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Zona 30 Roma: dal 15 gennaio nuovi limiti e controlli nella ZTL

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 14 gen 2026
Zona 30 Roma: dal 15 gennaio nuovi limiti e controlli nella ZTL
Dal 15 gennaio 2026 la ZTL del centro storico di Roma diventa Zona 30 a 30 km/h. Nuovi confini, 60 autovelox, 40 telecamere e 175 attraversamenti rialzati.

A Roma, la rivoluzione della mobilità urbana prende una svolta decisa con l’introduzione della Zona 30 all’interno della ZTL del centro storico Roma, un cambiamento che promette di trasformare il modo in cui cittadini e visitatori vivono la città. Dal 15 gennaio 2026, il cuore pulsante della Capitale vedrà l’entrata in vigore di un nuovo limite di velocità fissato a 30 km/h su oltre 1.000 strade, accompagnato da un pacchetto di interventi strutturali e tecnologici pensati per elevare la sicurezza stradale a livelli mai visti prima.

Non si tratta di una semplice misura simbolica: l’amministrazione guidata dall’assessore Eugenio Patanè ha infatti messo in campo una strategia articolata che coinvolge l’installazione di 40 nuove telecamere per la rilevazione delle infrazioni semaforiche, 60 autovelox – tra fissi e mobili – e ben 175 attraversamenti pedonali rialzati, tutti elementi che andranno a costituire una vera e propria rete di controllo e prevenzione diffusa. Il tutto all’interno di un quadro che prevede anche l’estensione del perimetro della ZTL, includendo aree storiche come Portico d’Ottavia, Via Arenula, Via Barberini e una parte dei Fori Imperiali, zone ad alta densità di traffico e frequentazione.

Il nuovo assetto urbano nasce da una riflessione approfondita su dati scientifici e tendenze internazionali: secondo gli studi, la velocità eccessiva è responsabile del 7,5% degli incidenti stradali e anche una moderata riduzione dei limiti può tradursi in un drastico calo di sinistri gravi e mortali, soprattutto laddove la compresenza di pedoni e ciclisti rende la convivenza tra diversi utenti della strada più delicata. Ridurre il differenziale di velocità tra veicoli e utenti vulnerabili – sottolineano gli esperti – è la chiave per una città più sicura e inclusiva.

Nel concreto, la presenza delle nuove telecamere e degli autovelox non si limiterà a un’azione repressiva, ma rappresenterà uno strumento di deterrenza e monitoraggio costante, con l’obiettivo di cambiare le abitudini degli automobilisti e rendere il rispetto dei limiti un automatismo quotidiano. Gli attraversamenti pedonali rialzati, poi, sono pensati per garantire maggiore visibilità e sicurezza ai pedoni, costringendo i veicoli a rallentare in prossimità dei punti più critici. L’intervento sulle infrastrutture si accompagna a una nuova segnaletica già visibile sulle principali arterie, per informare tempestivamente i conducenti e favorire una transizione graduale verso le nuove regole.

Non mancano, come prevedibile, le voci discordanti: se da un lato associazioni per la mobilità sostenibile e urbanisti plaudono a una scelta che avvicina Roma alle più moderne capitali europee – più pulite, vivibili e a misura d’uomo – dall’altro commercianti, comitati di residenti e operatori turistici esprimono preoccupazione per possibili rallentamenti del traffico e ricadute economiche, chiedendo chiarezza normativa per evitare sanzioni involontarie e disagi ai visitatori.

L’assessore Eugenio Patanè rassicura: la trasformazione sarà accompagnata da una comunicazione trasparente e puntuale, con la pubblicazione periodica di report su incidenti, emissioni e livello di soddisfazione dei cittadini. “Siamo pronti a correggere la rotta, se necessario – afferma Patanè – ma la direzione è quella di una città più sicura, moderna e competitiva anche sul piano internazionale”.

Il prossimo passo sarà l’avvio dei lavori sugli attraversamenti pedonali rialzati, che partiranno nelle zone a maggior rischio già nelle prossime settimane, seguiti dall’installazione progressiva di autovelox e telecamere sulle direttrici più trafficate. L’obiettivo è ambizioso: ridurre drasticamente incidenti e vittime sulle strade, promuovere una nuova cultura della mobilità e restituire al centro storico Roma la sua vocazione di spazio pubblico condiviso e sicuro.

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