Volvo: crash test interni sulle vetture elettriche

Quale sarà il livello di sicurezza delle auto a impatto zero? Una équipe di tecnici della Casa svedese ne sta monitorando il comportamento

Volvo: crash test interni sulle vetture elettriche

di Francesco Giorgi

29 settembre 2009

Quale sarà il livello di sicurezza delle auto a impatto zero? Una équipe di tecnici della Casa svedese ne sta monitorando il comportamento

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Come ti faccio viaggiare sicuro sulla tua nuova “elettrica”. I tecnici della Volvo sono all’opera per svolgere una serie di studi e ricerche sulla sicurezza dei veicoli alimentati a trazione elettrica secondo i severi standard che la Casa di Goteborg impone a tutti i modelli della propria gamma, a prescindere dalla rispettiva alimentazione.

Una ricerca che per la Casa svedese è diventata una priorità: all’inizio dell’estate, infatti, la Volvo ha annunciato un accordo, stipulato con l’Azienda svedese per la produzione di energia Vattenfall (già parnter tecnico per la BMW), per la produzione in joint venture di una serie di vetture ibride (elettriche e Diesel) plug-in, il cui debutto è previsto per il 2012.

Intanto, al Salone di Francoforte è stata esposta in anteprima la Volvo C30 BEV (Battery Electric Vehicle), equipaggiata con un propulsore elettrico da 24 kW in grado di fare raggiungere alla berlina media di Goteborg (oggetto di una recente operazione di restyling) una velocità massima di 130 km/h per un’autonomia di 150 km.

Gli studi della Volvo nel campo della sicurezza per i veicoli elettrici hanno riguardato delle indagini sullo stato delle batterie e il relativo grado di protezione durante e dopo un urto: una sorta di crash test interno, che secondo gli ingegneri della Volvo contribuirà a trovare delle soluzioni efficaci in ogni situazione di emergenza.

Un test completo

Le prove interne svolte dalla Volvo si svolgono a tappe successive. Prima di tutto, viene analizzata la resistenza agli urti di ogni singolo componente del sistema di alimentazione elettrico; dopodiché si passa all’analisi di un intero sistema.

La terza fase riguarda lo studio del comportamento agli urti di tutta la vettura: una fase che si svolge sia in maniera virtuale (utilizzando degli specifici software di simulazione al computer) sia reale, mediante dei crash test.

Al momento, riportano i tecnici della Casa svedese, le prove stanno riguardando le batterie nel loro comportamento in caso di una brusca frenata e di una conseguente collisione, per analizzare e valutare la resistenza di una vettura elettrica in caso di urto.

L’obiettivo, spiega il Responsabile tecnico per la Sicurezza in Volvo, Thomas Broberg, è “Dimostrare che le auto elettriche possono essere ancora più sicure rispetto alle vetture alimentate a motore termico. Vogliamo che la tecnologia della propulsione elettrica si riveli una sfida appassionante, anche dal punto di vista della sicurezza”.

Le fasi della preparazione

Le modalità di studio da parte della Volvo in materia di sicurezza si basano su situazioni reali (un procedimento utilizzato dalla maggior parte delle Case costruttrici), che illustrano la sequenza temporale che avviene in un incidente.

L’intero processo di analisi viene suddiviso in cinque fasi, che vanno dalla situazione di guida “normale” fino agli istanti successivi all’incidente. E’ questo il metodo seguito dalle Case per migliorare gli equipaggiamenti di sicurezza delle vetture e sviluppare nuovi sistemi.

Le soluzioni allo studio

Tutti i sistemi di sicurezza che equipaggiano di serie le Volvo (dai dispositivi di controllo della stabilità al sistema CWBS anticollisione con frenata automatica, fino agli airbag a tendina montati all’interno delle porte, solo per citarne alcuni) saranno presenti anche sui veicoli elettrici prodotti dalla Casa.

Nelle normali condizioni di guida è previsto un sistema di monitoraggio per le batterie, che regola in maniera ottimale la tensione prodotta da ciascuna cella di litio e regola la temperatura del circuito attraverso un sistema di raffreddamento: in questo modo, quando si verifica una situazione di emergenza, la batteria viene immediatamente “staccata” come misura preventiva di sicurezza.

Per far fronte a un imprevisto che accada durante la guida, il sistema DSTC (Dynamic Stbility and Traction Control) è stato riprogrammato per sostenere i 150 kg di massa delle batterie che alimentano il sistema ibrido plug-in e che, nel caso di una manovra di emergenza, possono rischiare di sbilanciare la vettura.

Per ridurre gli effetti di un impatto nel caso che il conducente non sia in grado di correggere una manovra di frenata improvvisa, gli effetti di un urto possono essere minimizzati con l’intervento automatico del sistema Full Auto Brake e del dispositivo City Safety, che “sentono” l’approssimarsi di un incidente e rallentano la vettura a seconda della velocità e delle condizioni della strada.

Se l’urto è inevitabile, la batteria non risente degli effetti della collisione perché si trova protetta, in basso nella parte posteriore della vettura, separata dalle zone di assorbimento d’urto della carrozzeria. Secondo i tecnici della Volvo, questa parte della vettura (che, grossomodo, corrisponde all’alloggiamento del serbatoio del carburante) risulta una delle migliori per la protezione della batteria al litio. La quale, a sua volta, si trova protetta in una “cellula” rinforzata.

Se la batteria viene danneggiata, e ne risulti una fuoriuscita di gas, sono presenti degli specifici condotti di evacuazione che portano i gas al di fuori della vettura per evitare ogni contatto con gli occupanti. Il rischio di corto circuito, inoltre, viene scongiurato da dei sensori collegati al computer di bordo, che “staccano” la corrente dalla batteria

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