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Volkswagen ID. Era 9X: il grande SUV elettrico con motore range extender

Di Fabrizio Gimena
Pubblicato il 12 gen 2026
Volkswagen ID. Era 9X: il grande SUV elettrico con motore range extender
Volkswagen presenta l'ID. Era 9X, SUV elettrico full‑size sviluppato con SAIC per la Cina: autonomia fino a 340 km e produzione dal 2026.

Quando si parla di grandi SUV, l’asticella si alza ancora una volta grazie a Volkswagen, che svela una soluzione tanto pragmatica quanto audace: il nuovo ID Era 9X. Sviluppato in collaborazione con SAIC e pensato esclusivamente per il mercato cinese, questo colosso su quattro ruote porta in dote una tecnologia che sembra cucita su misura per chi non vuole rinunciare né all’innovazione né alla tranquillità di poter affrontare lunghi viaggi senza l’ansia da colonnina. Sì, perché il segreto sta tutto nel sofisticato range extender, una scelta che apre una nuova pagina nella strategia di Wolfsburg e che promette di far discutere sia gli amanti dell’elettrico puro sia chi cerca una transizione meno traumatica verso la mobilità del futuro.

Impossibile non restare colpiti dalle dimensioni di questo SUV: con i suoi 5.207 mm di lunghezza, una larghezza di quasi due metri e un passo che supera i tre metri, il ID Era 9X non si limita a rivaleggiare con i big del segmento, ma li guarda dritti negli occhi. E non si tratta solo di centimetri: il design, tutto nervature decise, luci LED sottili e un imponente paraurti, comunica immediatamente una vocazione high-tech, sottolineata dalla presenza di un sensore LiDAR ben visibile sul tetto. È il dettaglio che tradisce la direzione in cui guarda il progetto: futuro e tecnologia al servizio della mobilità.

Ma è sotto il cofano che la vera anima innovativa di questo SUV si rivela: la gamma offre tre declinazioni, pensate per soddisfare esigenze e budget differenti. La versione d’ingresso si affida a un motore elettrico posteriore da 220 kW (pari a 295 CV) alimentato da una batteria LFP da 51,1 kWh, una soluzione che garantisce un’autonomia elettrica di circa 267 km. Salendo di livello, la batteria cresce fino a 65,2 kWh con chimica NMC, portando l’autonomia a 340 km e mantenendo invariata la potenza. Il top di gamma, invece, punta su una doppia motorizzazione e trazione integrale, con 380 kW (510 CV) complessivi e 321 km di autonomia. Qui la parola d’ordine è versatilità: ogni configurazione offre un compromesso diverso tra prestazioni, autonomia e prezzo, permettendo di scegliere il mix più adatto alle proprie esigenze.

Il vero colpo di scena, però, è il motore generatore da 1.5 litri turbo, cuore pulsante del sistema range extender. Questo propulsore, frutto della famiglia EA211 e arricchito da un turbocompressore a geometria variabile di derivazione Porsche, non muove mai direttamente le ruote. Il suo compito è esclusivamente quello di ricaricare la batteria durante la marcia, estendendo così l’autonomia operativa del SUV e abbattendo la cosiddetta “ansia da ricarica”. Una soluzione che, pur non essendo una novità assoluta nel panorama automobilistico, assume qui un ruolo chiave, soprattutto nei mercati dove le infrastrutture di ricarica rapida sono ancora un miraggio.

Tuttavia, ogni medaglia ha il suo rovescio: la massa complessiva, che oscilla tra i 2.600 e i 2.700 kg a seconda dell’allestimento, non può non farsi sentire. Il peso incide inevitabilmente su consumi e prestazioni: quando la batteria si esaurisce e il motore generatore entra in gioco, i consumi dichiarati si attestano intorno ai 5,95 L/100 km per le versioni a trazione posteriore e 6,27 L/100 km per quelle a trazione integrale. E non è tutto: la velocità massima, per tutte le varianti, è limitata a 200 km/h, una scelta che riflette la volontà di bilanciare prestazioni e sicurezza, senza cedere a inutili eccessi.

Un altro elemento che merita attenzione è la scelta delle batterie: la coesistenza di celle LFP e NMC introduce variabili importanti in termini di costi, densità energetica e comportamento termico. Se da un lato le LFP sono sinonimo di robustezza e sicurezza, dall’altro le NMC garantiscono una maggiore densità energetica e, di conseguenza, un’autonomia superiore. Una strategia che permette a Volkswagen di coprire un ventaglio di esigenze più ampio, ma che impone anche una riflessione sulle implicazioni a lungo termine in termini di manutenzione e sostenibilità.

Il debutto del ID Era 9X è fissato per il Salone di Pechino dell’aprile 2026, con produzione al via nello stesso anno. Al momento, il progetto resta confinato al mercato cinese, ma non è escluso che soluzioni analoghe possano arrivare in futuro anche in Europa e negli Stati Uniti, magari adattate alle normative e alle preferenze dei rispettivi mercati. Una cosa è certa: la strategia di Volkswagen punta a rendere la transizione verso l’elettrico un percorso meno traumatico, mantenendo aperto il dibattito su sostenibilità reale, complessità tecnica e convenienza economica. In un panorama dove le certezze sembrano essere sempre più rare, il ID Era 9X si candida a diventare un punto di riferimento per chi cerca una mobilità a misura di futuro, senza rinunciare a comfort, autonomia elettrica e tecnologia di ultima generazione.

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