Dacia Duster: low cost nella manutenzione

Oltre che alla firma del contratto, la nuova low cost Dacia si rivela economica anche nelle spese di gestione e nel processo produttivo

Dacia Duster: low cost nella manutenzione

di Andrea Tomelleri

27 aprile 2010

Oltre che alla firma del contratto, la nuova low cost Dacia si rivela economica anche nelle spese di gestione e nel processo produttivo

La Dacia Duster è in vendita nei concessionari da pochi giorni ma sembra aver già dato una “scossa” non solo al segmento dei SUV ma anche a quello delle berline medie, perché sulla base dei riscontri di pubblico sembra che anche i possibili acquirenti delle vetture del segmento C siano tentati dalla “guida rialzata” della low cost rumena, offerta ad un prezzo che per molte famiglie risulta spesso inferiore al budget previsto per l’acquisto della nuova auto.

Premesso che difficilmente l’automobilista europeo acquisterà la versione entry level da 11.900 euro priva di aria condizionata, radio, sedili posteriori frazionabili e che non prevede la possibilità di ordinare l’ESP (disponibile a richiesta solo sull’allestimento Laureate), il prezzo della Dacia Duster, anche nella versione più ricca, la 1.5 dCi 4×4 Lauréate, è inferiore ai 18.000 euro e aumenta di poco ordinando tutti gli optional che non sono già compresi. Quindi con meno di 20.000 ci si porta a casa un vero veicolo fuoristrada – dotato tra l’altro del blocco del differenziale – con una linea piacevole e una dotazione completa che nel caso della versione full-optional comprende anche l’interno in pelle e rifinutere in radica.

Manutenzione ridotta

Ma quello che sorprende ancor più sono le basse spese di gestione che traggono vantaggio da intervalli maggiormente distanziati del programma di manutenzione programmata e da una formula di massima efficienza applicata ai componenti di consumo come per esempio il filtro dell’aria la cui sostituzione è prevista a 90.000 km o 4 anni sulla versione benzina e ogni 60.000 su quella a gasolio.[!BANNER]

Il cambio olio sia sulla motorizzazione 1.6 16V 110 CV che sulla dCi 110 CV è previsto dopo 30.000 km o 2 anni. Se dovesse esserci la necessità di effettuare un cambio dell’olio anticipato rispetto alla scadenza teorica, il sistema OCS (Oil Control System) informa il conducente attraverso una specifica spia luminosa, contribuendo a mantenere in condizioni ottimali il motore.

E’ economico anche produrla

La concorrenza dovrà presumibilmente correre ai ripari con sconti e promozioni (già abbastanza utilizzati) ma nel breve periodo poco altro potrà fare per rendere economicamente più appetibili i propri prodotti. La Duster è infatti un progetto pensato per essere low cost in tutto, dal prezzo di acquisto, ai costi di mantenimento senza tralasciare il processo produttivo.

Il SUV esce dallo stabilimento rumeno di Pitesti, dove sono stati investiti 70 milioni di euro per il progetto Duster e dove sono state apportate delle semplificazioni alla linea di produzione per la riduzione dei costi. Con circa il 50% dei componenti derivati dagli altri modelli Dacia e Renault, l’investimento complessivo (290 milioni di euro) è stato ridotto allo stretto necessario.