Land Rover prepara la Grand Evoque

La gamma Range Rover si allargherà con l’arrivo di un nuovo modello derivato dalla Evoque, ma caratterizzato da una maggiore versatilità.

Land Rover prepara la Grand Evoque

di Francesco Donnici

22 giugno 2011

La gamma Range Rover si allargherà con l’arrivo di un nuovo modello derivato dalla Evoque, ma caratterizzato da una maggiore versatilità.

Il riscontro positivo che sta riscuotendo la nuova Range Rover Evoque potrebbe convincere i vertici della Land Rover ad allargare il sub-brand Range Rover con l’arrivo di un altro quarto modello fortemente ispirato al recente crossover sportivo, ma caratterizzato da forme più importanti che lo piazzerebbero tra la Evoque e la Range Rover Sport.

Per Land Rover il futuro è dei SUV

Seguendo la strategia dei marchi tedeschi Bmw, Audi e Mercedes, il Costruttore inglese è convinto che nel prossimo futuro la richiesta da parte dei consumatori di SUV versatili, dal carattere grintoso, con dimensioni più contenute, aumenterà sensibilmente. La Grand Evoque risponderà a tutte queste caratteristiche grazie all’utilizzo del pianale modulare LR-MS derivato da quello della Freelander, che permetterà di aumentare la lunghezza totale della vettura di circa 30 cm rispetto a quella della Evoque. Inoltre l’altezza del futuro SUV aumenterà anche di 10 cm, andando così ad incrementare sensibilmente l’abitabilità riservata agli occupanti e la capacità di carico del bagaglio.

Propulsori: due diesel e un benzina, tutti sovralimentati

Per quanto riguarda la meccanica, la nuova Range Rover Grand Evoque utilizzerà l’offerta degli efficienti propulsori impiegati dalla sorella più piccola, caratterizzati da consumi contenuti ed emissioni inquinanti limitate. Il motore entry-level sarà rappresentato dal 2.2 litri turbodiesel capace di erogare 150 CV, seguito da una versione più prestante – e sicuramente più adatta alla mole della vettura – in grado di sviluppare 190 CV. Per quanto riguarda i motori a benzina, ci sarà spazio per il nuovo 2.0 litri sovralimentato da 240 CV derivato dalla famiglia dei propulsori Ecoboost Ford: questo motore rispetto al V6 3.2 di pari potenza usato  sulla Freelander, risulta più leggero di circa 40 kg e meno inquinante di ben il 20 %.

Trazione: anteriore o integrale, farcita di elettronica

Per quanto riguarda il tipo di trazione, si potrà optare tra una versione spinta dall’asse anteriore o da una più sofisticata trazione integrale, mentre le sospensioni saranno gestite da dispositivo MagnaRide che consentirà a seconda delle esigenze di optare per una guida sportiva, oppure per una più confortevole. Questo dispositivo inoltre lavora in tandem con il sistema EPAS (Electric Power Assisted Steering) che assicura una maggiore precisione dello sterzo – punto debole delle vetture con baricentro alto – regalando una maggiore agilità al corpo vettura  e un più rapido inserimento nelle curve veloci.