Singer Sorcerer: 710 CV e cambio manuale per la Porsche 911 restaurata
Se il mondo delle auto d’epoca reinterpretate secondo canoni moderni ha un nome, quel nome è Singer. E quando il marchio californiano decide di mettere mano a una delle sue creazioni più iconiche, la curiosità si trasforma subito in attenzione: ecco allora la Sorcerer, la nuova regina della famiglia DLS Turbo. Un’auto che nasce dal mito della Porsche 964 ma lo trascende, prendendo ispirazione dalla leggendaria Porsche 934.5 e portando su strada (e in pista) una miscela di passato, presente e futuro che lascia letteralmente senza fiato.
Il cuore pulsante di questa meraviglia è il boxer 3.8 litri biturbo, un propulsore che con i suoi 700 CV e 750 Nm di coppia si presenta come una dichiarazione di guerra a qualsiasi compromesso. Il sound che si sprigiona quando il contagiri sale vertiginosamente verso i 9.000 giri/minuto è un inno alla passione meccanica, ma non si tratta solo di numeri: qui ogni dettaglio è stato pensato per esaltare l’esperienza di guida e la connessione tra uomo e macchina. Il risultato? Una vettura che si lascia domare solo da chi sa davvero cosa vuol dire “guidare”.
L’estetica, come sempre quando si parla di Singer, non è lasciata al caso. La carrozzeria della Sorcerer si veste della livrea Fantasia Blue, una tonalità raffinata che sfuma verso la coda, esaltando le forme classiche e al tempo stesso aggressive. Gli occhi più attenti non potranno non notare i cerchi monodado in magnesio, rifiniti in Champagne, che emergono da un’aerodinamica studiata in ogni dettaglio per garantire stabilità e sicurezza anche alle velocità più elevate. Tutto, dai profili alle appendici, parla la lingua della competizione, ma con quel tocco di eleganza che è marchio di fabbrica di Singer.
Salendo a bordo, la cura maniacale per i materiali e le finiture è immediatamente percepibile. L’abitacolo della DLS Turbo è un trionfo di pelle Pebble Grey, Alcantara Pearl Grey e fibra di carbonio satinata, con richiami Champagne che dialogano con l’esterno. Ogni superficie, ogni comando, ogni cucitura racconta la filosofia Singer: nessun dettaglio è troppo piccolo per essere ignorato, e ogni scelta stilistica è al servizio della sensazione di esclusività e raffinatezza.
Ma è sotto il cofano che la magia si fa vera. Gli ingegneri hanno preso la base della Porsche 964 e l’hanno portata su un altro pianeta: turbine a geometria variabile, scarico in titanio-Inconel, teste a quattro valvole raffreddate a liquido ma con l’iconica architettura dei cilindri ad aria. Un cambio manuale a sei rapporti e un differenziale autobloccante sottolineano la volontà di mantenere un legame diretto tra pilota e macchina, mentre i sistemi Bosch di ABS e controllo di stabilità sono stati calibrati per preservare quella sensazione di guida pura che fa la differenza tra una sportiva vera e una semplice auto veloce.
La struttura della vettura è stata ulteriormente rinforzata per aumentare la rigidità torsionale, elemento fondamentale quando si gestiscono potenze di questo livello. Il reparto freni è affidato a un impianto in carbonio ceramica, una scelta tecnica che garantisce prestazioni e sicurezza anche nelle condizioni più estreme. E per non lasciare nulla al caso, i pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2, montati su cerchi da 19 e 20 pollici, offrono grip e precisione che fanno davvero la differenza in pista e su strada.
Il risultato finale? Una Porsche 964 che non solo rende omaggio alla storia della Porsche 934.5, ma la reinterpreta in chiave moderna, con una dose di innovazione che non rinnega le radici ma anzi le esalta. Certo, non mancano le discussioni: i puristi storcono il naso davanti all’introduzione del turbo e dei sistemi elettronici, temendo una perdita di autenticità. Ma per molti altri, la Sorcerer è la dimostrazione che la tradizione può evolversi senza perdere la propria anima, anzi trovando nuove strade per emozionare.
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