Ferrari F8 Spider: la prova su strada

Abbiamo guidato la variante Spider della F8 Tributo che ha il fascino particolare della guida a cielo aperto.

L’estate, il sole, il giallo di una Ferrari da guidare con il vento tra i capelli, difficile desiderare di più, soprattutto quando si tratta di una F8 Spider, sorella a cielo aperto di quella F8 Tributo, che tanto mi aveva appassionato circa un mese fa. Quasi quasi mi do un pizzicotto sulla guancia, perché sono le 6 del mattino e ancora non so sto sognando, o se ho fatto le ore piccole per raggiungere la location che avevo scelto per il video a notte fonda. L’odore di un caffè atteso come l’acqua nel deserto mi conferma che è tutto vero, e non mi risveglio con un volante immaginario tra le mani. Avevo una voglia matta di provarla per scoprire le differenze nascoste da una linea che non risente minimamente dell’istallazione di un tetto rigido capace di ritrarsi in pochi istanti per lasciare che il cielo entri nell’abitacolo. Dopo averla tanto desiderata è arrivata in redazione, e adesso è qui, pronta a svelarci tutti i suoi segreti.

Si scopre per sedurre in 14 secondi

E’ un gioco di sensazioni, di seduzione, quello che la F8 Spider compie in appena 14 secondi, tanto impiega il tetto metallico a scomparire nel suo alloggiamento per lasciare che la linea diventi un tutt’uno con il paesaggio. C’è da rimanerci carichi di stupore come Marcello Mastroianni davanti ad una Sophia Loren all’apice della sua bellezza, in “Ieri, oggi, domani”. L’operazione si compie anche in movimento, fino a 45 km/h, per evitare di bagnarsi completamente in caso di un improvviso acquazzone estivo, ma la trasformazione è così incantevole che ogni occasione è buona togliere il tetto alla F8 Spider. In questo frangente, i prolungamenti della carrozzeria dietro i poggiatesta fanno tanto barchetta anni ‘60, ma è inevitabile che la versatilità porta a qualche rinuncia, come l’abbandono del lunotto in Lexan della coupé. Comunque, adesso la copertura del motore è più intrigante con le nuove aperture, sei feritoie incastonate in elementi neri, che si armonizzano alla perfezione con i doppi fari circolari e lo spoiler posteriore. Davanti l’S-Duct dona più carattere al frontale, che è speculare a quello della vettura con tetto fisso. E a proposito della copertura, questa si armonizza alla perfezione con la linea dell’auto quando è chiusa, per cui si fa fatica a comprendere che è una Spider, visto che la zona posteriore con il piccolo lunotto verticale richiama quella delle Ferrari anni ‘80. Con il soft top non sarebbe stata la stessa cosa, e si sarebbe persa quella poesia stilistica che dalle parti di Maranello sanno recitare alla perfezione. Gialla, cattura la luce delle stelle di notte e riflette quella del sole di giorno, per cui invito tutti coloro che pensano che le Ferrari debbano essere solamente rosse, a vederla dal vivo, per capire quanto sia strepitosa questa livrea su una scoperta del Cavallino Rampante.

Interno: cucita addosso al guidatore e connessa con il mondo

Con la luce che filtra da ogni dove, l’abitacolo mette in mostra ogni dettaglio, e c’è da perdersi nell’osservazione alla stregua di un archeologo alle prese con la scoperta di una città nascosta. I nuovi sedili sono sportivi e accoglienti allo stesso tempo, consentono di lavorare bene con le gambe senza sfiorare il fantastico volante rubato al mondo delle corse e presentano degli accenti gialli che richiamano con stile la livrea esterna. Il giallo si ritrova anche sulle cuciture della plancia e del tunnel centrale, mentre la fibra di carbonio e l’Alcantara donano un tocco racing all’insieme. Quel contagiri analogico è un elemento che rappresenta la congiunzione con le Ferrari del passato, e i due schermi al suo fianco traghettano il quadro strumenti verso il futuro. Non c’è ancora quell’effetto totalmente hi-tech della SF 90 Stradale e della Roma, e va bene così, la F8 Spider, come la sorella a tetto chiuso, rappresenta l’ultimo baluardo delle sportive V8 ad altissime prestazioni made in Maranello che ancora non hanno ceduto all’elettrificazione. Il volante quindi è prodigo di pulsanti ma ma non presenta i tasti a sfioramento e nemmeno una grafica rinnovata del manettino che è sempre lì al suo posto, sulla destra nella razza centrale, e svolge perfettamente la sua funzione di misuratore del tasso di coraggio, perché consente di guidare a briglie sciolte, sempre che abbiate una sensibilità per non fare imbizzarrire i 720 CV della Ferrari in questione. La modernità è espressa dal display davanti al passeggero, così che quest’ultimo possa rendersi conto anche a livello numerico dell’azione dinamica in corso. Poi ci sono loro, le grandissime palette del cambio, perché non ci si dimentichi che questa Ferrari ama essere guidata in manuale come le Formula 1. D’altra parte, è stata proprio la rossa a far esordire tra le monoposto della massima formula il cambio al volante ai tempi di John Barnard.

Al volante: è subito Miami Vice

Una volta riposto il tetto nel suo alloggiamento, volevo solamente premere quel pulsante rosso che da vita al V8 sovralimentato, per assaporarne ogni sfumatura di sound con il vento tra i capelli, magari approfittando della presenza di qualche galleria per amplificarne i benefici effetti e produrre quantità industriali di serotonina. Così, trovata la prima scusa per allontanarmi dalla squadra, sono riuscito a ricavarmi qualche attimo d’intimità con la F8 Spider. Con l’abitacolo aperto ogni sensazione si moltiplica: quella di velocità, con il vento che ti scompiglia i capelli e genera piacevoli vortici di piacere; quella relativa al sound, perché non c’è filtro tra il padiglione auricolare e lo scarico con collettori in Inconel; e quella dinamica, visto che tutto viene amplificato e si percepiscono anche i sassolini che battono ribelli sul sottoscocca. Con 50 CV in più, 20 kg in meno, ed un’efficienza globale migliorata del 10% rispetto alla 488 Spider, questa F8 a cielo aperto è ancora più devastante della sua progenitrice per via del suo V8 3.9 biturbo capace di sprigionare 720 CV e 770 Nm di coppia massima per una potenza specifica di ben 185 CV/litro. Se si tiene premuto il piede sul gas i 100 km/h con partenza da fermo vengono bruciati in soli 2,9 secondi, mentre la velocità massima è spaziale: 340 km/h. Sono stati tanti gli interventi su un motore che era già allo stato dell’arte, e tra questi troviamo l’adozione di polmoni e collettori di aspirazione specifici con fluidodinamica ottimizzata, e le bielle in titanio. Tutto questo lavoro ha influito sulla potenza complessiva e sull’erogazione priva di buchi, progressiva, e rispondente agli input del piede destro alla stregua di un aspirato. Certo, alla Ferrari hanno lavorato sodo, ma tradotto in sensazioni, si percepisce che l’auto è più equilibrata, raffinata, ed efficace del modello precedente. Basta un piccolo nastro d’asfalto rettilineo per scaricare in sicurezza la potenza sulle grandi ruote posteriori, perché il cambio a doppia frizione a 7 rapporti è fulmineo al pari del motore nel prendere giri, ma l’ingresso in curva è più incisivo di quello della 488 Spider, e la percorrenza diventa ancora più entusiasmante, soprattutto con il manettino in Race in cui entra in gioco il Ferrari Dynamic Enhancer Plus, che aiuta a gestire la dinamica laterale con l’elettronica dell’SSC 6.1 tanto sofisticata quanto difficile da percepire. Insomma, la Ferrari F8 Spider ti mostra il lato oscuro della forza ma non ti trascina verso il punto di non ritorno, anzi, ti consente di sfruttare un potenziale incredibile in una maniera inimmaginabile fino a qualche anno fa. I kg in più rispetto alla F8 Tributo ci sono, è inutile negarlo, ma su strada non c’è una differenza così importante nella dinamica da rinunciare all’emozione della guida a cielo aperto, a meno che non siate dei puristi incalliti con un’inguaribile predilezione per le coupé, oltre che degli assidui frequentatori di circuiti nei track-day. Il fatto è che le sensazioni trasmesse dalla scoperta di Maranello sono uniche, perché basta far sparire il tetto è si entra in scena, si diventa protagonisti di un episodio di Miami Vice personale, e anche se non si possiedono i capelli ed il fascino di Don Johnson, la F8 Spider risveglia il Sonny Crockett che è in ognuno di noi. Forse è questo il valore aggiunto della variante aperta della F8, la sua capacità di trasportarvi, altrove, in una dimensione hollywoodiana, portandovi direttamente al centro della scena!

Prezzo: 262.000 euro

Una Ferrari è costosa, si sa, e 262.000 euro sono la cifra richiesta per entrare nel novero dei fortunati possessori della F8 Spider. Se ne avete la possibilità prendetela gialla, non scegliete la sicurezza del rosso, e non cercate di rendere il suo fascino meno urlato con una livrea neutra. La F8 aperta vuole gridare al mondo la sua esuberanza tramite il V8, vi metterà al centro dell’attenzione, e vi farà apparire come una star anche nel percorso casa-ufficio, ma è la sua natura, e va assecondata, così vi regalerà il sole ogni giorno, anche quando tirerete su il tetto rigido durante un temporale.

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Pro

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