Suzuki Baleno 1.2 Dualjet Hybrid B-Top: la prova su strada

Abbiamo guidato la Baleno ibrida, che offre una guida agile e confortevole vantando nel contempo consumi decisamente contenuti, ad un prezzo appetibile.

In un mercato in cui arrivano continuamente nuove proposte, la Suzuki risponde con vetture pratiche ed intelligenti come la Baleno che, nella variante ibrida, trova la sua espressione più valida. L’abbiamo provata su percorsi extraurbani ed in città per scoprire come va nella vita di tutti i giorni.

Esterni: originale e ben proporzionata

La Baleno ha una linea originale, con forme tondeggianti ed un frontale carico di personalità grazie ai gruppi ottici che si slanciano sui passaruota e ad una calandra che si restringe nella parte centrale fungendo da ideale prolungamento del cofano motore. La fiancata è dominata da una linea di cintura bassa, in controtendenza rispetto alle scelte attuali dei designer, ma che assicura un’ampia visibilità nel traffico. Nella vista posteriore i montanti che scendono verso il basso con una curvatura accentuata le conferiscono un piacevole effetto coupé. Il tutto è arricchito dalle cromature disseminate lungo la carrozzeria. L’auto è lunga 4 metri, quindi l’ideale per essere anche l’unica vettura di famiglia e per muoversi senza impaccio in città.

Interni: tanto spazio per passeggeri e bagagli

La Baleno vanta un’abitabilità da riferimento, perché c’è tanto spazio interno, sia davanti che dietro, dove trovano posto tranquillamente 3 passeggeri. Inoltre, sopra la testa ci sono diversi centimetri utili e sembra di essere su un’auto di segmento C piuttosto che su una vettura di segmento B. La visibilità è ottima, grazie alla già citata linea di cintura bassa ed il bagagliaio da 355 litri è ampio e ben sfruttabile. Certo, le plastiche della plancia potrebbero essere più curate, ma gli assemblaggi sono precisi e c’è tutto quello che serve: una strumentazione completa che aiuta a tenere sotto controllo il livello di carica della batteria,  uno schermo dell’infotainment da 7 pollici e persino i sedili riscaldabili.

Al volante: comoda, silenziosa, e parsimoniosa

La Baleno è un’ibrida furba, perché il motore termico viene associato ad un generatore integrato tramite una cinghia, che viene utilizzato come motorino d’avviamento, contribuisce alle ripartenze, alla fase d’accelerazione, e non sottrae spazio al bagagliaio visto che la batteria agli ioni di litio è posizionata sotto il sedile di guida. Al volante la natura ecosostenibile non emerge come in alcune concorrenti, e questo è un complimento, considerando che si guida in maniera speculare ad una vettura convenzionale, eppure qualcosa lavora dietro le quinte, e consente di risparmiare carburante contenendo le emissioni. Ovviamente dobbiamo dire che non si tratta di una meccanica full hybrid, come quella di Toyota per intenderci, ma solo mild hybrid o ibrido leggero. Il consumo medio rilevato è di circa 19 km/l e scorrono diversi chilometri prima di tornare a fare una sosta dal benzinaio. Un altro dato positivo è che la Baleno vanta comandi leggeri, si muove agile in città ed offre grande comfort anche quando si affrontano percorsi extraurbani e autostradali. Insomma, è un’auto di sostanza, dove anche il cambio manuale non affatica, per merito di una frizione leggerissima, magari si avverte la mancanza della sesta marcia, ma dopo qualche chilometro ci si fa l’abitudine.

Prezzo: da 17.600 Euro

Un’auto mild hybrid con una dotazione completa a meno di 18.000 euro, questa in sintesi la Baleno della nostra prova, che annovera tra gli accessori di serie il cruise control adattivo, la retrocamera ed i cerchi in lega. Partendo da queste considerazioni, il prezzo di 17.600 Euro appare decisamente vantaggioso per chi cerca un’auto di sostanza e al passo con i tempi.

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Pro

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