Mercedes-Benz AMG GT-R Pro: la prova in pista all’Hockenheimring

In occasione della presentazione internazionale del restyling dell’AMG GT abbiamo guidato la sportiva specialistica della Stella a Tre Punte.

Mercedes-Benz AMG GT-R Pro: la prova in pista all’Hockenheimring

di Valerio Verdone

09 Aprile 2019

Ci sono giornate che iniziano con una luce diversa, con odori, suoni e colori decisamente più inebrianti. Infatti, se al risveglio ti ritrovi con le chiavi di una Mercedes-Benz AMG GT R tra le mani tutto prende una piega diversa. D’accordo, le strade sono quelle tedesche e per trovare la direzione che porta ad Affalterbach, dove nascono le AMG, ci metto un po’, ma quel colore così verde che ti entra nelle pupille per non uscirne più, tutti quei particolari in carbonio e quel rombo sprigionato da V8 4 litri biturbo, mi fanno dimenticare anche le difficoltà scaturite da una visuale limitata rispetto ad una vettura convenzionale. Guidare qualcosa di straordinario per avvicinarmi ad un luogo di culto per gli amanti dei motori è un’esperienza che sarà difficile dimenticare, perché l’auto è mostruosamente veloce, ma anche sincera e scalpita con quel retrotreno che vorrebbe strappare l’asfalto ogni volta che il piede destro spinge sull’acceleratore.

Ad Affalterbach troviamo l’accoglienza giusta con un ingresso che ai lati presenta dei cordoli in stile pista, una scenografia approntata per il lancio della Mercedes-Benz AMG GT risalente al 2014, quando a guidarla c’era un certo Nico Rosberg. Tra tute, caschi e persino una chitarra lasciata lì dai Linkin Park l’atmosfera è decisamente Rock. In questo tempio dell’automobilismo scopriamo che la gamma delle AMG GT è stata aggiornata con un recente restyling che ha visto l’arrivo di nuovi gruppi ottici a LED, un nuovo scarico posteriore, e poi all’interno una strumentazione dedicata tutta digitale ed un nuovo infotainment. C’è anche l’AMG Dynamics, ovvero la regolazione integrata della dinamica di marcia, ma sostanzialmente questa vettura, disponibile anche a 4 porte, vanta una perfetta distribuzione dei pesi per via del motore anteriore montato verso il centro dell’auto e del cambio transaxle.

La gamma è varia e il biturbo V8 è declinato in diversi livelli di potenza: dai 476 CV della AMG GT fino ai 585 CV delle GT R e GT R Pro, passando per i 522 CV della GT S ed i 557 CV della GT C. Chiaramente, gli stessi valori si riferiscono anche alla variante roadster che ha una linea più filante con la capote abbassata.

Ma parlare di tutta questa cavalleria mi ha messo una voglia di pista indescrivibile, anche perché so che la giornata volge al meglio verso l’Hockenheimring dove dal 1932 muovono i primi passi le Mercedes-Benz più sportive e dove si collaudano anche le Formula 1 della Stella a Tre Punte. Ebbene, su questo tracciato fatale per la stagione di Vettel nello scorso campionato del mondo di Formula 1, mi aspetta la AMG GT più cattiva di sempre, la GT R Pro, che è quanto di più vicino ci sia ad una AMG GT3 e GT4.

Grazie al nuovo assetto AMG regolabile con ammortizzatori a ghiera infatti, il guidatore può regolare manualmente non solo l’assetto di base delle sospensioni, ma ora anche il livello di estensione e di compressione degli ammortizzatori senza necessità di attrezzi, tramite un sistema a clic sull’elemento di regolazione integrato sull’ammortizzatore. Anche le barre di torsione (in carbonio all’avantreno e in acciaio al retrotreno) sono regolabili. E non mancano cuscinetti snodati Uniball sui bracci trasversali inferiori dell’asse posteriore e sui bracci trasversali superiori che consentono di far rimanere stabili convergenza e campanatura a tutto vantaggio della precisione di guida a cui concorre anche la piastra di rinforzo in carbonio nella parte posteriore del sottoscocca.

Grigia con gli adesivi neri, o grigio scuro con strisce gialle fluorescenti, l’AMG GT R Pro sfoggia un’aerodinamica dedicata con una grembialatura anteriore dal nuovo design in cui spiccano i due flic in carbon-look per ogni lato. Poi ci sono lo splitter frontale, ancora più proteso in avanti e sostenuto da piccoli listelli di metallo che lo stabilizzano alle andature più elevate, e gli sfoghi d’aria nei parafanghi anteriori che contribuiscono a ridurre la portanza sull’asse anteriore grazie ad un’efficace ventilazione dei passaruota. Sulla coda troviamo un elemento aerodinamico in carbon-look per ogni lato che si estende verticalmente lungo il passaruota fino all’altezza dei fanali di posizione posteriori, non mancano un estrattore che include i tre terminali di scarico ed una grande ala. Tra i tanti particolari in carbonio troviamo anche il tetto con la zona centrale ribassata. Completano il quadro i cerchi specifici e l’impianto frenante carboceramico.

All’interno, l’effetto racing è garantito dalle cinture di sicurezza a 4 punti, dal roll-bar posteriore e dall’estintore da 2 kg. E vi garantisco che stare in auto non è più la stessa cosa, perché le cinture ti tengono incollato al sedile, riducendo al minimo le manovre. Con il casco, necessario in un circuito come l’Hockenheimring, si arriva sfiorare il tetto con la testa, e per completare la sensazione di essere pronti per correre una gara mancano solo la tuta ed i guanti.

In realtà, seguo alla lettera le spiegazioni di Bernd Schneider, sei volte campione del DTM, che ci farà da lepre per tre giro ad alto tasso di adrenalina. Si può settare tutto, quindi seleziono il programma Race, disattivo i controlli elettronici, e gioco con il manettino del controllo di trazione, a mie spese.

Infatti, la pista, per me sconosciuta fino ad ora, è velocissima, e la AMG GT R Pro non è da meno, l’aspetto che mi lascia sconvolto è la sua agilità, perché è vero che è più compatta di quanto il lungo cofano anteriore lasci intuire, ma si getta in curva con rapidità rapace, e poi ne esce ancora più velocemente con i 700 Nm che si fanno sentire sull’asse posteriore. L’auto è viva, non è composta come certe supercar che sembrano fare tutto loro, ti lascia il comando delle operazioni a tuo rischio e pericolo, perché in certi frangenti devi conoscere e bene i tuoi limiti. Ma in fondo è questo che si chiede ad una sportiva di razza: di dare sempre tutto! E lei concede cavalli e Nm a profusione, con 585 CV che lasciano letteralmente senza fiato (318 km/h di velocità massima con uno 0-100 km/h in 3,6 s) mentre tra un rettilineo ed un curvone veloce il tachimetro impazzisce sfiorando i 260 km/h. Poi c’è la zona guidata, quella che l’anno scorso mise fuori gioco Vettel nel gran premio di Formula 1. Ebbene, l’AMG GT R Pro frena fortissimo, ma lascia libera interpretazione all’inserimento, prende la corda e poi si dimena sul cordolo in uscita in modo così deciso che tengo stretto il volante come fosse la cosa più cara che ho.

Piano piano, o meglio, forte forte, prendo confidenza, mi spingo sempre un po’ più in là, ma capisco che i miei limiti fisici e mentali li ho già superati, mentre lei sembra aspettarti come quell’amico che corre le maratone ogni mese e con cui hai tentato di allenarti per 10 km… Devo ammettere che è quanto di più vicino ad un’auto da corsa abbia provato fino ad oggi, una vettura straordinaria, incredibilmente veloce, e così comunicativa che ti lascia decidere fino a che punti vuoi spingerti. Con la sua tenuta ti misura il coraggio, mentre l’accelerazione spinge il tuo battito cardiaco più in alto possibile; non è un’auto per tutti, anche perché costa oltre 30.000 euro in più rispetto alla GT R, che supera tranquillamente i 180 mila euro, e ne faranno solamente 750 unità. Ma se riuscite a metterla in garage, o meglio, nei vostro box, potrete sfruttare anche la sua telemetria che ha memorizzati i circuiti più veloci e valutare i vostri progressi analizzando persino gli intertempi.

Tolto il casco e tornato ad una frequenza cardiaca più tranquilla, per il ritorno ho scelto una AMG GT C, più confortevole, ma comunque potente con 557 CV e agile grazie alla presenza delle 4 ruote sterzanti come sulle sorelle più costose. I sedili sportivi ma meno esasperati, gli interni color tabacco e la carrozzeria vestita di un’elegante livrea blu e priva di spoiler fisso, sono tutti elementi che la rendono ideale per muoversi con un certo stile senza urlare la propria presenza ad ogni passaggio in città. Inoltre, l’assetto assorbe bene le asperità, il motore è sempre una garanzia e tra le curve si fa rispettare anche delle piccole bombe. Che sia lei l’AMG GT ideale per chi vuole utilizzarla negli spostamenti quotidiani ma non rinuncia a qualche sortita in pista?

La gamma Mercedes-Benz AMG è cresciuta, è diventata più completa e più sportiva e con il recente restyling sarà sulla cresta dell’onda ancora per molto tempo.

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