Stellantis domina il Mediterraneo: la nuova mossa in Algeria
Nel panorama in rapida evoluzione dell’industria automobilistica nordafricana, Stellantis torna a far parlare di sé con una mossa che promette di cambiare gli equilibri regionali: il rafforzamento dello stabilimento di Tafraoui, a due passi da Orano, in Algeria. In meno di due anni dal suo avvio, questo sito produttivo è passato da semplice promessa a protagonista assoluto, ponendosi come nuovo punto di riferimento per chi osserva da vicino le dinamiche dell’automotive nel Mediterraneo.
Dopo aver messo in cantiere un’accelerazione produttiva senza precedenti, la casa automobilistica italo-francese ha annunciato un piano di sviluppo che punta a portare la capacità annua dagli attuali 90.000 veicoli fino a quota 135.000 entro il 2028. Una crescita che, dati alla mano, va ben oltre i numeri: significa investimenti strutturali, nuovi posti di lavoro, e una strategia che scommette tutto sulla centralità della manifattura locale. In questo scenario, l’introduzione della Grande Panda in configurazione produzione CKD (Complete Knock Down) si rivela il tassello chiave per dare concretezza al progetto di localizzazione e rafforzare la filiera nazionale.
Se si guarda alla traiettoria degli ultimi mesi, i dati parlano chiaro: il sito di Tafraoui ha raggiunto i 17.000 veicoli prodotti nel 2024 e si prepara a triplicare già nel 2025, con 53.000 unità stimate. Una crescita sostenuta, resa possibile da un fitto programma di investimenti in nuove celle di saldatura, banchi di assemblaggio all’avanguardia e un reparto verniciatura che punta all’eccellenza. Dal settembre 2025, le nuove linee di saldatura e verniciatura saranno pienamente operative, dando ulteriore slancio a un impianto che vuole essere molto più di una semplice fabbrica: un vero e proprio polo di innovazione e competenza.
La scelta di puntare sulla Grande Panda in modalità produzione CKD non è casuale. Assemblare componenti e kit direttamente in Algeria significa abbattere costi logistici e barriere tariffarie, ma soprattutto valorizzare la supply chain locale, stimolando la crescita di un indotto nazionale che può diventare il vero motore dello sviluppo. Un’operazione che guarda lontano, pensando sia all’ottimizzazione dei margini produttivi sia alla creazione di nuove opportunità per fornitori, tecnici specializzati e servizi connessi.
Ma perché proprio l’Algeria? Come sottolinea Samir Cherfan, direttore operativo di Stellantis per il Medio Oriente e l’Africa, “l’evoluzione continua dello stabilimento di Tafraoui riflette la nostra ambizione di costruire un’industria automobilistica moderna e competitiva in Algeria”. Il Paese offre una combinazione di fattori difficilmente replicabili altrove: costi di produzione competitivi, una posizione geografica strategica sul Mediterraneo, mercati in crescita e, non ultimo, un contesto politico favorevole agli investimenti industriali. Tutti elementi che rendono la scommessa di Stellantis ancora più interessante agli occhi degli osservatori.
Il capitolo occupazionale rappresenta il volto più tangibile di questa trasformazione. Con oltre 1.000 nuovi posti di lavoro, tra diretti e indiretti, il progetto si traduce in un impatto sociale concreto: dalle linee produttive ai fornitori di componenti, passando per logistica, manutenzione e formazione professionale. Programmi di upskilling in collaborazione con istituti tecnici locali sono già stati avviati, per formare figure specializzate in saldatura, verniciatura e controllo qualità. Una svolta che promette di cambiare la vita a migliaia di famiglie nella provincia di Orano, creando un circolo virtuoso di crescita e competenze.
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