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Stellantis E-Car: 3 elettriche da 15.000 euro dal 2028

Di Emanuela Termonte •
Pubblicato il 20 ott 2026
Stellantis E-Car: 3 elettriche da 15.000 euro dal 2028
Stellantis prepara tre nuove city car elettriche sulla piattaforma E-Car, con un prezzo obiettivo di circa 15.000 euro. Fiat, Citroën e Leapmotor potrebbero arrivare dal 2028.

Stellantis prepara una nuova generazione di city car elettriche economiche, con l’obiettivo di riportare sul mercato modelli accessibili anche a chi oggi considera troppo costoso passare a un’auto a batteria. Il progetto ruota attorno alla nuova piattaforma E-Car, sviluppata insieme a Leapmotor e destinata a tre vetture dei marchi Fiat, Citroën e Leapmotor.

Il prezzo indicativo a cui punta il gruppo è di circa 15.000 euro, una cifra che potrebbe rendere queste auto particolarmente interessanti per chi cerca un mezzo compatto da utilizzare ogni giorno in città.

La produzione è prevista a partire dal 2028 nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, in Campania, che assumerebbe così un ruolo centrale nella strategia delle piccole elettriche del gruppo.

Il programma è stato ribadito in occasione degli eventi legati al Salone dell’Auto di Parigi, ma restano ancora diversi aspetti da definire, a cominciare dalle regole europee che dovrebbero favorire lo sviluppo delle vetture più economiche.

Stellantis E-Car, tre modelli elettrici e prezzo da 15.000 euro

La piattaforma Stellantis E-Car nasce con un obiettivo preciso: ridurre il costo di sviluppo e produzione delle automobili elettriche di piccole dimensioni.

Negli ultimi anni il segmento delle city car è diventato sempre più difficile da sostenere per i costruttori europei.

Le vetture più compatte hanno infatti margini di guadagno generalmente inferiori rispetto ai SUV e ai modelli di segmento superiore, mentre i costi necessari per rispettare le normative sulla sicurezza e le emissioni sono aumentati.

Con l’arrivo dell’elettrico, a queste difficoltà si aggiunge il prezzo delle batterie, che incide in maniera significativa sul costo finale dell’automobile.

Stellantis vuole affrontare il problema partendo da una piattaforma progettata appositamente per i modelli più piccoli, anziché adattare soluzioni nate per vetture più grandi.

L’obiettivo commerciale dichiarato è proporre auto elettriche intorno ai 15.000 euro, un prezzo che, se confermato, potrebbe avvicinare le city car a batteria a una fascia di mercato più ampia.

Per il momento, però, si tratta di un traguardo e non di un listino ufficiale.

Non sono ancora stati comunicati i prezzi definitivi dei singoli modelli, né le caratteristiche complete di batterie, motori e autonomia.

Anche per questo sarà importante capire come Stellantis riuscirà a bilanciare costi, dotazioni e prestazioni.

Per chi utilizza prevalentemente l’automobile in città, una vettura elettrica compatta può offrire vantaggi concreti, soprattutto nella gestione degli spostamenti quotidiani e nelle operazioni di parcheggio.

Ma il prezzo d’acquisto resta uno dei principali ostacoli.

È proprio su questo aspetto che il progetto E-Car vuole intervenire, cercando di rendere economicamente sostenibile una categoria di automobili che molti costruttori hanno progressivamente ridimensionato.

Fiat, Citroën e Leapmotor: produzione a Pomigliano dal 2028

La nuova piattaforma dovrebbe essere utilizzata inizialmente per tre modelli elettrici, appartenenti ad altrettanti marchi del gruppo e della sua collaborazione industriale.

Il primo è Citroën, che ha già mostrato un concept ispirato alla storica 2CV durante il Salone dell’Auto di Parigi.

Il richiamo a un modello così conosciuto non è casuale. La 2CV originale era stata concepita per offrire una mobilità semplice ed economica, una filosofia che si adatta all’obiettivo delle nuove city car elettriche.

Naturalmente, il passaggio dal concept a un modello di serie dovrà ancora chiarire quali elementi stilistici e tecnici verranno effettivamente mantenuti.

Accanto alla Citroën è prevista una nuova Fiat elettrica, che potrebbe raccogliere l’eredità dell’attuale Pandina.

Tra le denominazioni circolate recentemente compare anche Fiat Koala, ma il nome non risulta ancora confermato ufficialmente e deve quindi essere considerato un’ipotesi.

Il terzo modello sarà invece a marchio Leapmotor, costruttore cinese che collabora con Stellantis e che ha contribuito direttamente allo sviluppo della piattaforma.

La scelta di utilizzare una base tecnica comune permetterebbe di condividere numerosi componenti e processi produttivi, riducendo i costi industriali.

Le tre vetture dovrebbero mantenere caratteristiche e identità differenti, pur sfruttando la medesima architettura.

Un aspetto particolarmente importante riguarda il luogo di produzione.

Secondo i programmi illustrati, tutti e tre i modelli saranno realizzati nello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco, con avvio previsto dal 2028.

Per l’impianto campano si tratterebbe di un progetto industriale significativo, capace di collegare il futuro delle piccole auto elettriche alla produzione italiana.

Resta comunque da verificare il calendario definitivo delle singole vetture, perché le tempistiche potrebbero risentire sia dell’evoluzione normativa sia delle scelte industriali del gruppo.

Un ruolo centrale nello sviluppo della E-Car è stato affidato proprio alla collaborazione con Leapmotor.

Il responsabile dello sviluppo dei nuovi prodotti e delle tecnologie Stellantis, Ned Curic, ha sottolineato come il lavoro con il costruttore cinese abbia permesso di adottare metodi di progettazione più rapidi.

L’obiettivo è arrivare a sviluppare una nuova automobile in circa due anni, riducendo i tempi tradizionalmente necessari per portare un modello sul mercato.

Stellantis mette a disposizione la propria esperienza industriale, mentre Leapmotor contribuisce con un approccio orientato alla velocità di sviluppo.

Il progetto prevede comunque che le attività di sviluppo e produzione delle nuove E-Car siano concentrate in Europa.

Il nodo delle normative europee e la sfida dei costi

La piattaforma E-Car si inserisce in un contesto più ampio, legato al futuro delle piccole automobili nel mercato europeo.

Stellantis punta infatti a sfruttare le opportunità offerte dalla futura categoria M1E, pensata per favorire la diffusione di vetture elettriche compatte e accessibili.

L’idea è introdurre un quadro normativo più adatto a questa tipologia di veicoli, attraverso semplificazioni che consentano di contenere i costi senza rinunciare ai requisiti fondamentali di sicurezza.

Il problema è che il percorso normativo non risulta ancora completamente definito.

Restano infatti alcuni punti di confronto tra costruttori e istituzioni europee, che potrebbero rallentare l’introduzione della nuova categoria.

Di conseguenza, anche il calendario dei modelli Stellantis potrebbe subire modifiche.

Si tratta di un elemento importante perché una parte della competitività economica delle nuove city car dipenderà proprio dalle regole applicabili.

La questione riguarda soprattutto la possibilità di realizzare automobili piccole e meno costose senza dover sostenere gli stessi oneri industriali previsti per modelli di dimensioni e caratteristiche molto differenti.

La sfida non consiste semplicemente nel togliere accessori o ridurre le dotazioni.

Per arrivare a un prezzo intorno ai 15.000 euro serve intervenire sull’intero processo, dalla progettazione alla scelta dei componenti, fino all’organizzazione delle linee produttive.

Curic ha comunque espresso fiducia nella competitività della piattaforma E-Car anche nell’eventualità in cui il quadro normativo europeo non evolvesse esattamente come auspicato.

Un’indicazione che suggerisce come Stellantis stia cercando di costruire un progetto sostenibile anche oltre gli eventuali vantaggi concessi dalla nuova categoria.

Per i clienti, la domanda più importante rimane una: sarà davvero possibile acquistare un’elettrica europea a circa 15.000 euro?

La risposta arriverà soltanto quando saranno comunicati prezzi, batterie, autonomie e dotazioni definitive.

Al momento, Stellantis ha indicato la direzione del progetto e i marchi coinvolti, ma non ha ancora fornito tutti gli elementi necessari per valutare la convenienza delle future vetture.

Il 2028 resta quindi la data da tenere d’occhio, soprattutto per capire quando inizierà concretamente la produzione a Pomigliano d’Arco.

Se il programma rispetterà gli obiettivi dichiarati, la piattaforma E-Car potrebbe contribuire a riportare le piccole auto al centro dell’offerta europea, questa volta con motorizzazioni completamente elettriche e prezzi più vicini alle esigenze di chi cerca un’automobile essenziale.

Prima di parlare di una svolta, però, serviranno conferme sui modelli di serie e soprattutto sul costo reale per il cliente finale.

 

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