Saab: accordo con la cinese Hawtai per 150 mln di euro

Saab ha firmato con il gruppo cinese Hawtai un'intesa per il salvataggio dell'azienda e il rilancio del marchio.

Saab 9-5 SportCombi 2011

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Saab Automobile e Spyker, la Casa olandese che nel 2010 ha acquistato il brand svedese, hanno annunciato una joint venture con la Hawtai Motor Group, che coprirà le perdite accumulate dal costruttore e le spese per un rilancio della produzione.

Per salvare l'azienda dalla bancarotta non era bastato l'intervento della Spyker né quello del governo svedese, con un prestito di 400 milioni di euro. Così si era fatta sempre più concreta la possibilità di nuovi investitori per risollevare le sorti della Saab. Tra le proposte non solo quelle di vari gruppi provenienti dalla Cina, ma anche quella del magnate russo Vladimir Antonov.

 A spuntarla è stato proprio un Gruppo cinese, la Hawtai. Si tratta di una società fondata nel 2000 che ha raggiunto, con un centro ricerche e sviluppo a Pechino e unità produttive in Mongolia e nella provincia di Shandong, una capacità produttiva di 350.000 veicoli l'anno, di 300.000 motori diesel (fabbricati su licenza dell'italiana VM) e di 450.000 trasmissioni automatiche. Hawtai conta di portare la sua capacità produttiva nel 2015 a un milione di veicoli.

L'accordo firmato prevede un sostegno su tutte le linee, quella della produzione, della tecnologia e della distribuzione, nonché un finanziamento di 150 milioni di euro. Di questi, 120 milioni saranno erogati per la cessione del 29,9% delle azioni di Spyker e 30 milioni faranno parte di un prestito convertibile con scadenza a sei mesi a un tasso del 7% all'anno.

Per Victor Muller, amministratore delegato di Spyker e presidente di Saab Automobile, «la partnership permette da un lato di continuare a eseguire il piano d'impresa che è stato riavviato con i finanziamenti a medio termine, dall'altro consente a Saab di entrare nel mercato cinese dell'auto e stabilire un'alleanza tecnologica con un forte produttore locale».

Soddisfazione è stata espressa anche da Richard Zhang, vice presidente di Hawtai: «È un grande giorno per un Gruppo relativamente giovane come il nostro. L'accordo con Saab ci consente di accedere a tecnologie innovative e di diventare un network internazionale». 

Per l'inizio effettivo delle operazioni di "salvataggio" si aspetta solo l'approvazione da parte di alcune agenzie del Governo cinese, della Banca europea per gli Investimenti e dello Swedish National Debt Office. Dopodiché la Casa svedese potrà puntare a uscire dalla crisi che l'ha portata a perdere 72 milioni di euro nel primo trimestre del 2011 e a mancare l'obiettivo di 80.000 veicoli prodotti entro la fine dell'anno.

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di Eleonora D'Uffizi | 03 maggio 2011

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