Volkswagen: meno emissioni con il gasolio di origine bio

Si chiama R33 BlueDiesel ed è frutto di un trattamento dei grassi esausti da frittura, parzialmente convertiti in carburante. Fino al 20% in meno di CO2.

Volkswagen: meno emissioni con il gasolio di origine bio

di Francesco Giorgi

03 dicembre 2018

Lo studio di nuove soluzioni di alimentazione va oltre le strategie di sviluppo in materia di elettrificazione. Sotto i riflettori, ci sono sempre i carburanti in grado di far funzionare i “tradizionali” motori termici. Del resto, da tempo sui taccuini delle priorità dei big player del comparto automotive ci sono progetti dedicati all’individuazione di biocarburanti. Fra questi, il progetto di gasolio rigenerato E33 BlueDiesel, messo a punto dai tecnici Volkswagen in partnership con l’Università di Coburgo ed altre aziende di settore, ed impiegato in una prima fase di sperimentazione da alcuni dipendenti VW che, per una durata di nove mesi, hanno fatto il “pieno” ai veicoli aziendali utilizzando esclusivamente l’R33 BlueDiesel, del quale fino a un terzo dei componenti fa ricorso a materie rinnovabili.

Il test, indica una nota tecnica Volkswagen diramata in queste ore, è stato condotto con l’ausilio di Shell Global Solutions, fornitore da gennaio 2018 insieme a Tecosol e Neste che hanno provveduto a fornire i carburanti certificati conformemente agli standard europei. Il nuovo “diesel alternativo” R33 BlueDiesel, informa VW, è “Conforme agli standard DIN EN 590 per il gasolio e rispetta tutti i criteri per l’uso di un carburante standard senza necessità di ulteriori requisiti”. “Questo carburante innovativo risulta di particolare interesse per i clienti VW di fleet management, i cui veicoli percorrono molti km ogni anno, in quanto il suo impiego contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di tutela aziendale da parte dell’azienda”.

Dalle “patatine fritte” al gasolio                             

Tecnicamente, per la produzione dell’R33 BlueDiesel si fa ampio ricorso ai materiali di scarto: nello specifico, si tratta dei grassi utilizzati per la preparazione delle patatine fritte. Questi ultimi, anziché essere smaltiti, vengono riutilizzati in modo “intelligente” facendo ricorso a moderni processi di trattamento e di filtraggio. A questo proposito, puntualizza la nota tecnica VW, “Il grasso viene filtrato, ripulito e sottoposto ad un procedimento in una miscela di paraffina o biodiesel, che a sua volta viene poi aggiunto algasolio ‘tradizionale’”. Il nuovo R33 BlueDiesel, ad esempio, annovera nella propria composizione biochimica “Fino al 33% di componenti di origine ‘bio’, che proviene esclusivamente da materiali di scarto”. Dati alla mano, all’atto pratico ciò consente di ridurre “Fino al 20%”, rispetto al gasolio “tradizionale”, le emissioni di CO2. Di più: non vi è alcuna necessità di conversione tecnica (dunque nessun retrofit all’impianto di alimentazione), in quanto “Rispetta appieno gli standard del gasolio”.

Si va verso una produzione in serie

La fase di sperimentazione, conclusasi felicemente, confluisce in un ulteriore programma: l’impiego permanente dell’R33 BlueDiesel nelle stazioni di rifornimento per la flotta Volkswagen a Wolfsburg. Questo, mentre a partire dalla scorsa estate anche alcune delle aziende-partner coinvolte nel progetto, come Bosch (la quale, del resto, ha recentemente illustrato un proprio piano tecnico orientato ad una drastica diminuzione dei NOx, gli ossidi di azoto che vengono emessi in percentuali maggiori proprio dai motori diesel: qui un nostro approfondimento), hanno anch’esse iniziato la sua erogazione. Ed un altro “hub” di rifornimento è stato inaugurato presso gli impianti Volkswagen di Salzgitter (ricordiamo, nell’ottica della “rivoluzione eco friendly” per VW, secondo quanto comunicato dai vertici Volkswagen all’inizio della scorsa primavera, il progetto di riconversione industriale con nuove turbine a gas ad elevata efficienza formate da nuovi sistemi a ciclo combinato in sostituzione degli impianti a carbone finalizzato ad un “taglio” di circa 1,5 milioni di tonnellate di CO2 all’anno entro il 2025).

“La risposta all’R33 BlueDiesel è molto incoraggiante per la Volkswagen e per gli altri partner. L’R33 BlueDiesel è particolarmente adatto ad aziende che utilizzano molto veicoli Diesel in virtù delle grandi autonomie e tuttavia vogliono tutelare l’ambiente. Ci stiamo preparando a un significativo aumento nel medio termine della richiesta di carburanti liquidi prodotti da scarti e di biocarburanti avanzati. Spero che presto anche le stazioni di rifornimento aperte al pubblico proporranno l’R33 come un gasolio premium ed ecologico”, indica Thomas Garbe, responsabile del progetto per il Dipartimento Sviluppo di Volkswagen.

VAG: i progetti di sviluppo di ecocarburanti

All’interno del Gruppo VAG, è altresì da considerare il processo di  sviluppo delle tecnologie “e-fuel” messo a punto da Audi ed indirizzato alla realizzazione, attuata in partnership con aziende specializzate nella lavorazione delle energie rinnovabili, di carburanti puliti, non derivati dal petrolio: e-gas (carburante eco friendly in parte prodotto presso  l’impianto Power-to-Gas di Werlte, nella Bassa Sassonia) e distribuito nella rete di rifornimento ordinaria al prezzo corrente del gas naturale; e-benzin (carburante sintetico a 100 ottani, tecnicamente isottano liquido, brevettato da Audi all’inizio del 2015); e, riguardo al gasolio, e-diesel, gasolio di sintesi prodotto dall’impiego di acqua, anidride carbonica ed elettricità. Per quest’ultimo è stata di recente avviata una seconda fase di sperimentazione, condotta nel nuovo centro-pilota di Leufenberg (nel cantone svizzero di Argovia) in un procedimento di engineering power-to-liquid nel quale la corrente in eccesso ottenuta dall’acqua viene trasformata in carburante sintetico, sulla base di un principio chimico secondo cui la corrente ecologica, ottenuta nella centrale idroelettrica, produce dall’acqua idrogeno e ossigeno mediante elettrolisi; e, in uno step successivo di micro process engineering, l’idrogeno viene messo in reazione con l’anidride carbonica, a sua volta ottenibile dall’aria o da gas di scarico biogeni.

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