per Ginevra 2020 dovrà rinunciare alla presenza di gran parte di PSA Groupe (vale a dire Citroen, Opel e Peugeot) che affida il ruolo di testimone del Gruppo alla sola DS. E mancheranno altresì Jaguar e Land Rover – entrambi i marchi che fanno capo al “gigante” indiano Tata Motors avevano tuttavia disertato anche l’edizione 2019 del Salone di Ginevra. Così come non saranno della partita anche Ford e Mini (la rappresentanza di Bmw Group viene affidata alla Capogruppo Bmw), Mitsubishi e Nissan, Lamborghini (gli appassionati resteranno a bocca asciutta: niente supercar di Sant’Agata Bolognese, quest’anno; ci saranno comunque altre supercoupé: non mancheremo di occuparcene), Tesla – chi fosse stato curioso di vedere dal vivo il Cybertruck, dovrà aspettare -, Subaru e Volvo. Ford e Peugeot, dal canto loro, saranno in un certo senso presenti: due delle rispettive novità, cioè Ford Puma e Peugeot 208, sono fra le sette vetture candidate al titolo di “Auto dell’Anno” 2020, che per tradizione viene assegnato alla vigilia dell’apertura del Salone di Ginevra al pubblico.

Le assenze pesano anche altrove

Ginevra 2020 è in buona compagnia, quanto ad “assenze di primo piano”: il Salone di Francoforte, ad esempio, nel 2019 dovette fare a meno dell’intero gruppo Fca, tre marchi su quattro per Psa Groupe (a tenere alto il vessillo del Gruppo, c’era stato soltanto il brand “di casa” Opel), gran parte dell’industria giapponese (Mazda, Mitsubishi e Nissan, Suzuki, Subaru e Toyota) rappresentata in quell’occasione soltanto da Honda; General Motors e Volvo, così come Bentley, Rolls-Royce e Lotus, che avevano lasciato il testimone dei marchi di oltremanica a McLaren e Jaguar Land Rover. E già due anni prima, la kermesse tedesca di inizio autunno che si alterna con il Salone di Parigi aveva registrato numerose defezioni: Fiat, Alfa e Jeep; Peugeot, Mitsubishi, Volvo, Nissan e Infiniti. Lo stesso “Mondial de l’Automobile” ha archiviato l’ultima edizione (in ordine di tempo), cioè quella che si è svolta nel 2018, senza Ford e Volkswagen, Opel e Mazda, Infiniti, Mitsubishi e Subaru, così come Nissan e Volvo e gran parte dell’”universo” Fca (due anni fa rappresentata, seppure con prestigio, soltanto da Maserati, con Ferrari a dare man forte al “Tridente”).

Quali sono i motivi?

Le ragioni che possono avere suggerito ai vertici delle Case auto indicate nel nostro elenco sugli assenti annunciati a Ginevra 2020, di “ignorare” la rassegna, possono essere le più varie. Alcuni, alla più semplice, non possiedono novità da svelare al grande pubblico. Altri, come nel caso di Lamborghini – che per i prossimi mesi potrebbe presentare le declinazioni elettrificate di Huracàn e Aventador – scelgono eventi mirati ed esclusivi per il “vernissage” dei rispettivi nuovi modelli. E ci sono le Case costruttrici che, per motivi economici o di riposizionamento della propria immagine, ritengono che la partecipazione ai grandi Saloni non risulti così essenziale in termini di promozione, oppure preferiscono – magari affidandosi agli strumenti multimediali – illustrare i nuovi modelli attraverso appuntamenti a tema e in diretta streaming. L’allestimento di uno stand alle principali rassegne automotive comporta un impegno finanziario di una certa portata: c’è, quindi, chi preferisce programmare nuove iniziative di presentazione tenendo sotto controllo le spese.

Le supercar al Salone di Ginevra 2019 Vedi tutte le immagini

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