Il tuning al Salone di Ginevra 2019

Accanto alle Case auto “ufficiali”, la rassegna ospita numerose factory specializzate nelle elaborazioni. Ecco una panoramica sulle presenze di quest’anno.

Il tuning al Salone di Ginevra 2019

di Francesco Giorgi

08 Marzo 2019

Fra strategie di sviluppo hi-tech e progetti di elettrificazione, il Salone di Ginevra – al pari delle altre rassegne di primo piano automotive – riserva sempre uno spazio di rilievo all’aftermarket, e non soltanto relativamente al settore dei ricambi originali e dei componenti. La filiera post-vendita, nella particolare “nicchia” degli accessori e dei componenti finalizzati all’aumento dell’immagine (e delle performance) del veicolo, mantiene anno dopo anno un rilevante “zoccolo duro” di appassionati, “al di qua” e “al di là”… della porta dell’officina, vale a dire: aziende specializzate in elaborazioni, ed enthusiast disposti a sborsare cifre anche di un certo peso pur di accaparrarsi il “kit” preferito per aumentare l’appeal visivo della propria vettura, ma anche set di sospensioni sportive dalle più varie tarature, impianti frenanti high performance, accessori racing, centraline rimappate e relativi programmi di elaborazione powertrain.

Ed anche al Salone di Ginevra 2019 (qui il nostro speciale sulla rassegna, che si concluderà domenica 17 marzo), gli stand del PalExpo di Quai du Mont Blanc vengono animati dagli atelier di elaborazione automotive: del resto siamo in Svizzera, “vicina di casa” della Germania considerata dagli appassionati di interventi aftermarket “patria” europea del tuning.

Ecco dunque una carrellata delle principali “special” presenti a Ginevra 2019.

Brabus: tutta la Mercedes che c’è

Come sempre particolarmente nutrita la lineup di proposte che affollano lo stand della factory tedesca, eternamente legata a filo doppio al Gruppo Daimler AG. Dalla piccola Smart fortwo alla “enorme” Mercedes Classe G, passando per Classe A e per arrivare alla gigantesca Brabus 900, cioè una edizione “riveduta e corretta” di Maybach S650: il parterre di novità Brabus si apre con Ultimate E Shadow, elaborazione effettuata su base Smart Fortwo EQ Electric (un tuning “zero emission”, dunque: e ciò testimonia l’importanza delle nuove tecnologie di alimentazione elettrificata, se da tempo vengono “prese di mira” dai tuner…): nuovi cerchi da 18”, nuovo assetto sportivo, kit aerodinamico supplementare, rifiniture interni in alluminio e fibra di carbonio, e alle spalle della cellula abitacolo 91 CV e 180 Nm di coppia massima erogate dal piccolo motore elettrico di Smart EQ. Il prezzo? Circa 70.000 euro. Brabus B25 è, invece, una personale rivisitazione di Mercedes A250, nella quale le appendici supplementari al corpo vettura si abbinano ad un “power kit” PowerXtra B25S, che fornisce a Mercedes A250 una cinquantina di CV in più (ora arriva a 267 CV) e 430 Nm di coppia massima: più di quanto erogato da Mercedes-AMG A35. Salendo di livello, ecco le “mostruose” elaborazioni Brabus per le versioni alto di gamma di Classe G: Brabus 850 6.0 Biturbo 4×4² Final Edition, che ad un prezzo di poco meno di 500.000 euro porta in dote l’unità motrice V8 portata a 838 CV e 1.450 Nm di coppia massima per un tempo di 4”7 nell’accelerazione da 0 a 100 km/h ed un articolato kit carrozzeria; e Brabus 800 Widestar, corrispondente ad una versione evoluta della precedente 700 Widestar. In questo caso, rapportata alla declinazione di serie di Mercedes-AMG G63, presenta ben 212 CV e 150 Nm di coppia massima in più (789 CV di potenza e 1.000 Nm di forza motrice), che su strada si traducono in una velocità massima (autolimitata) di 240 km/h e 4”1 per l’accelerazione da 0 a 100 km/h.

Startech: tuning per i modelli British

Dall’”universo Brabus” al proprio sub-brand rivolto alle elaborazioni su modelli di oltremanica: è Startech, che a Ginevra 2019 fa bella mostra di se con un’antologia di kit dedicati a Range Rover Sport e Bentley Continental GT, così come ad Aston Martin Vantage. Nel dettaglio, Range Rover Sport by Startech riceve un bodykit che ne allarga di 60 mm il già generoso corpo vettura, ne amplifica l’impostazione sportiva con uno splitter anteriore in due pezzi (oppure, a richiesta, uno splitter in fibra di carbonio), la sostituzione di griglia anteriore, feritoie al cofano motore, gusci degli specchi retrovisori, paraurti posteriore con nuovo diffusore ed un impianto di scarico dedicato; sospensioni ribassate (-25 mm) e nuovi cerchi da 23”, predisposti al montaggio di un set di pneumatici da 295/35 – 23; sempre curata la definizione dell’abitacolo, che propone rivestimenti in pellami pregiati e in Alcantara, dettagli in fibra di carbonio e varie tipologie di legno per le finiture, oltre ovviamente all’ampio catalogo di personalizzazioni ulteriormente disponibili. Per Bentley Continental GT, la spettacolosa coupé di Crewe nell’elaborazione firmata Startech riceve – al pari di Range Rover Sport – un upgrade di carattere essenzialmente estetico ed aerodinamico, lasciando invariata l’impostazione meccatronica: nuova taratura per le sospensioni, ora maggiormente ribassate, un set di cerchi da 22” con pneumatici dedicati, dettagli supplementari in fibra di carbonio e, all’interno, pellami a finitura trapuntata, nuove varietà di particolari in legno pregiato, ed un “tocco” in fibra di carbonio. Un deciso aumento di potenza viene peraltro portato in dote da Aston Martin Vantage by Startech: per il modello di accesso alla gamma di Gaydon, la factory che fa capo a Brabus ha sviluppato uno specifico programma di rimappatura della centralina, in modo da portare la “cavalleria” del 4.0 biturbo di origine AMG da 510 CV e 685 Nm “di serie” a 600 CV tondi tondi e 700 Nm di coppia massima, in modo da permettere alla elegante “baby coupé” di Gaydon una velocità massima di 320 km/h e 3”4 nello scatto da 0 a 100 km/h.

Abt pensa ad Audi e a Volkswagen e-Transporter

Se c’è un’azienda che conosce la gamma del Gruppo VW come poche, questa è Abt Sportsline. E lo dimostra, al Salone di Ginevra 2019, attraverso un nutrito parterre di elaborazioni. Nello specifico, per il nuovo crossover Audi Q8 l’elaboratore tedesco ha studiato un kit carrozzeria completo, un set di nuovi cerchi con pneumatici ultraribassati, un’immagine ancora più dinamica per l’ambiente abitacolo e, sotto al cofano (riferito alla variante Q8 50 TDI) un upgrade di potenza che gli permette di raggiungere 330 CV e 650 Nm di coppia massima da 325 CV e 600 Nm di serie. Tinta carrozzeria in Glacier White ed accenti in nero lucido a contrasto con nuovo “scudo” anteriore, diffusore posteriore, cerchi da 21” e terminali di scarico neri per Audi A6 Avant, che – sempre in riferimento alla versione V6 turbodiesel – viene equipaggiato con il medesimo powerkit progettato per Audi Q8, dunque con la stessa potenza. Per Audi RS4+, equipaggiata con l’unità 2.9 V6 biturbo da 450 CV, la cura Abt ne porta i valori a 510 CV e 680 Nm. Interessante, ai fini dello sviluppo tecnologico del tuning verso la nuova produzione elettrificata, il multivan Volkswagen e-Transporter by Abt, che mette in mostra un bodykit dedicato, cerchi da 20” e persino un ampio alettone posteriore. Il powertrain eroga 111 CV: non moltissimo, tuttavia quanto basta per garantirgli un’autonomia di circa 210 km con una singola carica (più avanti arriverà una versione a batteria potenziata – 74,6 kWh – dalla quale ci si attende una percorrenza di 400 km con un “pieno” di energia).

Mercedes Classe G by TopCar e Mansory

Per restare in tema “Gelaendewagen”: si direbbe che Mercedes Classe G sia uno dei modelli-feticcio da parte delle aziende specializzate in elaborazioni. Oltre al programma-tuning messo a punto da Brabus, sotto i riflettori al Salone di Ginevra 2019 ci sono anche gli interventi della factory moscovita TopCar, ribattezzato “Inferno”, dedicato a G63 AMG e caratterizzato da un ampio ricorso a fibra di carbonio e kevlar (oltre 70 nuovi componenti fra corpo vettura e abitacolo, quest’ultimo fra l’altro “arricchito” da rivestimenti in vera pelle di coccodrillo e inserti in oro), una verniciatura esterna esclusiva in verde ad effetto semi-opaco, ed una serie di programmi di sovralimentazione – sviluppati in partnership con lo specialista Gosha TurboTech -, dei quali il più poderoso arriva a fornire ben 1.050 Nm di coppia massima; ed il progetto sviluppato da Mansory, anche in questo caso per G63 AMG, nel quale vengono messi in evidenza i nuovi dettagli in fibra di carbonio, il cofano motore ridisegnato e provvisto di vistosa presa d’aria dinamica orizzontale, codolini passaruota più larghi per il montaggio di un set di cerchi da 24”, una pellicola vinilica a copertura della carrozzeria, e 850 CV (contro i 585 d’origine).

Mansory Centuria: tuning anche per Bugatti Chiron

Da parte di Mansory, “colpisce” il programma Centuria, allestito su base Bugatti Chiron. Un programma decisamente ambizioso, non essendo onestamente molte le aziende private in grado di intervenire su hypercar che fanno del blasone, dell’esclusività e del prezzo (si parla di 2,5 milioni di euro) il proprio fiore all’occhiello. La meccatronica non è stata toccata (e ci mancherebbe: 1.600 CV e 1.600 Nm di coppia massima sprigionati dal V16 8.0 quadriturbo sono più che sufficienti ad entusiasmare qualsiasi appassionato), mentre nuovi elementi – vistose appendici in fibra di carbonio, nuove “minigonne” e feritoie, un alettone posteriore ben più grande in rapporto a quello di serie, una presa d’aria in più collocata sul tetto, nuovi cerchi da 20” all’anteriore e da 21” al posteriore – costituiscono il “capitolato” di upgrade.

Rolls-Royce Cullinan riveduta e corretta da Mansory

Mantenendo l’attenzione sui modelli di altissima gamma, oltre a Mansory Centuria fa sensazione il progetto “Billionaire”, che la factory bavarese ha recentemente messo a punto su base Rolls-Royce Cullinan. Come dire: Mansory non va troppo per il sottile. Ed ecco il corpo vettura del primo SUV di Goodwood verniciato in doppia tonalità di colore, agghindato con una serie di appendici aerodinamiche supplementari e reso più aggressivo mediante l’impiego di un set di cerchi da 24” con pneumatici da 295/30 – 24 che riempiono bene i nuovi codolini passaruota. Nell’abitacolo, sono evidenti le aggiunte di pelle di coccodrillo ai rivestimenti ed un ambiente dominato da un largo impiego di pelle bianca. Modesto, peraltro, l’upgrade meccatronico, che aggiunge “soltanto” 40 CV all’unità 6.750 cc V12 sovralimentata con doppio turbocompressore, ma permette al SUV di Rolls-Royce una velocità massima di 280 km/h ed uno scatto di 5” per il passaggio da 0 a 100 km/h. Mansory Billionaire verrà “tirato” in tredici esemplari, a prezzi (finora riferiti al mercato tedesco) che partono da 785.000 euro.

Lamborghini Urus: cura moscovita per il SUV del “Toro”

A Ginevra 2019, ecco poi una reinterpretazione di Lamborghini Urus sviluppata da TopCar: un programma di upgrade che, per una somma di 35.000 euro (verniciatura esclusa) consente di aggiungere allo Sport Utility di Sant’Agata Bolognese da 650 CV un completo kit carrozzeria supplementare in fibra di carbonio (nel quale spicca il diffusore inferiore, che sembra ripreso pari pari dalla hypercar Lamborghini Veneno).

Land Rover Defender by Twisted e Chelsea Truck

Arrivano dal Regno Unito due elaborazioni dedicate al neopensionato Land Rover Defender, che nonostante sia da diversi mesi giunto al capolinea della sua settantennale carriera produttiva, non vuole proprio saperne di mettersi “a riposo”. Al contrario, diversi programmi di aggiornamento, tanto estetico quanto prestazionale, ne rinfrescano l’eterna immagine veicolo simbolo per l’offroad di Solihull. C’è, ad esempio, l’elaborazione Chelsea Truck Company (filiale di Kahn Design), presente a Ginevra 2019 con due progetti, ovvero “Vanguard Edition” ed “Homage 2 Edition”, quest’ultimo allestito sulla base di uno storico esemplare Series 2 del 1961; e Twisted, che espone un esemplare “ottimizzato” tanto sul piano degli allestimenti (rivestimenti in pelle pregiata, sedili di nuovo disegno) quanto nella meccanica, ed un Defender “Stage One V8”, equipaggiato con un’unità motrice LS3 ad 8 cilindri a V da 6,2 litri “trapiantato” da una Chevrolet Corvette. I prezzi partono da 95.000 euro per una elaborazione “entry level”.

Porsche 911: ci pensano TechArt e Ruf

Sempre da TechArt, sotto i riflettori di Ginevra 2019 c’è GTstreetRS, programma di personalizzazione che allestisce la attuale Porsche 911 Turbo S in un’inedita immagine e le regala una notevole iniezione di “cavalleria”. Nel dettaglio, ciò si concretizza con il ricorso ad un aerokit Forget Design, un nuovo impianto frenante caroboceramico, e sotto il cofano la bellezza di 770 CV che consentono alla supercoupé di Zuffenhausen una velocità massima di 340 km/h (autolimitati) e lo scatto da 0 a 100 km/h in 2”5. Ne saranno realizzati soltanto dieci esemplari. Da Ruf, storica azienda di Pfaffenhausen specializzata nel mondo Porsche, una ampia panoramica che spazia dalla Yellow Bird CTR 2, evoluzione di un programma che aveva debuttato a Ginevra 2017, a Ruf GT, ovvero una Porsche 991 della serie 991 da “aspirata” a turbo, con l’adozione del 3.0 boxer biturbo da 515 CV e 645 Nm, trazione posteriore o integrale (a richiesta), cambio riconfigurato dalla factory bavarese ed una esclusiva connotazione estetica.

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