De Tomaso P72: motore Ford americano per la supercoupé del rilancio

La nuova “sportivissima” verrà realizzata in 72 esemplari; prime consegne a fine 2020; prezzi da 750.000 euro. Anche l’unità motrice rispecchia la tradizione.

C’è sempre stata una stretta liaison fra De Tomaso e Ford: nella ultratrentennale carriera “operativa” (durata tre decenni), il marchio modenese fondato da Alejandro De Tomaso si affidò sempre alle unità motrici prodotte dall’Ovale Blu (gli appasisonati conoscono bene, ad esempio, lo sviluppo della leggendaria De Tomaso Pantera che venne messo in cantiere, all’alba degli anni 70, dopo l’agreement con Lee Iacocca che ne prevedeva la vendita oltreoceano a cura delle concessionarie Ford).

Il legame a lungo intercorso fra il “colosso dei Dearborn” e l’azienda modenese sta per tornare in auge, sebbene si tratterà di un ritorno… per pochi. Ad essere precisi, saranno 72 gli enthusiast (dal portafoglio ben gonfio) che, a fine 2020, inizieranno a ricevere in consegna le unità programmate di P72 (“P” come Project; “72” come, appunto, gli esemplari che verranno prodotti), ovvero la De Tomaso del 21esimo secolo; il modello – che strizza l’occhio alla tradizione De Tomaso nello sviluppo di vetture GT dall’indole fortemente aggressiva, caratteristica che ne contrassegnò soprattutto la prima parte di esistenza industriale della piccola factory emiliana -, anticipato alcuni mesi fa attraverso una prima panoramica e svelato in anteprima lo scorso luglio (cioè in occasione del Goodwood Festival of Speed 2019) segna la rinascita del marchio sotto l’orbita del Gruppo cinese Ideal Team Ventures che nel maggio 2015 si era aggiudicato all’asta pubblica il “brand” De Tomaso ed i relativi dipendenti: 800 a Grugliasco, un centinaio a Livorno, per un valore di 1,05 milioni di euro.

Prezzi e produzione

Ora, nuovi dettagli vengono forniti in merito all’ambizioso programma De Tomaso P72: oltre alla conferma del lotto di produzione ed al prezzo di vendita relativo a ciascuno degli esemplari che verranno assemblati (si partirà da 750.000 euro), arriva l’indicazione della società chiamata a curarne la distribuzione per l’Europa: l’olandese Lowman Exclusive.

Motorizzazione: c’è un Ford V8 dietro l’abitacolo

Per l’engineering di propulsione, De Tomaso – attraverso lo staff tecnico Apollo, factory artigianale che a suo tempo ha dato vita al progetto Intensa Emozione e che, come l’azienda fondata sessant’anni fa da Alejandro De Tomaso, fa parte di Ideal Team Ventures – fa ricorso ad un partner di oltreoceano: la statunitense Roush Powertrain Engineering Group, studio di progettazione e sviluppo con sede a Livonia (Michigan), forte anch’esso di un legame di vecchia data con Ford (si ricordano, fra gli altri, le consulenze per l’evoluzione del V8 5.4 turbo da 550 CV per la prima serie di Ford GT che vide la luce nel 2005 e del 3.5 V6 biturbo da 647 CV adottato dalla Ford GT “new gen” che venne presentata nel 2017). Nello specifico, alle spalle di pilota e passeggero, e sostenuto da un telaio monoscocca in fibra di carbonio sarà un “Ottovù” il Ford chiamato ad equipaggiare De Tomaso P72.

Questi i dati tecnici “di massima” forniti per De Tomaso P72

  • Motore: Ford V8 USA sovralimentato
  • Potenza dichiarata: oltre 700 CV ed 825 Nm di coppia massima
  • Cambio: manuale a sei rapporti De Tomaso.

De Tomaso e Ford: storia di una lunga partnership

Data al 1963 l’avvio del legame fra l’allora giovane azienda modenese e l’Ovale Blu: quell’anno, con lo sviluppo della coupé Vallelunga (piccola biposto prodotta fino al 1968), De Tomaso iniziò ad impiegare motori Ford. Inizialmente la meccanica 1.5 derivata dalla Cortina GT (modello che, fra l’altro, fu oggetto di una elaborazione da parte della stessa De Tomaso). Alla De Tomaso Vallelunga fecero seguito, nell’ordine, Mangusta (1966-1971), la P70 sviluppata in esemplare unico insieme a Carroll Shelby che avrebbe dovuto sfidare Ferrari e Ford nelle competizioni (unica partecipazione ufficiale della “barchetta” equipaggiata, all’epoca, con l’unità Ford V8 4.7 imparentata con il motore della GT40 fu il Gran Premio del Mugello 1966, con al volante Roberto Bussinello: esperienza che si concluse con un ritiro nelle fasi iniziali di gara, e che non venne mai più ripetuta); Pantera (prodotta fra il 1970 ed il 1993: il modello più longevo nella storia De Tomaso), la berlina di altissima gamma Deauville (1971-1988), la coupé e spider Longchamp (1973-1988) e, in ultimo, la Guarà (1993-2004) nella seconda serie prodotta a partire dal 1998. Tutte accomunate da un’unica tecnologia di propulsione: i motori Ford V8 di produzione americana, oggi pronti a tornare sotto il cofano (o meglio: alle spalle dell’abitacolo) della nuova De Tomaso P72.

De Tomaso P72, estetica, tecnica, progettazione: immagini ufficiali Vedi tutte le immagini

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