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Smart 2: il ritorno della citycar elettrica erede della ForTwo

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 8 apr 2026
Smart 2: il ritorno della citycar elettrica erede della ForTwo
La Smart 2 è la citycar elettrica che torna alle origini: design ispirato alla ForTwo, piattaforma Electric Compact Architecture ed efficienza con batteria 30 kWh. Lancio in Europa fine 2026.

Quando si parla di rivoluzione urbana, non si può fare a meno di citare la Smart 2, la nuova protagonista che promette di ridefinire i confini della citycar elettrica. In un panorama automobilistico dove le dimensioni contano – e soprattutto dove il traffico cittadino detta legge – la piccola di casa Mercedes Benz si presenta con numeri che fanno subito parlare di sé: 2,7 metri di lunghezza, 1,9 metri di passo, una batteria da 30 kWh e un motore posteriore. Numeri che, sulla carta, sembrano una dichiarazione d’intenti e, nella realtà, sono il frutto di una collaborazione a quattro mani tra la storica casa tedesca e la cinese Geely, sfruttando la versatile piattaforma Electric Compact Architecture (ECA).

Sin dal primo sguardo, la Smart 2 si distingue per un design che richiama alla memoria la seconda generazione della ForTwo, senza però rinunciare a una spinta verso il futuro. Le linee essenziali, gli sbalzi ridotti e il cofano corto sono dettagli che fanno l’occhiolino agli amanti della praticità, mentre fari dal taglio contemporaneo e un tetto a contrasto sottolineano quella vena di modernità che non può mancare su una vettura pensata per le città di domani. Non mancano tocchi di stile come le maniglie integrate nei bordi delle portiere e i due tergicristalli anteriori, che non sono solo un omaggio alla semplicità funzionale delle citycar storiche, ma rappresentano anche una scelta mirata a garantire facilità d’uso nella vita quotidiana.

Sul fronte praticità, la nuova arrivata non lascia nulla al caso: cerchi in alluminio già nella versione di serie e porte di ricarica posizionate strategicamente sui parafanghi anteriori, per rendere ancora più immediato l’accesso alle colonnine di ricarica urbane. Un dettaglio che può sembrare banale, ma che nella giungla delle metropoli moderne fa la differenza tra una sosta stressante e una ricarica senza pensieri.

La vera sfida, però, si gioca tutta sotto pelle. Con un passo lungo di circa 1,9 metri e una lunghezza complessiva di soli 2,7 metri, la Smart 2 deve riuscire a garantire un’abitabilità degna di questo nome, senza tradire la sua vocazione di microcar. Il cuore pulsante della vettura è il motore elettrico posizionato sull’asse posteriore, alimentato da una batteria da 30 kWh: una scelta che strizza l’occhio alla leggerezza e alla semplicità meccanica, ingredienti fondamentali per contenere i costi e offrire quell’agilità di guida che ogni automobilista urbano desidera.

Ma non è tutto: la partnership tra Mercedes Benz e Geely non è solo un matrimonio di convenienza, ma una vera e propria strategia industriale che mira a rilanciare il marchio nei mercati chiave, sfruttando le economie di scala e una piattaforma produttiva efficace come la Electric Compact Architecture (ECA). Il contributo stilistico e tecnologico della casa tedesca resta ben visibile, garantendo quell’identità contemporanea che ha sempre caratterizzato il brand Smart.

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