Alpine A110 TCe Pure: la prova su strada

Torna la sportiva francese con tutto il suo fascino una guida coinvolgente ed un comfort che non ti aspetti.

Alpine A110 TCe Pure: la prova su strada

Alpine A110 TCe Pure

Design

9

Comfort

8.5

Prestazioni

8.5

Consumi

8

Prezzo

6.5

VOTO Motori.it: 8.1

Pro

Linea, guida, comfort.

Contro

posizione della retrocamera, bagagliaio.

di Valerio Verdone

26 Febbraio 2019

La Alpine A110 è stata un’icona di sportività, una gioia per gli occhi e per la guida, e nel 1973 si è aggiudicata un mondiale rally. Oggi la vettura transalpina rivive in chiave moderna per sfidare vetture del calibro di Alfa Romeo 4C e Porsche 718 Cayman. L’abbiamo provata nell’allestimento Pure, quello più essenziale, per mantenere la massa contenuta a 1.098 kg.

Esterni: un remake ben fatto

Se negli anni ’70 avessero immaginato un’Alpine A110 proiettata al futuro penso che sarebbe stata esattamente così come oggi ci appare davanti ai nostri occhi. Il bianco iridato (optional) mette a nudo il design che si ispira decisamente alla sua progenitrice, soprattutto nel frontale affilato con i doppi fari e nella fiancata che anticipa un posteriore sfuggente. Compatta, è lunga 4,18 metri, non è larghissima, 1,80 metri, ma è bassa quanto basta per essere catalogata come una piccola supercar, precisamente 1,25 metri. Nella zona posteriore spicca il lunotto dalle forme avvolgenti, i gruppi ottici che richiamano quelli della Porsche 911 (991) e lo scarico centrale. Completano il quadro i cerchi da 18 pollici diamantati (optional) che mettono in evidenza le pinze dei freni blu.

Interni: rifinita con cura e comoda per due

L’abitacolo dell’Alpine A110 è più comodo di quanto si possa pensare, e sinceramente è stata una sorpresa scoprirlo così accogliente. È una due posti secchi, quindi bisognerà scegliere accuratamente la persona con cui condividerlo, ma c’è spazio sia per le gambe che sopra la testa. I sedili sono delle vere e proprie opere d’arte che pesano solamente 13,1 kg, il volante sportivo con tanto di punto zero si trova davanti ai paddles del cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti, e la strumentazione digitale cambia a seconda della modalità di guida impostata. Bello ma scomodo per riporre oggetti nella parte inferiore il tunnel centrale, pratico il display dell’infotainment con tanto di telemetria (optional), difficile da comprendere la posizione della retrocamera, al centro della strumentazione, che viene parzialmente occultata dal volante in manovra. Chiaramente, considerata la posizione del motore, centrale posteriore, e la tipologia di auto, il bagagliaio non è molto capiente, con 96 litri al posteriore ed altri 100 litri all’anteriore grazie a due vani difficili da sfruttare al meglio.

Al volante: sensazioni d’altri tempi e un comfort che non ti aspetti

Con il 1.8 turbo da 252 CV e 320 Nm di coppia massima che soffia dietro le spalle, l’Alpine A110 spinge forte e copre lo scatto da 0 a 100 km/h in soli 4,5 secondi, il bello è che in modalità Sport o Track, quest’ultima consigliabile solo in pista, lo scarico scoppietta in rilascio e borbotta come su un’auto da corsa rendendo l’esperienza ancora più coinvolgente. Nonostante la trazione posteriore ed una distribuzione dei pesi che grava per il 56% al posteriore, l’anteriore non si alleggerisce neanche in accelerazione, e mantiene sempre una salda presa sull’asfalto, così si può impostare sempre la migliore traiettoria sfruttando la grande motricità del retrotreno. Con il turbo è meglio non esagerare con il gas in uscita dai tornanti, a meno che non si cerchi un sovrasterzo di potenza, ma in generale il 4 cilindri sovralimentato è fluido non brusco come quelli vecchia maniera. In ogni caso l’Alpine ama la guida pulita e ripaga con un’efficacia rara, ma non disdegna nemmeno quella di forza, anche se in questi frangenti si sente la mancanza di un differenziale autobloccante meccanico. In generale, l’auto è equilibrata, vanta dei freni potenti e modulabili, un cambio ben accordato al motore, ed un assetto ideale per viaggiare su strada, un settaggio che magari in pista sarà un filo morbido, ma tra i tornanti, anche in presenza di fondi dissestati, funziona benissimo. Infatti non distrugge la schiena del guidatore e del passeggero e consente di non perdere la direzionalità come accade su sportive più rigide. Oltretutto, si può viaggiare anche per tanti chilometri con un comfort acustico inaspettato per via di un’insonorizzazione riuscita a velocità costante e consumando relativamente poco, circa 14 km/l.

Prezzo da 56.100 euro

Per entrare in possesso di un’auto che attinge dal passato per guardare al futuro si parte da una base di 56.100 euro, ma il modello del nostro test, equipaggiato di tutto punto, grazie allo scarico sportivo, all’impianto frenante potenziato, al sistema di telemetria e con altri accessori a pagamento, ha un costo di 65.993 euro.

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