Mazda MX-5 2.0 Sport RF: la prova su strada

Spider o targa? La sportiva giapponese unisce il meglio dei due mondi

Dici Mazda MX-5 e ti aspetti una roadster nuda e cruda, invece ecco che adesso la gamma della vettura giapponese si arricchisce di una variante unica nel suo genere, la MX-5 RF, che sta per Retractable Fastback, con un tetto diviso in tre parti che è un capolavoro d’ingegneria. L’abbiamo provata per capire come va rispetto alla sorella con il soft-top.

Esterni: il Kodo design si evolve

La linea della MX-5 RF riprende i canoni della MX-5 tradizionale, quindi il frontale è spiovente, i fari sono piccoli e cattivi, ed i passaruota consentono al guidatore di mettere nel mirino il punto di corda. Ma già dalla fine della portiera ecco che si nota un cambiamento, non c’è la coda corta e rastremata, ma un montante che si unisce al corrispettivo nell’altra fiancata e custodisce anche un piccolo lunotto. La zona sopra i sedili in configurazione aperta lascia ampio spazio per guidare con il vento tra i capelli, ma chiusa la fa assomigliare ad una coupé, quindi, in sintesi, è assimilabile ad una carrozzeria targa. Ma la questione non è così scontata, perché questa struttura, formata da 3 parti, una in plastica, una in alluminio ed una in metallo, che si apre in appena 13 secondi, tramite l’apposito pulsante, e fino ad una velocità di 10 km/h, comporta un aggravio di peso di soli 45 kg. Ecco, i puristi forse preferiranno il soft top che si può aprire e chiudere anche rimanendo in auto, con un’operazione manuale molto rapida, ma chi predilige del comfort anche su un’auto del genere non può non apprezzare la soluzione della RF.

Interni: due posti secchi che conquistano

La MX-5 RF non cambia rispetto alla sorella convenzionale, la plancia è speculare, così come i sedili in pelle ed Alcantara della variante Sport della nostra prova, mentre tutto è pensato per la guida. Infatti, il volante è perfettamente allineato con la pedaliera, il cambio manuale a 6 marce presenta una leva corta e ben posizionata, e si sta seduti praticamente all’altezza delle ruote delle altre auto. La strumentazione è semplice ed efficace, mentre il sistema multimediale si può gestire attraverso lo schermo in stile tablet che si erge nella parte superiore della plancia. Certo, lo spazio per le gambe per i più alti è un po’ limitato, ma una scoperta lunga 3,92 metri obbliga a qualche compromesso, come la mancanza del cassetto portaoggetti che viene rimpiazzato da 3 vani posizionati dietro i sedili. Ma quali le differenze con la MX-5 che conosciamo? In pratica, con l’auto in configurazione aperta rimane parte della struttura che limita la visuale di tre quarti posteriore e anche dietro, considerando il piccolo lunotto, ma in compenso, offre un maggiore senso di protezione. Il bagagliaio non risente di tutti questi cambiamenti, visto che la differenza della capacità di carico è solo di qualche litro.

Al volante: è sempre lei!

Diciamoci la verità, quello che interessa maggiormente gli appassionati è la dinamica della MX-5 RF, quindi analizziamo il suo comportamento tra le curve. L’auto ha subito dei cambiamenti a livello di telaio, sospensioni e sterzo, ma questo non ha influito più di tanto, anzi, ha reso la sua guida appagante come quella della sorella con il soft top. Le differenze sono minime, non fosse altro per la presenza della struttura posteriore che a capote aperta si fa sentire un po’ tra le curve con qualche vibrazione, la capacità di entrare in curva rapidamente e di uscirne altrettanto bene, la motricità ed il divertimento non variano assolutamente. Insomma, la MX-5 RF non è una MX-5 alterata, ma semplicemente una targa che offre più protezione, perché se aperta lascia trasparire la sensazione di libertà di una roadster, chiusa offre un ambiente più ovattato, e a 130 km/h il confort acustico migliora sensibilmente, senza quei fruscii che sulle lunghe distanze potrebbero pesare sul confort generale. D’altra parte, i 45 kg di peso in più sono difficili da percepire e non alterano le prestazioni che regala il 2 litri aspirato da 160 CV e 200 Nm di coppia massima. L’abbiamo guidata tra i tornanti, in una giornata di sole, e possiamo dire che anche a velocità ridotta, la sua agilità, il suo inserimento in curva naturale e la sua reattività ai comandi ci ha conquistato, di nuovo, facendoci riscoprire quelle sensazioni che solo una scoperta da poco più di 1.100 kg di massa generale sa offrire.

Prezzo: 32.850 euro per comprare un sogno

Il prezzo della 2.0 Sport della nostra prova, nella variante RF, è di 32.850 euro, contro i 30.350 euro della MX-5 2.0 Sport roadster e, tranne l’opzione del tetto nero lucido e della vernice metallizzata non presenta altri optional. Per cui la domanda è? Conviene investire 2.500 euro per avere il tetto rigido a scomparsa della variante “targa”? Il vantaggio potrebbe essere, per chi lo desidera, anche l’abbinamento con il cambio automatico su questa versione, che viene proposto nell’allestimento Exceed (motore 2 litri) con un sovrapprezzo di 2.000 euro, per un totale di 33.150 euro. Quindi, la scelta dipende da quanto siete puristi, ma in ogni caso la RF offre qualche possibilità in più a chi desidera più confort di marcia.

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