USA: stop ai piani di sviluppo per veicoli a celle di idrogeno

“Progetto troppo lungo nel tempo: rischiamo di spendere troppo”. Ridotto drasticamente il programma sull’idrogeno varato da Bush nel 2003

USA: stop ai piani di sviluppo per veicoli a celle di idrogeno

di Francesco Giorgi

11 maggio 2009

“Progetto troppo lungo nel tempo: rischiamo di spendere troppo”. Ridotto drasticamente il programma sull’idrogeno varato da Bush nel 2003

.

Con un colpo di spugna, l’amministrazione Obama ha deciso nei giorni scorsi di eliminare dall’agenda delle priorità i piani di sviluppo per veicoli a celle di idrogeno che erano stati varati nel 2003, dall’ex Presidente George Bush. Il programma prevedeva lo stanziamento di 1,2 miliardi di dollari per un progetto di ingrandimento della rete di distribuzione e di immagazzinamento dell’idrogeno da attuarsi nell’arco di un decennio e oltre.

Un lasso di tempo troppo lungo, secondo quanto dichiarato dal Segretario di Stato per l’Energia, Steven Chu: “Il Governo degli Stati Uniti ha preferito rivolgere la propria attenzione verso forme di risparmio energetico più immediate”.

Da parte sua, il portavoce del Dipartimento per l’Energia, Tom Welch, ha indicato gli immensi costi di sviluppo per una rete di distribuzione dell’idrogeno e di impianti di rifornimento, oltre a una serie di ostacoli di natura tecnica legati alla produzione dell’idrogeno e al suo immagazzinamento nei veicoli: tutti “capitoli” che rischierebbero di fare spendere enormi somme di denaro verso tecnologie dall’esito incerto.

Calcolatrice alla mano, le risorse destinate dall’amministrazione Obama per il 2010 indicano che per lo sviluppo delle tecnologie sulle celle di idrogeno verranno stanziati 68,2 milioni di dollari: poco meno di un terzo rispetto a quanto stanziato per il 2008 (ultimo anno della presidenza Bush), ovvero 169 milioni di dollari.

L’intera somma messa da parte per il 2010 riguarderà settori estranei all’automobile. I piani decisi da Obama, dunque, confermano la linea di condotta presentata nei mesi scorsi e confermata due settimane fa al momento dell’accordo tra Fiat e Chrysler: via libera agli studi su veicoli elettrici, allo sviluppo di tecnologie “ibride” e largo spazio a vetture di piccola cilindrata.