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Stop benzina e diesel 2035, l'UE cambia rotta: cosa succede

Di Vincenzo Calvarano •
Pubblicato il 22 ott 2026
Stop benzina e diesel 2035, l'UE cambia rotta: cosa succede
Benzina e diesel potrebbero restare sul mercato anche dopo il 2035. I principali gruppi politici europei lavorano a nuove regole sulle emissioni, con aperture ai carburanti rinnovabili e alle piccole elettriche.

Le auto a benzina e diesel potrebbero continuare a essere vendute anche dopo il 2035. L’Unione Europea sta infatti valutando una revisione delle regole che avrebbero dovuto portare allo stop delle nuove vetture con motore termico. La novità arriva da un’intesa politica tra i tre principali gruppi del Parlamento europeo, che punta a ridurre l’obiettivo di abbattimento delle emissioni di CO2 dal 100% all’87,5%. Una differenza che potrebbe lasciare spazio ai motori a combustione, soprattutto se alimentati con carburanti rinnovabili. Attenzione, però: non è ancora una legge e il divieto previsto dalla normativa attuale non è stato cancellato.

Stop benzina e diesel 2035: dall’obiettivo del 100% all’87,5%

Il tema dello stop alle auto a benzina e diesel dal 2035 torna al centro del dibattito europeo.

Secondo le informazioni emerse il 21 ottobre 2026, Partito Popolare Europeo, Socialisti e Democratici e Renew Europe avrebbero raggiunto un’intesa per modificare uno dei punti più discussi della strategia ambientale dell’Unione.

Per capire la portata della novità bisogna partire dalle regole attualmente previste.

La normativa approvata nel 2023, nell’ambito del pacchetto Fit for 55, stabilisce che dal 2035 le nuove automobili immatricolate nell’Unione debbano raggiungere una riduzione del 100% delle emissioni di CO2 allo scarico rispetto al livello di riferimento.

In termini pratici, questo obiettivo impedirebbe la normale commercializzazione di nuove auto a benzina e diesel, comprese quelle ibride che continuano a utilizzare un motore a combustione.

Non si tratta, invece, di un divieto di circolazione per le automobili già immatricolate.

Chi possiede una vettura termica potrebbe continuare a utilizzarla, nel rispetto delle eventuali limitazioni locali alla circolazione.

La revisione allo studio cambierebbe soprattutto le condizioni per la vendita delle auto nuove.

Una prima ipotesi prevedeva di portare l’obiettivo di riduzione delle emissioni al 90%.

Il nuovo compromesso politico punta invece a un taglio dell’87,5% delle emissioni medie della flotta di ciascun costruttore.

La differenza rispetto al 100% è sostanziale.

Le Case automobilistiche non sarebbero più obbligate a raggiungere emissioni allo scarico pari a zero sull’intera gamma delle nuove vetture, ma potrebbero beneficiare di una maggiore flessibilità.

Il restante 12,5% potrebbe essere compensato attraverso strumenti legati all’utilizzo di acciaio a basse emissioni prodotto nell’Unione europea.

È un meccanismo che richiederà regole precise per stabilire quali materiali potranno essere riconosciuti, come verranno calcolati i benefici e quali obblighi resteranno a carico dei costruttori.

Non significa, quindi, che ogni Casa potrà vendere liberamente qualsiasi quantità di auto termiche dopo il 2035.

Il rispetto degli obiettivi continuerebbe a essere valutato sulla media delle emissioni della gamma, secondo criteri ancora da definire.

Motori termici, e-fuel e piccole elettriche: cosa cambierebbe

Uno degli aspetti più importanti della possibile revisione riguarda il ruolo dei carburanti rinnovabili.

Il compromesso politico apre infatti alla possibilità di riconoscere l’impiego di e-fuel e biocarburanti nel raggiungimento degli obiettivi sulle emissioni.

Gli e-fuel sono carburanti sintetici prodotti attraverso processi che utilizzano energia e materie prime specifiche, con l’obiettivo di ridurre l’impatto climatico rispetto ai combustibili fossili tradizionali.

I biocarburanti derivano invece da materie prime di origine biologica, che possono comprendere residui e scarti, a seconda del processo produttivo.

Entrambe le categorie possono essere utilizzate, in determinate condizioni, nei motori a combustione.

Questo non significa che un’auto alimentata con tali carburanti non produca CO2 allo scarico.

La differenza riguarda soprattutto il modo in cui vengono prodotti i combustibili e il loro bilancio emissivo complessivo.

Per questo motivo sarà decisivo capire quali carburanti verranno ammessi e con quali criteri di certificazione.

L’eventuale apertura potrebbe consentire ai costruttori di mantenere in gamma alcuni modelli a benzina o diesel anche dopo il 2035, senza dover puntare esclusivamente sull’elettrico.

Ma per gli automobilisti c’è un’altra domanda: questi carburanti saranno facilmente disponibili e quanto costeranno?

Al momento, le informazioni sull’intesa non permettono di rispondere.

Il riconoscimento normativo non garantisce automaticamente prezzi accessibili o una rete di distribuzione capillare.

Accanto ai carburanti rinnovabili, il progetto europeo dedica attenzione anche alle auto elettriche piccole ed economiche.

L’idea è introdurre un sistema di supercrediti per le cosiddette e-car, vetture elettriche compatte progettate per contenere consumi e costi.

In pratica, la vendita di questi modelli potrebbe avere un peso favorevole nel calcolo delle emissioni medie della flotta di un costruttore.

L’obiettivo sarebbe incoraggiare le Case a sviluppare elettriche più accessibili, anziché concentrare l’offerta soltanto su SUV e vetture di fascia alta.

Una misura che potrebbe interessare particolarmente il mercato italiano, dove le utilitarie continuano a rappresentare una parte importante delle immatricolazioni.

Anche in questo caso, però, bisognerà conoscere i requisiti definitivi per capire quali automobili potranno beneficiare dei supercrediti.

Per il 2030, intanto, la proposta mantiene l’obiettivo di ridurre del 55% le emissioni di CO2 delle auto nuove rispetto ai livelli di riferimento del 2021.

La possibile revisione del 2035, dunque, non equivale all’abbandono degli obiettivi climatici europei.

Si tratterebbe piuttosto di una modifica del percorso previsto per raggiungerli, lasciando maggiore spazio a tecnologie differenti.

Quando entreranno in vigore le nuove regole europee?

La questione più importante è anche quella che rischia di generare maggiore confusione: lo stop alle auto termiche dal 2035 non è stato ancora eliminato ufficialmente.

L’intesa raggiunta tra i gruppi politici rappresenta un passaggio significativo, ma non modifica automaticamente la normativa in vigore.

Per diventare legge, la revisione dovrà attraversare il normale percorso istituzionale europeo.

Il testo dovrà essere formalizzato e discusso, quindi sarà necessario trovare un accordo tra Parlamento europeo e governi degli Stati membri.

Durante i negoziati potrebbero cambiare diversi aspetti della proposta, compresa la percentuale di riduzione delle emissioni e le condizioni previste per i carburanti rinnovabili.

Secondo il calendario ipotizzato, il percorso legislativo potrebbe proseguire fino alla primavera del 2027.

Soltanto allora sarà possibile capire quali regole dovranno rispettare i costruttori e quali tipologie di vetture potranno essere commercializzate dopo il 2035.

Per chi deve acquistare un’automobile oggi, quindi, non cambia nulla nell’immediato.

Le vetture a benzina, diesel, ibride ed elettriche continuano a essere vendute secondo le regole attuali.

E non esiste alcun obbligo di sostituire un’auto termica già in circolazione in vista del 2035.

La possibile modifica riguarda soprattutto la pianificazione industriale dei costruttori, che devono decidere con molti anni di anticipo quali motori sviluppare e su quali stabilimenti investire.

Una maggiore flessibilità potrebbe permettere di mantenere più a lungo alcune tecnologie, ma non garantisce che tutti i modelli termici attuali continueranno a essere prodotti.

Le scelte dipenderanno anche dai costi, dalla domanda dei clienti e dalle strategie commerciali dei singoli marchi.

Il 2035 resta quindi una data centrale per il futuro dell’automobile europea, ma il significato di quella scadenza potrebbe cambiare.

La direzione dell’intesa politica è quella di affiancare all’elettrificazione altre soluzioni per ridurre le emissioni.

Per sapere se e in quali condizioni sarà ancora possibile comprare una nuova auto a benzina o diesel dopo il 2035, però, bisognerà aspettare il testo definitivo.

Fino a quel momento, parlare di cancellazione del divieto sarebbe prematuro.

 

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