Traffico in aumento: TomTom Traffic Index 2025 svela le città più congestionate
La fotografia scattata dal TomTom Traffic Index 2025 lascia poco spazio alle interpretazioni: il traffico urbano non è più soltanto una fastidiosa routine, ma una vera e propria emergenza globale che si insinua nella quotidianità di milioni di persone. Siamo di fronte a una realtà in cui il tempo sembra liquefarsi nel groviglio delle nostre città, dove la congestione stradale diventa sinonimo di ore perse, produttività in calo e qualità della vita compromessa. Il quadro che emerge, a tratti impietoso, mostra come il traffico non sia solo una questione di pazienza, ma una sfida che coinvolge ambiente, economia e benessere collettivo.
Prendiamo ad esempio la situazione di Dublino, che con il suo 72,9% di congestione si conferma tra le città più trafficate d’Europa, un vero e proprio imbuto dove il tempo sembra fermarsi tra una rotonda e l’altra. E che dire di Londra? Qui la lentezza è ormai proverbiale: 141 ore all’anno trascorse in coda, un dato che la colloca in cima alla classifica europea, seconda solo a Barranquilla in Colombia su scala mondiale. La Polonia, poi, si ritrova in piena crisi, con tre metropoli—Łódź, Lublino e Poznań—che superano tutte il 64% di congestione, mentre Bucarest e altre capitali dell’Est Europa non sono certo da meno. Il dato che fa riflettere, però, è che la congestione media globale ha raggiunto il 25%, in crescita del 5% rispetto all’anno precedente: un trend che non lascia presagire nulla di buono per il futuro della mobilità urbana.
Dietro questi numeri, però, si nascondono conseguenze ben più tangibili. Il traffico paralizza le città e i suoi effetti si fanno sentire in ogni aspetto della vita urbana. Si parla di un incremento significativo delle emissioni, di un consumo energetico fuori controllo e di una produttività che va progressivamente erodendosi. Ogni giorno, chi vive nelle grandi città paga il prezzo di questa congestione in termini di stress, tempo sottratto agli affetti e ai propri interessi personali. Non meno rilevante è il deterioramento delle infrastrutture stradali, che impone alle amministrazioni comunali spese di manutenzione sempre più onerose, spesso senza riuscire a garantire servizi pubblici all’altezza delle aspettative.
In questo scenario, emerge la necessità di un cambio di passo deciso, che vada oltre le semplici soluzioni tampone. Secondo Ralf-Peter Schäfer, Vice Presidente di TomTom, serve una pianificazione intelligente della mobilità che sappia combinare il potenziamento del trasporto pubblico, incentivi concreti al car sharing e strategie efficaci per scoraggiare l’uso dell’auto privata nei centri urbani. Non si tratta più di semplici buone intenzioni, ma di una vera e propria urgenza: senza un approccio sistemico, il rischio è quello di ritrovarsi ogni anno a commentare dati sempre più allarmanti.
Ed è qui che la tecnologia può fare la differenza. Strumenti come Area Analytics permettono di monitorare in tempo reale il flusso del traffico a livello di città e quartieri, offrendo alle amministrazioni la possibilità di simulare l’impatto di interventi specifici, come l’introduzione di corsie preferenziali o l’istituzione di zone a basse emissioni. Grazie a questi strumenti digitali, è possibile prendere decisioni più informate e misurare l’efficacia delle politiche adottate, trasformando i dati in azioni concrete per migliorare la qualità della vita urbana.
La spinta verso la mobilità sostenibile è ormai trasversale: i comuni la considerano una priorità strategica, i cittadini chiedono alternative rapide e convenienti, gli ambientalisti sollecitano una drastica riduzione delle emissioni e una maggiore attenzione agli spostamenti collettivi e attivi. Anche il settore automotive non può più ignorare la questione, proponendo veicoli sempre più efficienti e servizi di mobilità integrata. Tuttavia, la consapevolezza che la sola tecnologia non basta è ormai diffusa: senza investimenti strutturali nelle infrastrutture pubbliche, ogni sforzo rischia di essere vanificato.
| # | Paese | Congestione (%) | Velocità (km/h) |
|---|---|---|---|
| 1 | Malta | 45.1 | 29.5 |
| 2 | Greece | 31.3 | 45.8 |
| 3 | Ireland | 30.9 | 50.8 |
| 4 | Romania | 28.9 | 47.4 |
| 5 | U.K. | 26.6 | 49.4 |
| 6 | Cyprus | 26.4 | 51.0 |
| 7 | Luxembourg | 25.4 | 51.5 |
| 8 | Netherlands | 23.6 | 61.6 |
| 9 | Poland | 23.4 | 56.6 |
| 10 | Bulgaria | 23.3 | 51.8 |
| 11 | Latvia | 23.3 | 50.6 |
| 12 | Belgium | 22.6 | 55.5 |
| 13 | Switzerland | 21.8 | 56.6 |
| 14 | Turkey | 21.7 | 53.5 |
| 15 | Portugal | 21.6 | 52.7 |
| 16 | Lithuania | 21.6 | 56.2 |
| 17 | Italy | 21.4 | 56.2 |
| 18 | Germany | 20.9 | 61.1 |
| 19 | Austria | 20.3 | 59.9 |
| 20 | Czechia | 20.3 | 60.0 |
| 21 | Slovakia | 20.2 | 62.8 |
| 22 | Estonia | 20.2 | 55.6 |
| 23 | Iceland | 20.2 | 54.3 |
| 24 | France | 20.1 | 57.4 |
| 25 | Hungary | 20.0 | 60.0 |
| 26 | Denmark | 19.6 | 58.7 |
| 27 | Slovenia | 18.9 | 63.8 |
| 28 | Norway | 18.0 | 53.2 |
| 29 | Spain | 16.6 | 62.2 |
| 30 | Sweden | 15.8 | 62.0 |
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