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WorldSBK verso una nuova era: più marchi e gare fuori Europa

Di Riccardo Mantica
Pubblicato il 7 set 2026
WorldSBK verso una nuova era: più marchi e gare fuori Europa
Liberty Media punta a rilanciare il WorldSBK con nuovi costruttori, regolamenti rivisti e un calendario più globale. Cina, India e Stati Uniti tra le ipotesi.

Il WorldSBK potrebbe prepararsi a uno dei cambiamenti più importanti degli ultimi anni. Dopo l’ingresso di Liberty Media nell’universo MotoGP e Superbike, l’attenzione si sta spostando anche sul futuro del campionato riservato alle derivate di serie. L’obiettivo sarebbe rendere la categoria più competitiva, aumentare il numero dei costruttori coinvolti e soprattutto allargare nuovamente il calendario fuori dall’Europa.

Non tutto, però, è già deciso. Molti dei progetti relativi a nuovi marchi e nuovi Gran Premi sono ancora indiscrezioni provenienti dal paddock, quindi vanno distinti dalle modifiche regolamentari già pianificate. Tra le ipotesi più interessanti ci sono un possibile ritorno di Aprilia, l’arrivo di altri costruttori asiatici e nuove gare in mercati strategici come Cina, India e Stati Uniti.

La direzione appare comunque chiara: rendere la Superbike un campionato più internazionale e commercialmente più forte, senza perdere quella caratteristica che l’ha sempre distinta dalla MotoGP, cioè il legame diretto con le moto di serie.

Più costruttori per rendere il WorldSBK più competitivo

Uno dei punti centrali riguarda il numero di Case presenti sulla griglia.

Per aumentare l’interesse del pubblico non basta avere moto veloci. Serve una competizione nella quale più costruttori abbiano realisticamente la possibilità di lottare per vittorie e titolo. Ed è proprio su questo terreno che il Mondiale Superbike potrebbe cambiare nei prossimi anni.

Tra i nomi più discussi c’è Aprilia. Un ritorno della Casa di Noale avrebbe un peso enorme per la categoria, considerando la storia del marchio nel campionato. Al momento, però, un programma ufficiale WorldSBK non risulta confermato e le indiscrezioni sul possibile rientro devono essere considerate per quello che sono: ipotesi.

Lo stesso vale per Norton, indicata tra i costruttori che potrebbero utilizzare le competizioni come parte del proprio rilancio.

La vera novità potrebbe però arrivare dalla Cina.

Marchi come ZXMoto, QJMotor e CFMoto stanno aumentando la propria presenza nelle competizioni internazionali e vedono nel motorsport uno strumento per costruire credibilità fuori dal mercato domestico.

È un passaggio importante. Per anni molti produttori cinesi hanno puntato principalmente sul prezzo e sul rapporto tra dotazione e costo. Oggi alcuni di loro cercano invece di dimostrare le proprie capacità attraverso prestazioni, sviluppo tecnico e risultati sportivi.

ZXMoto rappresenta probabilmente l’esempio più evidente. L’esperienza nel Mondiale Supersport ha già portato il marchio cinese sotto i riflettori e un eventuale passaggio alla categoria Superbike sarebbe un salto decisamente più ambizioso.

Non significa che vedremo necessariamente tutti questi marchi in griglia nel breve periodo. Ma il fatto stesso che nuovi costruttori considerino il WorldSBK una possibile vetrina internazionale è un segnale importante per il futuro del campionato.

Cina, India e Stati Uniti: il calendario potrebbe cambiare

C’è poi la questione dei circuiti.

Il WorldSBK degli ultimi anni è diventato un campionato fortemente concentrato sull’Europa. Una situazione molto diversa rispetto a determinate fasi della sua storia, quando il calendario comprendeva regolarmente appuntamenti in più continenti.

Per Liberty Media, un’espansione geografica potrebbe rappresentare uno dei principali margini di crescita.

Tra le destinazioni citate ci sono Cina e India, due mercati enormi per l’industria motociclistica. A questi si aggiungono possibili ritorni in Paesi già conosciuti dal campionato, come Thailandia e Malaysia.

Sepang, in particolare, avrebbe caratteristiche interessanti. È un circuito moderno, conosciuto dal pubblico internazionale e inserito in un mercato motociclistico importante. Lo stesso vale per Buriram, che ha già ospitato in passato il Mondiale Superbike.

Ma l’operazione probabilmente più affascinante sarebbe il ritorno negli Stati Uniti.

Per un’azienda americana come Liberty Media, riportare il WorldSBK negli USA avrebbe un significato commerciale evidente. Il campionato ha una lunga storia nel Paese e gli Stati Uniti rimangono un mercato importante per diversi costruttori coinvolti nella categoria.

Anche in questo caso, però, non esiste ancora un calendario ufficiale che confermi questi appuntamenti.

Il problema non è solamente trovare un circuito. Una gara deve essere economicamente sostenibile e richiede un promotore locale capace di costruire un evento che funzioni dal punto di vista di pubblico, sponsor e attività commerciali.

E qui entra in gioco uno dei possibili effetti dell’approccio Liberty Media: trasformare maggiormente ogni round in un evento, aumentando quello che succede intorno alle gare e non limitandosi all’attività in pista.

Nuove regole dal 2027 per aprire una fase diversa

Il rilancio non dipenderà soltanto dal calendario.

Il WorldSBK cambierà anche sul piano tecnico, con un percorso regolamentare destinato ad accompagnare il campionato fino alla fine del decennio.

Dal 2027 il regolamento prevede interventi sul limite di regime specifico per ciascun costruttore e sulla gestione del flusso di carburante, con l’obiettivo di controllare meglio le prestazioni e mantenere un equilibrio tra moto caratterizzate da architetture e progetti tecnici differenti.

È un tema delicato.

La Superbike deve infatti trovare un compromesso tra due esigenze opposte. Da una parte bisogna evitare che un singolo pacchetto tecnico diventi troppo superiore agli altri. Dall’altra, un sistema di compensazione troppo invasivo rischierebbe di penalizzare proprio quei costruttori che hanno sviluppato la moto migliore.

La sfida sarà quindi costruire un regolamento capace di attirare nuovi marchi senza trasformare la categoria in un campionato nel quale le prestazioni vengono artificialmente uniformate.

Guardando più avanti, il quadro potrebbe cambiare ancora. Entro la fine del decennio sono previste ulteriori evoluzioni tecniche che potrebbero rendere più semplice l’ingresso di motociclette con caratteristiche diverse rispetto alle attuali superbike da un litro.

È qui che il progetto assume una dimensione molto più interessante.

Se nuovi regolamenti, costruttori asiatici e un calendario realmente globale dovessero convergere, il WorldSBK potrebbe ritrovarsi tra pochi anni con una griglia profondamente diversa da quella attuale.

Aprilia e Norton restano per ora nomi legati soprattutto alle indiscrezioni. ZXMoto, QJMotor e CFMoto rappresentano invece la nuova spinta dell’industria motociclistica asiatica, anche se un loro eventuale ingresso nella classe regina richiederebbe programmi specifici. Cina, India e Stati Uniti sono mercati potenzialmente strategici, ma nessuna nuova tappa può essere considerata confermata fino alla pubblicazione dei calendari.

Il piano, quindi, è ancora in costruzione. Ma la direzione è evidente: più Case, più Paesi e un WorldSBK meno dipendente dall’Europa.

Per gli appassionati sarebbe probabilmente la trasformazione più importante. Perché il rilancio della Superbike non passa soltanto dall’avere moto sempre più veloci. Passa soprattutto dal rendere ogni gara più difficile da prevedere e dal riportare sulla stessa griglia costruttori con filosofie, mercati e tecnologie differenti. È proprio da qui che potrebbe iniziare la nuova fase del Mondiale delle derivate di serie.

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