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Stellantis Cassino: nuova linea Maserati e piattaforma STLA dal 2026

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 29 gen 2026
Stellantis Cassino: nuova linea Maserati e piattaforma STLA dal 2026
Stellantis destina la piattaforma STLA Large BEV a Cassino e inaugura una linea Maserati dal 1° settembre 2026.

Dopo mesi di incertezza e numeri impietosi, lo stabilimento di Cassino si prepara a cambiare passo, scommettendo su un futuro all’insegna dell’innovazione e del lusso automobilistico. Se il 2025 sarà ricordato come l’anno nero della produzione, con appena 19.364 unità uscite dalle linee e un calo del 27,9% rispetto ai dodici mesi precedenti, il nuovo corso annunciato da Stellantis promette di riscrivere le sorti di un polo industriale che, dalla sua apertura nel 1972, non aveva mai toccato livelli così bassi. Un’inversione di rotta che, come spesso accade nel settore automotive, si gioca su strategie di lungo respiro, scelte coraggiose e investimenti mirati.

Il cuore della rinascita batte forte attorno a una novità destinata a lasciare il segno: dal 1° settembre 2026 prenderà il via una linea di produzione esclusivamente dedicata a Maserati, marchio che incarna il prestigio e la sportività del Made in Italy. Non si tratta solo di un cambio di target: è una dichiarazione d’intenti che punta a rilanciare volumi e immagine, traghettando Cassino nel club ristretto degli stabilimenti votati all’alta gamma. In parallelo, lo stabilimento riceverà l’assegnazione della piattaforma STLA Large BEV, un asset fondamentale per lo sviluppo dei modelli premium di Alfa Romeo e della stessa casa del Tridente.

Questa trasformazione non arriva senza difficoltà: i numeri parlano chiaro. Oltre 105 giorni di fermo produttivo e circa 600 lavoratori coinvolti nel contratto di solidarietà sono la cartina di tornasole di una crisi che ha colpito duramente la forza lavoro e l’indotto. Tuttavia, proprio da queste criticità nasce la spinta verso un futuro che punta su innovazione, elettrificazione e valorizzazione delle eccellenze italiane. L’annuncio della nuova linea Maserati non è solo una boccata d’ossigeno per il sito di Piedimonte San Germano, ma rappresenta il primo tassello di una strategia che mira a rendere il polo laziale un punto di riferimento per la produzione di vetture di alta fascia.

Sul piatto ci sono progetti ambiziosi: sulla piattaforma STLA Large BEV prenderanno forma le prossime generazioni di Giulia e Stelvio, due modelli simbolo di Alfa Romeo che hanno contribuito a scrivere la storia recente del marchio. Ma non solo: all’orizzonte si profila anche un terzo modello di fascia alta, atteso per il 2027, che potrebbe completare una gamma premium capace di competere a livello globale. L’attenzione è tutta puntata anche sulla Grecale, altro modello di punta che, con la sua versatilità e la sua anima sportiva, ha già saputo conquistare una fetta importante di mercato.

Ma la strada verso la piena operatività non è priva di ostacoli. I ritardi accumulati — il lancio delle nuove generazioni era inizialmente previsto per la fine del 2025 — hanno alimentato le preoccupazioni dei sindacati, che chiedono a gran voce certezze sulle tempistiche e un piano industriale dettagliato. La transizione verso l’elettrificazione, seppur necessaria per restare competitivi, comporta sfide notevoli sia dal punto di vista produttivo che occupazionale. Restano inoltre le incognite legate alle specifiche dei modelli Maserati che saranno prodotti a Cassino e alle reali capacità di trainare la domanda per i veicoli premium, in un mercato sempre più esigente e frammentato.

Il destino dello stabilimento si giocherà dunque su più fronti: la concretezza degli investimenti, la precisione dei cronoprogrammi e la capacità di gestire una transizione occupazionale che non lasci indietro nessuno. In questo scenario, il ruolo della dirigenza diventa cruciale. Tutti gli occhi sono puntati sull’annuncio del piano industriale che il CEO Antonio Filosa renderà pubblico entro la metà dell’anno. Si tratta di un appuntamento chiave, atteso con trepidazione non solo dai lavoratori, ma anche dal territorio che ruota attorno al polo produttivo. Da queste scelte dipenderà la capacità di Stellantis di trasformare una crisi in opportunità, rilanciando la vocazione industriale di un’area che ha ancora molto da offrire al panorama automobilistico europeo.

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