Mini Countryman CooperD: la prova su strada

Con le dimensioni maggiorate offre più spazio e diventa un vero SUV

La Mini Countryman è stata subito apprezzata dalla clientela del brand inglese, perché è riuscita a traslare su un’auto a baricentro alto le qualità della Mini tradizionale. In pratica, ha adattato il concetto Mini ad un segmento di mercato in continua ascesa. L’abbiamo provata con il motore 2 litri turbodiesel da 150 CV abbinato al cambio automatico ad 8 rapporti.

Esterni: inconfondibilmente Mini

Anche se è tutta nuova, la Mini Countryman ricorda molto il modello precedente, e risponde più all’esigenza di puntare sul family feeling che alla decisione di un cambio radicale. D’altra parte, un’auto di successo può essere evoluta senza stravolgimenti, almeno nelle linee principali. Infatti, analizzando i dettagli si scoprono nuovi gruppi ottici, tanti particolari di nuova concezione, ma soprattutto, si percepisce una lunghezza cresciuta di ben 20 cm e una larghezza incrementata di 3 cm, anche se quello che fa la differenza è il passo più lungo di 7,5 cm. Con i tipici adesivi sul cofano ed il tetto bianco che contrasta con la colorazione azzurra dell’esemplare in prova il suo spirito è inequivocabilmente Mini e questo è un dettaglio non trascurabile che sicuramente sarà apprezzato dagli estimatori del marchio.

Interno: schermo touch e tanto spazio in più

L’abitacolo della Countryman di nuova generazione non può prescindere dalla strumentazione tondeggiante e dal grande display centrale (in opzione da 8,8 pollici) che adesso è diventato anche touch, ma non rinnega la tradizione per via del controller con tanto di touchpad presente sul tunnel centrale. Le bocchette diventano rettangolari, mentre cambia anche la disposizione dei comandi sulla parte centrale della plancia. Non manca davvero niente sul “nostro” esemplare: accessoriato a dovere, con tanto di sedili in pelle trapuntati, head-up display e luci ambientali cangianti persino di fronte al passeggero. Scompare il tunnel scorrevole che la faceva apparire come una 2+2 per famiglia, e c’è più spazio dietro grazie al passo maggiorato. Inoltre, il divano posteriore può scorrere di 13 cm, a tutto vantaggio dello spazio per i bagagli che va dai 450 litri fino ai 1390 litri.

Al volante: divertente come sempre

La Mini Countryman è cresciuta nelle dimensioni e sottopelle c’è la stessa piattaforma Ukl2 della BMW X1, la trazione dell’esemplare in prova è integrale ad inserimento automatico e sfrutta il lavoro di una frizione multidisco a comando elettrico che si trova nel differenziale posteriore. In questo modo non c’è bisogno che avvenga uno slittamento di una ruota anteriore (di base la trazione è all’avantreno) per attivare il necessario trasferimento di coppia. Così l’auto consente di guidare tra le curve, all’occorrenza selezionando la modalità di guida più sportiva, ma mantiene sempre la traiettoria, sfruttando ognuno dei 330 Nm disponibili. Il 2 litri turbodiesel da 150 CV spinge sempre forte, e, abbinato al cambio automatico ad 8 rapporti, consente di riprendere velocità molto rapidamente, a tutto vantaggio della dinamica di guida. Le prestazioni non sono niente male, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h coperta in 8,8 secondi ed una velocità massima di 205 km/h. Soprattutto se si pensa ai consumi che si attestano sui 16 km/l senza guidare in modo parsimonioso.

Prezzo: da 31.450 euro

Per mettere in garage una Mini Countryman CooperD All4 bisogna considerare un range di prezzi che vanno dai 31.450 euro ai 36.000 euro, ma ovviamente il costo sale scegliendo il cambio automatico, gli interni in pelle e i tanti altri accessori disponibili. Certo, sulle variati più costose alcuni potrebbero essere di serie, come l’head-up display proposto a 600 euro, mentre delle chicche, quali la proiezione del logo in notturna (250 euro), diventano imprescindibili per distinguersi.

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Pro

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