Cambio di rotta BMW: addio all'idrogeno

Stop a ulteriori sperimentazioni sull'idrogeno: una decisione improvvisa. La BMW Hydrogen 7 diventerà dunque un pezzo da museo?

Addio idrogeno: con una decisione che ha sorpreso il mondo dell'automobile, la BMW ha annunciato di voler sospendere le sue ricerche nel campo dell'alimentazione a idrogeno di motori a combustione interna. La notizia, dunque, riguarda solo i motori a scoppio, e la Hydrogen 7 in particolare, l'auto a idrogeno presentata tre anni fa. Ci si interroga sui motivi che hanno portato la Casa bavarese a mettere la parola "fine" all'ambizioso progetto di una gamma di vetture alimentate a idrogeno. Motivi economici, forse? O più legati all'avanzare delle tecnologie, che in questo periodo sembrano più rivolte verso l'auto elettrica?

In una intervista rilasciata al quotidiano tedesco Handelsblatt, Klaus Draeger, numero uno della Divisione Ricerca della BMW, si è limitato a confermare che "Non prevediamo, per il momento, nuove vetture in prova alimentate a idrogeno", riferendosi alle 100 Hydrogen 7 che, da oltre due anni, sono oggetto di test in Europa. Semmai, si legge fra le righe, la spiegazione va ricondotta al fatto che, nello sviluppo della tecnologia dell'idrogeno, BMW è arrivata a un bivio: o la collaudata sperimentazione in questo senso porterà alla messa in commercio di una vettura a idrogeno, oppure non ha senso proseguire con i test.

D'altro canto, è vero che anche a Monaco di Baviera i riflettori per i prossimi anni sembrano più orientati alla tecnologia elettrica. Entro il 2015 è attesa la prima BMW tutta elettrica, frutto del progetto "Megacity Vehicle". E lo scorso Settembre, al Salone di Francoforte, erano state presentate la X6 e la Serie 7 ActiveHybrid.

La Daimler, che ha nelle Classe B Fuel Cell il proprio biglietto da visita nel programma dei veicoli a idrogeno, abbina il motore elettrico con la sua alimentazione per mezzo di celle di idrogeno. Potrebbe essere questa la strada che BMW è intenzionata a percorrere. Ma c'è un'altra questione che occorre tenere presente: la bassa diffusione dei punti di rifornimento di idrogeno, che in Germania sono appena 30. Un problema che sarà discusso nei prossimi mesi al vertice sulla mobilità ecologica in programma a Berlino.

La rinuncia di ulteriori sperimentazioni su motori a scoppio alimentati a H2 da parte della BMW, che segue di poco la decisione formulata dalla Volkswagen di sospendere ogni ricerca su questa tecnologia, rischia però di innescare un pericoloso effetto domino. Tanto più che la stessa BMW l'anno scorso aveva ridotto del 9% le proprie risorse finanziarie da destinare a ricerca e sviluppo, due dei settori più importanti per una Casa automobilistica.

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di Francesco Giorgi | 09 dicembre 2009

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