Volvo: tutti i nuovi modelli sono elettrificati

Abbiamo guidato i nuovi modelli Mild Hybrid e ibridi Plug-in per scoprirne le caratteristiche.

Perseguire la sostenibilità prendendosi cura di clienti e dipendenti, un concetto che nella lingua scandinava è racchiuso nella parola Omtanke, un credo che Volvo porta avanti da tempo e si sposa alla perfezione con le tendenze attuali. D’altra parte, il Brand svedese è da sempre in linea con una definizione della sostenibilità coniata dalle Nazioni Unite, nella quale l’intento è quello di sfruttare le risorse di oggi per garantire le nuove generazioni. Per cui, siamo sicuri che oggi, dovendo scegliere, Greta Thunberg viaggerebbe in Volvo, e di sicuro sceglierebbe una vettura elettrificata, come quelle che da quest’anno vengono lanciate sul mercato dalla Casa scandinava.

Elettrificate non vuole dire elettriche pure

Ora, è bene fare una precisazione, a scanso di equivoci, elettrificate non vuol dire elettriche pure, ma auto che associano un unità elettrica ad una termica, approfondendo ulteriormente, bisogna distinguere le Mild Hybrid, nelle quali il motore elettrico è sempre e solo di supporto a quello a combustione interna, e le ibride plug-in, che consentono la marcia ad emissioni zero per diversi chilometri.

La V60 twin-engine offre diverse modalità di guida

Siamo saliti a bordo delle ultime novità, partendo dalla V60 twin-engine, un modello ibrido plug-in, secondo l’ultima “nomenclatura” Volvo, che sfrutta un 2 litri turbo benzina ed un motore elettrico per una potenza complessiva di 340 CV (253 CV + 87 CV). L’esperienza di guida ci ha consentito di comprendere le tante sfaccettature di questa soluzione tecnica. Intanto, si può scegliere se lasciare al motore elettrico la libertà d’intervenire per dare supporto al propulsore termico, ma, volendo si può viaggiare ad impatto zero per circa 50 km sfruttando solo l’unità elettrica, o di avere sempre a disposizione la massima potenza sfruttando la combinazione tra i due motori per ottenere la massima performance, ma c’è anche la modalità AWD, in cui l’elettrico agisce sull’asse posteriore. Comunque, non è tutto, perché si può attivare un comando in grado di congelare la carica della batteria, in modo da sfruttare la propulsione elettrica in città, o un altro che consente di utilizzare il motore termico da generatore, per accumulare carica per quello elettrico. Infatti, durante una sosta abbiamo potuto ricaricare il motore elettrico fino al 50% in soli 20 minuti (per una ricarica all’80% sono necessari 1 ora e 30 minuti). In caso si abbia a disposizione una colonnina a ricarica rapida bastano 20 minuti per ricaricare l’80% della batteria, mentre per ottenere il 100% ci vogliono 2 ore e 30 minuti.

E’ interessante notare come effettivamente, ad ogni modalità prescelta corrisponde un comportamento differente, con l’auto che di base ha un assetto rassicurante ed un’ottima insonorizzazione esaltata nella marcia in elettrico. Chiaramente, quando si sceglie di sfruttare solamente l’unità ad impatto zero, che si trova sull’asse posteriore, bisogna ricordarsi che l’auto si comporta come una posteriore pura, ma è logico che, in caso di necessità, qualora si schiacci a fondo l’acceleratore, il motore termico torni a lavorare per assicurare tutta la cavalleria. Ottimo il consumo, che, su un percorso pianeggiante, e rispettando i limiti di velocità, sfruttando entrambe i motori, si è attestato sui 3,5 l/100 km (dati del computer di bordo).

La XC60 Mild Hybrid per una guida da auto “normale”

Ma se non siete ancora pronti a tutto questo, per cui il distacco con l’auto tradizionale lo sentite lontano, ecco che il Mild Hybrid potrebbe essere la soluzione. Per verificare le differenze abbiamo guidato la XC60 B4 AWD automatica, ibrido diesel a 211 CV, dove il motore elettrico offre il contributo di 14 CV, e sfrutta una batteria da 48V, ma c’è anche un convertitore, il kers ed il nuovo E-Charger al posto del compressore meccanico. Tutto questo però non deve spaventarvi, non si vede, è dentro l’auto, ma lavora in modo da lasciare all’utente la stessa sensazione di guidare una vettura normale. Infatti, sembra di essere a bordo di un’auto convenzionale, magari lo start&stop è meno brusco, l’erogazione più fluida e senza buchi, e la frenata differente, visto che è di tipo rigenerativo, ma niente di tutto questo si palesa in maniera tale da alterare la percezione dell’automobilista comune. Ovviamente, non si può sfruttare la marcia in modalità solo elettrica, e non c’è bisogno di ricaricare il propulsore elettrico alle apposite colonnine. Ecco, questa potrebbe essere la soluzione ideale per una fase di transizione verso l’ibrido plug-in che, a sua volta è l’anticamera dell’elettrico puro, un’alimentazione che nel prossimo futuro farà parte della gamma Volvo.

A livello di prezzi, la XC60 B4 MHEV diesel AWD Geartronic parte dai 51.950 euro della versione Momentum, mentre la V60 T6 PHEV Momentum AWD Geartronic ha un costo d’accesso di 55.950 euro, sempre nella versione Momentum.

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