Renault Captur 1.3 Tce EDC 130: la prova su strada

Al volante del nuovo B-SUV della Casa francese completamente rinnovato e cresciuto nelle dimensioni e nella qualità generale

Squadra che vince non si cambia, recita un famoso proverbio calcistico, piuttosto si migliora con innesti mirati senza snaturarne le caratteristiche generali. Ed è proprio quello che ha fatto la Renault con la Captur che, pur essendo tutta nuova, risulta immediatamente identificabile. Quindi una rivoluzione silenziosa per rimanere al vertice nella categoria dei B-SUV. L’abbiamo guidata con il 1.3 Tce da 130 CV abbinato al cambio automatico a 7 rapporti.

Esterni: è tutta nuova ma è sempre lei

Cresce in lunghezza, precisamente di 11 cm, vanta un passo superiore di 3 cm, e sfrutta la nuova piattaforma CMF-B, ma nelle proporzioni la nuova Captur ricorda il modello precedente per non perdere quel feeling stilistico con la clientela. Chiaramente, un occhio allenato riesce a scorgere tutte le novità stilistiche come i fari anteriori, le prese d’aria davanti ai passaruota, ed un cofano motore con linee marcate. Rispetto alla Captur di prima generazione troviamo anche una linea di cintura più alta, un tetto più spiovente e nuovi gruppi ottici posteriori che enfatizzano la larghezza della vettura.

Interni: più spazio e maggiore qualità

Le dimensioni più ampie ed il passo allungato hanno giovato all’abitabilità, soprattutto per i passeggeri posteriori che godono anche di bocchette d’areazione dedicate, mentre il bagagliaio è arrivato a ben 536 litri ed ha una capacità di carico variabile per via del divano posteriore scorrevole di 16 cm. In questo contesto spiccano la strumentazione digitale da 10,2 pollici nella quale si possono consultare anche le mappe del navigatore ed l’ampio display da 9,3 pollici del sistema multimediale in grado di aggiornarsi in autonomia e gratuitamente per 3 anni grazie alla connessione alla rete. Ovviamente, non manca la compatibilità con gli smartphone per i quali è stato realizzato l’alloggiamento di fronte alla leva del cambio. Anche il disegno della plancia è stato rivisto, si percepisce la presenza di materiali di qualità decisamente più elevata rispetto al modello precedente, e nel contesto generale è posta in evidenza la zona del cambio rialzata. Nel complesso, si registra un miglioramento generale piuttosto corposo, apprezzabile sotto ogni punto di vista.

Al volante: briosa e sicura nella dinamica

Una volta in movimento, la Captur di nuova generazione mette in mostra qualità dinamiche degne di nota: l’inserimento in curva è rapido, la stabilità è a prova d’errore ed il volante preciso e progressivo. Merito della piattaforma CMF-B ereditata dalla nuova Clio. Migliora anche il comfort acustico, ma l’assetto non sempre filtra al meglio le asperità più marcate. Brillante e corposo nell’erogazione il quattro cilindri 1.3 sovralimentato da 130 CV e 240 Nm di coppia massima che sfrutta al meglio le qualità del cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti, il quale manifesta un leggero trascinamento solamente quando si richiama a rapporto tutta la cavalleria in maniera repentina. Brillante, con uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in 9,6 secondi, la Captur con il 1.3 Tce percorre in media 15 km/l. Curata la sicurezza attiva con gli ADAS di livello 2, il sistema di riconoscimento dei segnali stradali, ed il monitoraggio dell’angolo cieco.

Prezzo: da 24.900 euro

La nuova Renault Captur spinta dal 1.3 Tce da 130 CV e dotata di trasmissione automatica a doppia frizione a 7 rapporti nell’allestimento Intens della nostra prova ha un prezzo di 24.900 euro. Purtroppo non è possibile dotarla dell’extendend grip che era presente sul modello precedente e rendeva più semplice affrontare i percorsi sterrati.

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