Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio by Romeo Ferraris: quasi 600 CV

Per la versione high performance della gamma Giulia, “estrema” già di serie, sono sufficienti un affinamento all’elettronica, un nuovo impianto di scarico e un poco invadente bodykit a regalarle 88 CV.

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio by Romeo Ferraris: quasi 600 CV

di Francesco Giorgi

27 marzo 2018

C’è un fil rouge che lega i grandi preparatori con il mondo delle competizioni: il “filo rosso” che, nel caso di Romeo Ferraris, corrisponde al colore tradizionale Alfa Romeo. La factory di Opera, attiva da più di mezzo secolo in molte specialità del motorsport (e che, come molti altri elaboratori “di stampo classico” italiani, si fece un nome negli anni 60 mettendo le mani dapprima sulle monoposto “addestrative” di Formula junior, successivamente sulle piccole bicilindriche alla base di centinaia di carriere agonistiche da nord a sud del Paese), aveva abituato gli appassionati, negli ultimi anni, con alcune personali interpretazioni a tema Alfa Romeo: segnatamente, due progetti dedicati alla coupé 4C, realizzati rispettivamente nel 2015 e nel 2016.

In queste ore, l’atelier Romeo Ferraris sforna una sorpresa che farà piacere agli enthusiast dei modelli più performanti del Biscione: Alfa Romeo Giulia. Attenzione: non una delle versioni di ingresso alla lineup o di media gamma, quanto la “high performance” Giulia Quadrifoglio, modello che “di serie” nasce con precisi obiettivi di ultrasportività. Come dire: i 510 CV sprigionati da V6 2.9 di origine Ferrari potrebbero essere più che sufficienti ad entusiasmarsi. Ad Opera non la pensano così: del resto, l’esperienza agonistica e nelle grandi cilindrate di Romeo Ferraris è fuori discussione. Se a questo si aggiunge l’impegno agonistico della storica factory lombarda, c’è materiale in abbondanza per mettere le mani nella declinazione “da sparo” di Alfa Romeo Giulia.

Nel dettaglio, l’appeal estetico della poderosa Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio  preparata con un programma di elaborazione messo a punto da Romeo Ferraris si discosta, rispetto all’allestimento aerodinamico “di serie”, per l’adozione di un bodykit in fibra di carbonio che comprende un nuovo splitter anteriore, specifici gusci degli specchi retrovisori e maniglie porta, unitamente ai terminali di scarico anch’essi in fibra di carbonio; lo stesso materiale, proposto in nero oppure in rosso, è presente nei dettagli dell’abitacolo (volante, plancia, pannelli porta). Complessivamente, l’upgrade estetico-aerodinamico Romeo Ferraris – al quale si aggiungono un set di cerchi OZ “Hyper GT HLT”da 20” e sospensioni regolabili Bilstein – punta a mantenere intatta l’immagine “tipicamente Alfa” di Giulia Quadrifoglio.

È sotto il cofano che Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio by Romeo Ferraris evidenzia tutto il proprio carattere di “berlina di famiglia che vince le corse” (secondo un vecchio slogan della “storica” Giulia): la preziosa unità motrice 2.9 V6 biturbo, che di serie eroga 510 CV e 600 Nm di coppia massima, ha ricevuto un aggiornamento all’elettronica di gestione e un nuovo impianto di scarico (completo di collettori, elettrovalvole comandabili anche mediante telecomando e catalizzatori “racing” a 200 celle) sviluppato dallo specialista Ragazzon. Dati alla mano, l’incremento di “cavalleria” è nell’ordine di 88 CV, la forza motrice aumenta di 140 Nm; su strada, ciò si traduce in una velocità massima di 317 km/h (di serie Giulia Quadrifoglio raggiunge 307 km/h) e in 3”5 (“contro” 3”9) nello scatto da 0 a 100 km/h.

Sul piano agonistico, la presenza di Romeo Ferraris nelle competizioni si concretizza, nella stagione iridata Turismo 2018 pronta ad andare in scena (il primo round della serie mondiale WTCR – “ex” WTCC – si svolgerà a Marrakech nel weekend del 7 ed 8 aprile), con due “volanti” eccellenti: gli esperti Fabrizio Giovanardi e Gianni Morbidelli, che porteranno in pista le Alfa Romeo Giulietta Tcr allestite dalla factory di Opera.

Due nomi di primo piano nel motorsport tricolore: il 51enne modenese Fabrizio Giovanardi (“Piedone”) possiede un personale curriculum fra i più articolati, avendo attraversato più di tre decenni fra kart, monoposto (F3, F3000) e Turismo (campione italiano 1992, campione italiano ed europeo Superturismo fra il 1998 e il 2002 su Alfa Romeo 156 TS e GTA, vincitore del BTCC nel 2008 su Vauxhall Vectra); il 50enne Gianni Morbidelli, oltre a possedere al proprio attivo 70 GP disputati fra il 1990 e il 1997 (e, quale migliore prestazione, il podio ottenuto al GP di Australia 1995 con la Footwork), è un altro grande esperto di ruote coperte: con le vetture del Biscione prese parte al campionato Italiano Superturismo nel 1993 (Alfa Romeo 155) e nel WTCC 2006 (Alfa Romeo 156); quattro volte campione italiano Superstars (2007, 2008, 2009 e 2013), due volte vincitore della serie internazionale (2009 e 2013) è stato, per diverse stagioni, uno dei “big” del WTCC con una delle Chevrolet Cruze allestite da Münnich Motorsport e, in tempi più recenti, del TCR.

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