Sicurezza attiva: Mercedes userà i raggi X nei crash test

Obiettivo: studiare la resistenza dei componenti del veicolo e la reale efficacia dei dispositivi di sicurezza attiva.

Sicurezza attiva: Mercedes userà i raggi X nei crash test

di Francesco Giorgi

28 aprile 2017

Obiettivo: studiare la resistenza dei componenti del veicolo e la reale efficacia dei dispositivi di sicurezza attiva.

Qual è il grado di efficacia dei dispositivi di sicurezza a bordo dell’autoveicolo che viene sottoposto ai crash test? Si tratta di un argomento particolarmente delicato, in fase di progettazione, perché osservando il momento esatto nel quale le parti “attive” della vettura entrano in funzione, in caso di un incidente, è possibile valutare il comportamento della componentistica di sicurezza.

Una novità, in questo senso, viene comunicata da Mercedes: si tratta di una innovativa tecnologia a raggi X, da applicare nei crash test, e che – evidenzia una nota tecnica diffusa in queste ore – permetterà la qualità di previsione delle simulazioni di urto per l’autoveicolo.

Nel dettaglio, rivelano i tecnici Mercedes (nello specifico: la Divisione Vehicle Safety di Daimler AG) che hanno sviluppato l’inedito procedimento in partnership con il Fraunhofer Institute for High-Speed Dynamics, l’Ernst – Mach Institut, l’EMI di Friburgo, si tratta di applicare la tecnologia a raggi X nei crash test.

I primi studi vengono condotti presso l’i Protect Tech Center, nuovo centro ricerca (con sede ad Ulm) inaugurato da Daimler a gennaio 2016, sulla scorta di una partnership tecnica con Robert Bosch GmbH, l’Università di Stoccarda, l’Istituto Fraunhofer per la Meccanica dei Materiali (IWM) e l’Istituto Fraunhofer per la dinamica ad alta velocità, l’Ernst-Mach-Institut, l’EMI Freiburg, l’Università Tecnica di Dresda Di Graz e il  Klinikum Stuttgart, con l’obiettivo di implementare lo sviluppo delle tecnologie rivolte alla sicurezza stradale.

La particolarità consiste nel fatto che, in virtù della natura tecnica dei raggi X, sarà possibile la produzione di immagini fisse, e ad elevata definizione, delle singole aree della vettura sottoposta alle prove di urto. In linea di principio, ciò permetterà anche l’indagine interna dei sistemi di sicurezza, in modo da valutarne il comportamento e la reale efficacia in caso di incidente. Di più: il comunicato Mercedes indica che, grazie all’apporto informatico, i dati delle osservazioni a raggi X potranno essere analizzati insieme alle simulazioni operate dai computer. Questo procedimento risulterebbe particolarmente utile nel caso che si volesse studiare l’effettiva risposta del veicolo – e, di conseguenza, l’efficienza dei dispositivi di sicurezza – simulando gli urti nella previsione degli effetti di un incidente nelle reali condizioni.

Ulteriori step rivolti all’implementazione della sicurezza a bordo degli autoveicoli sono in fase di studio interdisciplinare da parte dei ricercatori che operano nell’ambito dell’i Protect Tech Center: si tratta, in questo caso, di progetti che riguardano nuovi dispositivi di contenimento, con particolare attenzione verso le nuove tecnologie di guida autonoma. Il settore di ricerca è rivolto, qui, alla sicurezza passiva: simulazioni virtuali del corpo umano, con particolare riferimento al controllo della muscolatura, sostituiranno gli attuali manichini (“dummy”) nei crash test, in modo da sviluppare nuove modalità di protezione preventiva degli occupanti.