Ferrari Roma: svelato l’inedito modello del Cavallino

Il quinto modello 2019 per il “Cavallino”: una elegante coupé 2+2 dalle linee morbide e pulite con il 3.9 V8 turbo da 620 CV. Sarà in vendita nel 2020.

Si chiama “Roma” la novità Ferrari, annunciata alcuni giorni fa ed anticipata in un evento ad hoc – per il quale è stata scelta la elegantissima cornice della Città Eterna – che ne definisce il debutto sul mercato, previsto per il 2020: ed è il modello che, di fatto, arricchisce il già corposo plateau di gamma per il “Cavallino” svelato in questo 2019 che sicuramente si farà ricordare per essere stata una delle annate più fruttuose nella ultrasettantennale storia di Maranello  (F8 Tributo, 812 GTS, F8 Spider ed SF90 Stradale), nonché l’anno che ha consacrato l’arrivo dell’elettrificazione nella lineup del marchio. Ed a quanti, nelle ore immediatamente precedenti il “vernissage” capitolino, ne ipotizzavano una impostazione generale “vicina” alla spider Portofino (da più parti ci si attendeva una linea simile), Ferrari ha al contrario “risposto” con un esercizio di progettazione che il Centro Stile guidato da Flavio Manzoni sembra aver voluto definire attraverso una “reinterpretazione” (parziale, e ovviamente e piacevolmente “personale”) delle peculiarità estetiche che caratterizzarono la produzione di Maranello degli anni 60 (l’epoca della “Dolce Vita”, alla quale il nome scelto per la nuova Coupé rende in parte omaggio).

Corpo vettura: elegantemente sportivo

Annunciata competitor nei confronti di un “club” di coupé e GT di fascia medio-alta (per cilindrata, potenza, prestazioni e, forse, prezzo: gli importi di vendita verranno comunicati più avanti), da Porsche 911 Turbo ad Aston Martin Vantage V8 a Mercedes-Amg GT (non indichiamo Maserati GranTurismo in quanto uscita di produzione proprio in questi giorni) a McLaren GT, Ferrari Roma è dunque chiamata a posizionarsi su un gradino appena inferiore rispetto a Ferrari F8 Tributo. E da quest’ultima, del resto, si distacca in maniera piuttosto evidente nello sviluppo del corpo vettura, decisamente meno “sportivissimo” e più improntato ad una diffusa eleganza che in ogni caso mantiene inalterato l’immancabile atout di assoluto dinamismo che da sempre caratterizza la stirpe Ferrari. Se non fosse per il “Cavallino” che fa orgogliosamente mostra di se, la nuova Ferrari Roma potrebbe, per gli elementi cui abbiamo fatto cenno, inalberare una “insegna” Maserati, a dimostrazione del felice connubio fra classe e distinzione e sportività che porta in dote (ma lo diciamo sottovoce, fiduciosi che questa osservazione, avanzata ovviamente senza alcuna volontà di “offesa” per nessuno, venga recepita con spirito, e come manifestazione di orgoglio verso la creatività italiana).

Elementi di distinzione

L’estetica di Ferrari Roma è, dunque, nuova di per se (ovvero in relazione alle più recenti proposte di Maranello): sono da segnalare, in questo senso, la pulizia delle (belle) fiancate, amplificata da sinuosi passaruota (più alti rispetto al cofano motore) che ne accompagnano l’impronta, ed il frontale a inclinazione negativa, un “muso a squalo” che avvicina Ferrari Roma ad alcune delle GT del passato. Altrettanto inedita, e ad una prima occhiata ben inserita nell’insieme delle linee, la calandra “a trapezio” la cui griglia può ricordare quella delle storiche 250 Gt e 330 Gt della prima metà degli anni 60. Tutto nuovo, invece, il disegno dei gruppi ottici, che si ispira alla fanaleria adottata dalle SP1 ed SP2 Monza della nuova famiglia “Icona”. Elemento di carattere aerodinamico è lo splitter inferiore, in fibra di carbonio (stesso materiale utilizzato per il diffusore posteriore), sormontato da una presa d’aria “a tutta larghezza”. Ovviamente assente – e questa decisione ci sembra saggia – qualsiasi appendice aerodinamica in più: potrebbero snaturare l’eleganza delle linee di Ferrari Roma.

Ingombri esterni

Queste le dimensioni esterne: Ferrari Roma misura 4,656 m in lunghezza, 1,97 m in larghezza, 1,3 m in altezza, su un passo di 2.670 mm; rispetto alla “2+2” Portofino a tetto retrattile, dunque, l’interasse rimane invariato, mentre l’ingombro longitudinale aumenta di 70 mm, quello laterale è 44 mm in più, e l’altezza “guadagna” poco meno di 2 cm.

Abitacolo: le novità

Nuovo, nell’impostazione, è anche l’abitacolo. All’interno, Ferrari Roma evidenzia un interessante progetto, ben noto al “connaisseur” di storia delle vetture sportive: la soluzione dei due posti – lato guida e lato passeggero – molto simili, si può quasi dire “speculari”, nel disegno del “quadro” frontale tuttavia separati da un ampio tunnel centrale. Questa soluzione (battezzata “Dual Cockpit”) si ispira in maniera evidente alle “barchette” Sport da competizione degli anni 50 e della prima metà degli anni 60. Di fronte al posto di guida c’è la strumentazione, completamente digitale e visualizzabile attraverso un ampio schermo da 16”; in corrispondenza del passeggero, fa bella mostra di se un display di controllo delle funzionalità veicolo; al centro, un terzo modulo touchscreen consente al guidatore la commutazione delle funzioni di comando vettura e dell’infotainment.

Motore e valori su strada

Sotto al cofano, Ferrari Roma viene equipaggiata con l’unità motrice che già costituisce il “cuore pulsante” di Ferrari Portofino: il pluripremiato (ha conquistato per quattro anni consecutivi il titolo “International Engine of the Year”)  3.9 ad 8 cilindri a V, provvisto di sistema Variable Boost Management e dotato di nuovi filtri antiparticolato, che insieme all’eliminazione dei silenziatori nonché all’adozione di nuove valvole di bypass hanno portato alla determinazione di un aggiornato engineering all’impianto di scarico. La trasmissione, anziché presentare il cambio a sette rapporti di Ferrari Portofino, si avvale del nuovo cambio DCT doppia frizione ad otto rapporti “ereditato” dalla ibrida SF90 Stradale. È quindi evidente il carattere tipicamente “Granturismo” della nuova coupé a due posti +2 di Maranello. Le dinamiche telaio adottano il Side Slip Control 6.0 (novità assoluta su questo tipo di vettura) con “manettino” a 5 posizioni, ed il Ferrari Dynamic Enhancer, sistema funzionale al controllo dell’angolo d’imbardata attraverso l’attuazione di una pressione idraulica al sistema frenante.

I valori prestazionali annunciati sono, in ogni caso, perfettamente in linea con la fascia cui la novità del “Cavallino” si rivolge, dunque elevatissimi: a fronte di una potenza massima di 620 CV a 7.500 giri/min (20 Cv in più rispetto a Ferrari Portofino) ed una forza motrice da 760 Nm di coppia massima (disponibili in un ampio “range” di lavoro: fra 3.000 e 5.750 giri/min) su un peso “a secco” di 1.472 km (il che contribuisce al raggiungimento del miglior rapporto peso/potenza nella fascia di appartenenza di Ferrari Roma: appena 2,37 kg/CV), Ferrari Roma viene annunciata per una velocità di punta “Superiore a 320 km/h, un tempo di 3”4 per l’accelerazione da 0 a 100 km/h, e 9”3 per lo scatto da 0 a 200 km/h.

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