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Tesla Full Self Driving passa all’abbonamento: cosa cambia dal 2026

Di Fabrizio Gimena
Pubblicato il 14 gen 2026
Tesla Full Self Driving passa all’abbonamento: cosa cambia dal 2026
Dal 14 feb 2026 Tesla offrirà il Full Self Driving solo con abbonamento mensile. Cosa cambia per i clienti, i prezzi e l'indagine NHTSA.

La notizia che scuote il mondo dell’automotive arriva direttamente da Tesla, e questa volta la rivoluzione non riguarda una nuova batteria, né l’ennesimo aggiornamento software che promette di cambiare le regole del gioco. No, stavolta la svolta è tutta commerciale, ma avrà effetti a cascata sull’intero ecosistema della mobilità intelligente. Dal 14 febbraio 2026, il pacchetto Full Self Driving – il celebre sistema di assistenza alla guida che da anni fa discutere per ambizioni e limiti – non sarà più acquistabile con una formula “chiavi in mano”. Addio al pagamento una tantum, da circa 8.000 dollari, e benvenuto al nuovo modello a abbonamento mensile, fissato a 99 dollari. Un cambiamento che non solo ridefinisce il rapporto tra cliente e tecnologia, ma apre interrogativi profondi sul futuro della guida autonoma e sulla strategia del visionario Elon Musk.

Chiariamo subito un punto: questa nuova politica riguarda solo i nuovi clienti. Chi ha già sborsato l’ingente cifra per il pacchetto FSD, potrà continuare a usufruirne senza ulteriori costi ricorrenti. Un segnale, questo, che Tesla intende tutelare la fiducia degli early adopter, pur scegliendo di abbracciare un modello di business che punta tutto sulla prevedibilità dei flussi di cassa e sulla monetizzazione continua. Un’idea, in fondo, che non è nuova nell’universo digitale, dove i servizi in abbonamento – dai software ai contenuti streaming – sono ormai la regola. Ma qui, la posta in gioco è più alta: si parla di sicurezza stradale, di responsabilità pubblica, di standard tecnologici ancora in divenire.

Elon Musk, con la consueta disinvoltura che lo contraddistingue sui social, ha motivato la scelta con la necessità di finanziare in modo più stabile la ricerca e lo sviluppo di un sistema che, nonostante il nome altisonante, rimane tutt’oggi un assistente alla guida e non un pilota automatico vero e proprio. Il Full Self Driving include funzionalità come il cambio di corsia automatico, la navigazione in ambito urbano, la lettura di segnali stradali e semafori, ma richiede sempre e comunque la supervisione attiva del conducente. E qui sta il nodo: la tecnologia, pur avanzata, non è ancora “full” nel senso letterale del termine. Una realtà che molti clienti faticano ad accettare, abituati alla narrazione di un futuro a portata di mano.

Non è un caso, infatti, che il software sia finito sotto la lente della NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration), l’agenzia federale americana per la sicurezza stradale. Sono ben 2,88 milioni i veicoli coinvolti nell’indagine, con decine di segnalazioni di potenziali violazioni. Un dato che mette in evidenza quanto la partita della guida autonoma sia ancora tutta da giocare, tra innovazione tecnologica e responsabilità normativa. In questo contesto, la scelta di legare l’accesso al FSD a un abbonamento mensile rappresenta un banco di prova cruciale: da un lato, abbassa la soglia d’ingresso per chi vuole testare le potenzialità del sistema senza esporsi subito a un esborso importante; dall’altro, rischia di scoraggiare chi cerca una soluzione definitiva, senza il pensiero di un canone fisso da aggiungere alle spese dell’auto.

La reazione del mercato, come spesso accade quando si parla di Tesla, è divisa. C’è chi vede nell’abbonamento mensile una democratizzazione dell’accesso alla tecnologia, un modo per ampliare la base utenti e accelerare la raccolta di dati utili a migliorare il sistema. Altri, invece, sottolineano come la formula possa essere percepita come una perdita di valore, soprattutto se si considera che il Full Self Driving non garantisce ancora l’autonomia totale. E in mezzo, le associazioni per la sicurezza stradale che chiedono a gran voce maggiore trasparenza sugli standard di certificazione e sulla reale efficacia del software.

 

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