Strade piene di buche? Il Comune è responsabile

Una sentenza della Cassazione ha condannato un dirigente per lesioni, non avendo vigilato in modo adeguato sulla manutenzione delle strade comunali.

Strade piene di buche? Il Comune è responsabile

di Lorenzo Stracquadanio

11 aprile 2011

Una sentenza della Cassazione ha condannato un dirigente per lesioni, non avendo vigilato in modo adeguato sulla manutenzione delle strade comunali.

Si è ritrovato con una condanna per lesioni colpose un dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Acqui Terme in provincia di Alessandria, dopo che una signora era inciampata a causa di un’irregolarità dell’asfalto. A emetterla è stata la Suprema Corte di Cassazione (con sentenza numero 13775/11) che ha contestato al dirigente comunale la mancata manutenzione ordinaria del tratto pedonale fra il marciapiede e l’attraversamento della carreggiata, proprio dove la signora è caduta a causa di una bolla nell’asfalto.

La linea della difesa infatti – che attribuiva la responsabilità dell’incidente alla disattenzione del pedone – non è bastata ai giudici della corte di Cassazione che nel provvedimento hanno scritto: Il sindaco e il responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune assumono la posizione di garanzia sulla base di una generale norma di diligenza che impone agli organi dell’amministrazione comunale, rappresentativi o tecnici che siano, di vigilare, nell’ambito delle rispettive competenze, per evitare ai cittadini situazioni di pericolo derivanti dalla non adeguata manutenzione e dal non adeguato controllo dello stato delle strade comunali”.

In altre parole è compito delle autorità vigilare e controllare la manutenzione delle strade pubbliche, non certo del cittadino. Il Comune, continua la sentenza, “ha il compito cautelare, in quanto onerato della manutenzione, di rimuovere quelle situazioni di irregolarità da cui è prevedibile possano sorgere problemi per la circolazione degli utenti”.

La differenza, rispetto a sentenze simili emesse in passato, è che la Corte ha evidenziato non tanto una responsabilità in termini materiali (ad esempio un risarcimento per danni a cose e persone), ma anche una responsabilità di natura penale nei confronti delle amministrazioni pubbliche che potrebbero pertanto essere maggiormente incentivate a una corretta manutenzione delle strade di proprietà di Province e Comuni.

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