Opel: 120 anni di evoluzione dei gruppi ottici

Dalla Patentmotorwagen “System Lutzmann” alla Insignia di nuova generazione la Casa del Fulmine ha innovato i gruppi ottici delle sue vetture.

Opel: 120 anni di evoluzione dei gruppi ottici

di Valerio Verdone

17 Febbraio 2019

Opel da oltre un secolo è un brand particolarmente attento all’illuminazione dei suoi veicoli, già dalla Patentmotorwagen “System Lutzmann” del 1899 infatti aveva a cuore questo aspetto della sicurezza. Un punto fermo che è stato sviluppato ulteriormente sviluppato con la Kapitän e la Opel GT, che sfoggiava i leggendari fari anteriori a scomparsa, fino ad arrivare alle attuali Opel Astra e Insignia che possono contare sui rivoluzionari fari anteriori IntelliLux LED matrix.

Tutto è cominciato oltre 120 anni fa, quando al posto dei fanali le automobili avevano delle lanterne posizionate nella parte anteriore della vettura, elementi necessarie per essere visti dagli altri. Poi, alla fine del XIX secolo, la Opel Patentmotorwagen “System Lutzmann” fece un passo avanti, facendo diventare le candele parte dei fari anteriori posizionandole in un alloggiamento sopra il quale era montato il “faro anteriore”, ovvero un contenitore di vetro con uno specchio. Il sistema semplice e geniale allo stesso tempo, prevedeva una molla che spingeva continuamente la candela verso l’alto durante il processo di combustione in modo che potesse brillare in modo ottimale e costante attraverso il vetro.

Con la Kapitän del 1938 i fari anteriori divennero completamente integrati nei parafanghi e presero una forma esagonale. Successivamente, con la GT del 1968, la Opel continuò l’evoluzione: infatti questa sportiva divenne la prima automobile tedesca dotata di fari anteriori a scomparsa. In tempi più recenti, precisamente nel 1998, la Opel Omega B fu il primo modello a offrire di serie i fari anteriori allo xenon a scarica di gas. Rispetto ai fari anteriori alogeni comunemente utilizzati all’epoca, l’intensità luminosa triplicava permettendo così di illuminare meglio la strada e di avere una portata superiore

Qualche anno più tardi, nel 2003, sulla Opel Signum arrivarono i fari AFL, Adaptive e Forward Lighting, con una tecnologia di illuminazione che univa per la prima volta queste due funzioni. Quindi, nel 2004 la Opel Astra fu il primo modello compatto con le luci di curva, una soluzione che nel 2006 arrivò anche su Meriva e su Corsa.

Un ulteriore passo avanti fu compiuto nel 2008 con i fari AFL+ basati sui potenti fari al bi-xenon che arrivarono sulla prima Insignia, una vettura che offriva in totale ben nove funzioni di illuminazione: Luce Urbana, Luce per le Zone a Traffico Limitato, Luce Extraurbana, Luce Autostradale, Luce per condizioni meteorologiche avverse, Luce di curva statica, Luce di curva dinamica, Abbaglianti e Assistenza abbaglianti. A tutto questo si aggiunsero le luci per la marcia diurna con LED.

Recentemente, nel 2015, sulla Opel Astra arrivarono i fari IntelliLux LED matrix che hanno in totale 16 segmenti a LED (otto su ogni lato del veicolo), e adeguano automaticamente e costantemente la lunghezza e la distribuzione del fascio luminoso a tutte le situazioni del traffico, semplicemente “tagliando fuori” l’area intorno ai veicoli che provengono dalla direzione opposta e a quelli che si trovano davanti. Si ha così un’assenza totale di abbagliamento e allo stesso tempo una visibilità eccellente. Questa tecnologia rivoluzionaria fu sviluppata ulteriormente e lanciata sulla nuova serie di Insignia nel 2017 con ben 32 segmenti LED (16 per ciascun gruppo ottico).

Tutto su: Opel Astra