Skoda Superb: quando contano le dimensioni

Luca Gastaldi
27 Maggio 2010
Skoda Superb: quando contano le dimensioni

Abbiamo provato la Skoda Superb: un’ammiraglia “tutta sostanza” carattezzita da contenuti interessanti e da interni davvero molto confortevoli

Abbiamo provato la Skoda Superb: un’ammiraglia “tutta sostanza” carattezzita da contenuti interessanti e da interni davvero molto confortevoli

Al top della gamma Skoda

Nel 1934 la Skoda utilizza per la prima volta il nome Superb per un modello di sua produzione. Si tratta di un’ammiraglia, anzi, di una vera e propria limousine. Viene prodotta fino al 1949 in diverse versioni, molte delle quali allestite in pochi o unici esemplari da carrozzieri che ne utilizzano il nudo telaio dotato unicamente della meccanica fornita dalla fabbrica ceca di Mlada Boleslav. La Superb ricompare poi nel 2001, mantenendo inalterata la sua funzione al top della gamma Skoda e in occasione del Salone di Ginevra del 2008 si rifà il trucco per rimanere al passo coi tempi. L’ultima novità risale invece al settembre 2009, quando al Salone di Francoforte si fa largo, per la prima volta, la riuscita versione Wagon. Rimanendo sul concetto originario che vuole la Superb in versione berlina, abbiamo provato il modello 2.0 TDI CR Ambition 4×4 FAP, in vendita a 32.170 euro chiavi in mano.

Le principali novità rispetto al passato

La Skoda Superb è un’auto “tutta sostanza“, quindi non fatevi scoraggiare dall’apparenza. Una berlina – la storia insegna – ha i suoi limiti. Non c’è molto da inventarsi per disegnare una bella tre volumi e il discorso si complica ancor di più quando si ha di fronte una… lunga berlina. L’ultima Superb ha acquisito l’estetica che contraddistingue l’intera gamma Skoda. Nella parte anteriore la calandra sfoggia un disegno fortemente tridimensionale, con la elegante cornice cromata che conferisce profondità ed espressività. Le linee sono decisamente orizzontali, ma il taglio dei fari particolarmente riuscito rende molto dinamico il frontale della Superb. La fiancata non fa però nulla per nascondere la lunghezza del passo. È lineare, il padiglione fa una curva morbiba e allungata per unirsi alla sezione posteriore. In questa zona, rispetto alla precedente versione, la targa è “scivolata” sul paraurti, lasciando spazio al grande logo Skoda, alle scritte identificative e ai gruppi ottici, le cui dimensioni – fin troppo generose – penalizzano a nostro avviso il design della vettura. Sulle portiere posteriori spicca lo spigolo disegnato dal terzo finestrino: stilisticamente è ben eseguito, ma all’atto pratico risulta molto invadente quando si apre la portiera.[!BANNER]

Davvero interessante invece la novità introdotta dal portellone “TwinDoor” con sistema brevettato di apertura multifunzionale: un sistema molto utile quando si deve sfruttare in profondità o in altezza l’intero bagagliaio. Un breve lampeggio del terzo stop situato sul lunotto indica infatti il momento in cui i motori elettrici hanno bloccato il meccanismo di chiusura delle due sezioni che permettono l’apertura sia come un baule tradizionale, sia inglobando il lunotto, come avviene sulle normali vetture due volumi.

Skoda Superb: limousine tuttofare

A parità di lunghezza con il modello precedente, la nuova Superb aumenta lo spazio interno grazie al motore in posizione trasversale e al conseguente spostamento del cambio. Ci si trova in un ambiente che realmente trasmette la sensazione di spazio e comodità, facendo sentire chiunque a proprio agio. Nonostante il nome, la Superb non è snob, non è opulenta né negli allestimenti né nell’estetica. Ecco, quindi, che lo spazio fa rima con funzionalità, senza troppe ricercatezze stilistiche.

Il cruscotto, dalla forma ondulata, raggruppa in modo logico gli elementi di comando in distinte unità funzionali. Tutti i dispositivi principali sono concentrati intorno al volante, in modo da consentire un accesso veloce grazie alla disposizione razionale che impedisce attivazioni errate dei comandi.

Nella consolle centrale trova posto il nuovo sistema di navigazione satellitare Columbus (dotato di touch screen e hard disk da 30 GB, ma con una grafica discutibile) e il climatizzatore automatico a due zone. Di facile lettura e piacevole disegno gli strumenti a disposizione del guidatore.

Se per i passeggeri anteriori non manca lo spazio per le gambe, per quelli posteriori la questione non si pone nemmeno. Aprendo lo sportello, e scoprendo di quando spazio possono godere i passeggeri, vien voglia di assumere uno chauffeur per farsi accompagnare ovunque. Starsene seduti, gambe allungate, giornale aperto e fare invidia ai passeggeri del Freccia Rossa. Prima classe, naturalmente.

Nonostante questa versione sia a trazione integrale, il tunnel centrale della trasmissione non è invadente. Questo particolare, unito ad un divano lineare, permette la comoda sistemazione di tre persone adulte. Bagagli a volontà, infine, grazie ai 565 litri di capacità offerti dal bagagliaio che, abbattendo completamente lo schienale dei sedili posteriori, diventano ben 1.670.

Una perfetta berlina per i lunghi viaggi

Con la trazione integrale a disposizione, questa Superb non teme alcun viaggio. Certo la città non è il suo habitat ideale: le dimensioni sono impegnative (soprattutto per i parcheggi), i consumi si impennano e al posto del cambio manuale ci vorrebbe quello automatico. In condizioni “extra urbane” si può comunque apprezzare la notevole coppia motrice (350 Nm tra i 1750 e i 2500 giri/minuto) che facilita l’utilizzo dei rapporti più alti.

Interessante il sistema delle “luci intelligenti” AFS (Adaptive Frontlight System) che agisce sui fari anteriori bixeno. A velocità ridotta (15-50 km/h) si attiva la “luce da città” con i fendinebbia attivi e il cono luminoso dei fari si amplia per illuminare i bordi della carreggiata. A partire dai 90 km/h agisce la funzione “autostradale” e il cono luminoso si alza mandando il fascio luminoso in profondità. In caso di pioggia, poi, una particolare impostazione riduce il riflesso della luce sulle gocce d’acqua.[!BANNER]

La motorizzazione che abbiamo provato – 4 cilindri turbodiesel due litri da 170 CV – ci è sembrata un’ottima soluzione per abbinare al meglio prestazioni e comfort. Trattandosi comunque di una grande berlina alla quale non si richiede la pole position sul circuito di Monza né il miglior tempo in una prova speciale del rally di Montecarlo, vi consigliamo di valutare nella scelta anche il propulsore da 140 CV, non disponibile in abbinamento alla trazione integrale, ma offerta a 29.000 euro a parità di allestimento.

In prova Skoda Superb 2.0 TDi 4x4

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