Renault Captur 1.5 dCi 115 Intens: la prova su strada

Ecco la nostra prova della versione diesel della Captur, rivolta a chi percorre molti chilometri ma non rinuncia a stile e comfort.

La Renault Captur è diventata ibrida plug-in e presto arriveranno anche altre varianti elettrificate senza spina, ma intanto la gamma del B-SUV della Losanga annovera anche l’erroneamente osteggiato motore diesel che, con i suoi 115 CV, fa sempre la sua figura, e consente di ridurre in maniera significativa le soste dal benzinaio rispettando nel contempo la severa normativa Euro 6 d-temp. L’abbiamo provato in abbinamento al cambio manuale, per scoprire come va questa unità destinata a chi macina tanti chilometri ogni giorno.

Esterno: evoluta ed equilibrata come le sorelle a benzina

L’estetica della Captur di nuova generazione non cambia in base alla motorizzazione presente sotto il cofano, per questo la variante a gasolio della nostra prova non differisce da quella a benzina testata qualche mese fa. Il design evolve in maniera significativa quello del modello precedente con un frontale in cui spiccano nuovi gruppi ottici, un cofano con linee più incisive e delle prese d’aria che convogliano realmente l’aria davanti ai passaruota per migliorare l’aerodinamica. Mentre la fiancata mette in mostra un tetto spiovente ed i cerchi in lega da 18 pollici diamantati, e la vista posteriore dei nuovi gruppi ottici a tutta larghezza.

Interno: qualità hi-tech

Con una lunghezza cresciuta di 11 cm a cui corrisponde un incremento del passo di 3 cm, l’abitacolo offre più spazio, in particolare nella zona posteriore, nella quale troviamo anche le bocchette d’areazione, e dove il divano scorrevole di 16 cm riesce a rendere ancora più sfruttabile il bagagliaio cresciuto fino a 536 litri. La plancia è stata rinnovata, la zona del cambio appare rialzata ed ospita anche l’alloggiamento per lo smartphone, ma è la qualità dei materiali ad aver fatto un notevole passo avanti. La strumentazione è digitale e sfrutta un display da 10,2 pollici, mentre un altro schermo da 9,3 pollici si erge sulla plancia e consente di sfruttare il sistema d’infotainment con una sim interna che si aggiorna automaticamente e gratuitamente per 3 anni connettendosi alla rete. Non manca la connessione con gli smartphone per replicare le icone delle app più utilizzate, e la possibilità di avere la ricarica wireless.

Al volante: un diesel pulito, parco e brillante

Sotto il cofano della Captur della nostra prova c’è il collaudato 1.5 dCi da 115 CV omologato Euro 6 d-temp, che sfrutta un sistema di riduzione catalitica selettiva per abbattere le emissioni, quindi è un’unità diesel pulita che non teme il confronto con le alimentazioni a benzina più recenti e può essere scelta serenamente anche al posto di una variante elettrificata. Con il cambio manuale a 6 rapporti si lascia guidare con una certa disinvoltura, sfruttando al meglio i 260 Nm di coppia massima disponibili già a meno di 2.000 giri, ma per chi predilige il comfort c’è anche la possibilità di abbinare la motorizzazione in questione alla trasmissione a doppia frizione EDC. In ogni caso, i consumi sono davvero contenuti, tanto che si percorrono in media circa 20 km con 1 litro di gasolio, e sulle strade extraurbane si può fare anche meglio. La tenuta di strada è speculare a quella della versione a benzina, quindi appoggi sicuri, rollio mai troppo evidente, e una piacevole agilità sul misto. Non male il comfort, grazie ad un buon assorbimento delle asperità e ad una valida insonorizzazione. In questo quadro decisamente positivo, avvalorato dalla presenza degli ADAS di livello 2, stona la presenza dei freni a tamburo posteriori, anche se gli spazi d’arresto nell’utilizzo quotidiano sono risultati sempre contenuti.

Prezzo: da 25.150 euro

La variante Intens della nostra prova con il cambio manuale ha una dotazione importante, che annovera accessori quali i cerchi da 17 pollici, il climatizzatore automatico, i sensori anteriori e posteriori e la parking camera, ed ha un costo di partenza di 25.150 euro. Ma attingendo alla lista degli optional la soglia dei 30.000 euro non è così lontana come può sembrare.

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