Bugatti Chiron Hermès Edition: hypercar in esemplare unico

Voluta dal californiano Manny Khoshbin e realizzata insieme alla Casa di Faubourg Saint-Honoré, è una ultracoupé… da passerella.

Ovviamente è ultraesclusiva. Di più: è talmente elitaria che non ce ne saranno altre. E ci mancherebbe: del “modello base” sono state programmate soltanto 500 unità (come, del resto, la precedente Veyron), dunque è giocoforza facilissimo considerare che si tratta di un esemplare unico. Ad aggiungere valore al progetto, c’è la firma di una delle Maison di haute couture più celebri al mondo. Ecco, in estrema sintesi, la carta d’identità di Bugatti Chiron Hermès Edition, rielaborazione sulla base della supercoupé di Molsheim realizzata “in casa” con un capitolato redatto dal facoltoso collezionista Manny Khoshbin, tycoon immobiliare californiano che nel proprio garage annovera un parco auto da Mille e una notte: fra le super-specialissime hypercar “a tema”, vale a dire allestite in partnership con Hermès, c’è una Pagani Huayra e, “sotto i ferri” (o meglio: sulla carta; la vettura verrà svelata più avanti) una McLaren Speedtail della quale non mancheremo di dare notizia una volta che sarà ultimata.

Più di ottant’anni di storia fra le due Maison

È da segnalare che, filologicamente, la collaborazione fra Bugatti ed Hermès è corretta: se, ad esempio, nel 2008 la Casa di Molsheim aveva realizzato una serie limitata (un esemplare al mese, ad un prezzo di assoluto capogiro: più di un milione e mezzo di euro per la trasformazione) Bugatti Veyron Fbg par Hermès, il legame fra Bugatti e la Maison di Rue du Faubourg Saint-Honoré è di antica data, avendo Hermès già negli anni 30 realizzato borse e valigie con l’emblema del Ferro di Cavallo e dalle forme e dimensioni fatte apposta per essere caricate a bordo delle vetture di Molsheim.

Carrozzeria e abitacolo: la “cura” parigina

Non devono esserci dunque stati problemi, fra i “piani alti” Bugatti, per rispondere in maniera affermativa alla richiesta di Manny Khoshbin che, all’atto pratico, si è concretizzata (e ci sono voluti più di tre anni, fra i progetti preliminari e l’opera compiuta) in uno studio ad hoc in merito alla definizione cromatica e di stile del corpo vettura, alla scelta dei (preziosi) materiali di rivestimento ed all’apposizione delle nuove pannellerie. Nello specifico, Bugatti Chiron Hermès Edition mette in evidenza, al proprio esterno, una inedita tinta carrozzeria “Hermès Craie” (una nuance bianco crema dall’effetto cromatico unico) abbinata alla finitura per i cerchi – dietro i quali si cela un “kit” di pinze freno verniciate in rosso – ed ai monogrammi Hermès. È soprattutto da segnalare la trama grafica “Courbettes”, esclusiva di Hermès, che si fa notare soltanto quando il sistema di aerodinamica attiva solleva l’alettone posteriore, nella cui zona inferiore fa, discretamente, bella mostra di se il disegno tipico della Maison parigina. È ovvio che del programma fa parte anche il set di valigie Hermès.

All’interno, Bugatti Chiron Hermès Edition propone, sostanzialmente, la medesima impostazione di carrozzeria: l’abitacolo della “one-off” alsaziana mette in evidenza finiture in tinta chiarissima e il tessuto a trama “Courbettes” collocato nei pannelli porta e nel tunnel centrale.

Meccatronica: tutto come prima

Resta invariata l’impostazione tecnica, d’altro canto talmente raffinata da risultare pressoché perfetta nella configurazione “di serie”: Bugatti Chiron Hermès Edition mantiene l’unità motrice V16 da 8 litri, sovralimentata con quattro turbocompressori, per una potenza massima di 1.500 CV e trasmissione (trazione integrale) affidata al cambio robotizzato a sette rapporti con comando a doppia frizione: un layout più che sufficiente a far schizzare la ultracoupé di Molsheim a 100 km/h con partenza da fermo in appena 2”5.

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