Alfa Romeo Giulia Q2 2.2 turbodiesel 180 CV: la prova su strada

La berlina della rinascita del Biscione è ancora più dinamica con il differenziale autobloccante che ne accresce ulteriormente la guidabilità.

E’ stata oggetto di un lungo lancio arrivato dopo un’attesa che ha alimentato ulteriormente le già grandi aspettative degli appassionati, ma poi quando è arrivata ha lasciato tutti a bocca aperta per la sua linea ed ha affascinato clientela ed addetti ai lavori con la sue dinamica di guida. Stiamo parlando dell’Alfa Romeo Giulia che abbiamo provato con il pack performance che annovera anche il differenziale autobloccante, da qui la sigla Q2 che fa bella mostra di sé nella vista posteriore.

Esterni: è sempre un gran bel vedere

C’è poco da fare, il design della Giulia mette tutti d’accordo: il frontale filante con il Trilobo rispolvera la tradizione, lo sguardo è penetrante e poi c’è quella coda accennata che fa tanto berlina sportiva. Bianca è un incanto, soprattutto con i cerchi bruniti ed il tetto scuro. L’assetto e le coperture dalla spalla bassa completano il quadro e fanno in modo che tutti gli sguardi siano per lei quando attraversa la città. Certo, qualcuno potrà dire che le misure sono speculari a quelle della concorrente per antonomasia, la BMW Serie 3, ma è l’interpretazione che conta e all’Alfa Romeo hanno rivisitato il concetto di berlina sportiva nel migliore dei modi. Sono lontani i tempi della mitica 75, ma la Giulia può essere considerata una degna erede che sostituisce le curve agli spigoli; d’altra parte è figlia delle nuove tendenze.

Interni: un abitacolo caldo dal design riuscito

Quello che colpisce una volta a bordo della Giulia è come tutto sia a portata di mano per il guidatore con una plancia moderna ma raccolta che ingloba perfettamente lo schermo da 8,8 pollici (optional). A voler essere pignoli l’area dedicata alla retrocamera potrebbe essere più grande, ma è comunque sufficiente allo scopo. Grazie al pacchetto performance inoltre, troviamo le palette del cambio fisse in alluminio che ricordano tanto quelle già viste su alcune Maserati. La selleria in pelle rossa è di grande effetto e si sposa perfettamente con il bianco dell’esterno. Il divano posteriore risulta comodo per 2 persone, mentre il passeggero centrale ha poco spazio per le gambe, ma c’è la trazione posteriore e questo giustifica la situazione. Ampio il bagagliaio con 480 litri disponibili.

Al volante: è un incanto tra le curve

Quando la Giulia con il differenziale autobloccante Q2 incontra delle curve tutto passa in secondo piano,  o meglio, viene amplificato. Mi riferisco alle sospensioni attive, anch’esse presenti nel pacchetto performance, all’albero di trasmissione in fibra di carbonio ed alla distribuzione dei pesi 50-50. Il fatto è che lo sterzo segue il pensiero in maniera imbarazzante, non sembra una berlina di grande produzione, ma una sportiva raffinata dal prezzo inarrivabile! Il comando è così rapido, preciso e progressivo che può essere solamente lodato, poi con il differenziale autobloccante l’uscita dalle curve non è mai un problema e così ti ritrovi a concentrarti a tal punto sulla guida da dimenticarti persino la destinazione. So che in molti per un’auto così preferiscono il cambio manuale, ma posso assicurarvi che questo automatico ZF ad 8 rapporti non è affatto male, e se in città semplifica la vita, nel misto esalta la ripresa, e poi volete mettere la sensazione di ritrovare le grandi orecchie in alluminio sempre presenti per poter operare anche in curva con tutte e due le mani sul volante? D’accordo, sterzo e cambio sono promossi, ma i freni? Anche in questo caso nessun problema, anche quando si va di fretta: l’auto risponde bene ed il pedale è perfettamente modulabile. Certo, in questo contesto la trazione posteriore lascia libere le ruote anteriori dall’incombenza di trasmettere a terra la cavalleria che, per la cronaca, è di 180 CV, e la coppia di 380 Nm, mentre la geometria a doppi quadrilateri deformabili dell’avantreno è pura poesia ingegneristica. Anche l’asse posteriore non è da meno e sfoggia un validissimo multilink. Ecco, tutti questi fattori fanno della Giulia un’auto dalla dinamica esente da critiche e, messi insieme, su una strada di montagna la rendono devastante, in senso buono s’intende. Così, i 230 km/h di velocità diventano un argomento meno affascinante di cui parlare, al pari dei 7,1 secondi necessari per toccare i 100 km/h con partenza da fermo; mentre i consumi rilevati dal computer di bordo di circa 16 km/l non sono niente male, a patto di non esagerare con il gas: ma questo è sottointeso.

Prezzo: da 40.500 euro

Una Giulia Super, che è l’allestimento che riteniamo più competitivo, ha un costo di partenza di 40.500 euro con questa motorizzazione, a cui vanno aggiunti altri 2.200 euro o 2.500 euro per il pack performance, a seconda che si propenda per il cambio manuale o automatico. È chiaro che nel secondo caso bisogna aggiungere a listino il costo della trasmissione. L’unica pecca è la radio DAB proposta come accessorio a 300 euro così come la connettività ad Apple Carplay, che risulta ordinabile alla stessa cifra.

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