Renault RS 01 torna a Pikes Peak: una rara GT3 francese in Colorado
C’è un’aria di déjà-vu e di rivincita nell’annuncio che la Renault RS 01 tornerà a ruggire, questa volta sulla leggendaria salita della Pikes Peak International Hill Climb. Un nome che fa tremare i polsi agli appassionati e che risveglia ricordi di battaglie epiche tra uomo, macchina e montagna. Sembra quasi un romanzo di corse quello che vede protagonista la sport prototipo francese, che dal 2015 languiva nell’ombra, dimenticata da molti e idolatrata da pochi cultori del motorsport. Ma il 21 giugno 2026, sotto il cielo rarefatto del Colorado, il suo ruggito tornerà a farsi sentire.
Solo 35 esemplari costruiti, un destino segnato da polemiche e aspettative disattese: la Renault RS 01 è un animale raro, tanto affascinante quanto controverso. Nata nel 2014 come risposta audace alle esigenze di un monomarca che doveva lasciare il segno, la vettura porta la firma di Dallara per quanto riguarda telaio e monoscocca, mentre il cuore pulsante è il V6 di origine Nismo. Qui non si scherza: il V6 3.8 biturbo eroga la bellezza di 550 CV, un dato che già da solo basta a raccontare metà della storia. Ma il vero racconto è quello di una macchina che, per indole e carattere, si è sempre trovata un passo avanti – o forse troppo avanti – rispetto ai piloti emergenti a cui era destinata. Un po’ come un destriero imbizzarrito che non si lascia domare facilmente.
Ed è proprio su questa premessa che arriva la sfida di Valentin Simonet, pilota parigino classe 1988, noto per il suo spirito indomito e la capacità di sorprendere. Simonet non è il classico gentleman driver: la sua carriera è un mosaico di esperienze che vanno dal French GT Championship alla Dakar Classica, passando per la Ultimate Cup Series. Non stupisce quindi che abbia scelto una sfida fuori dagli schemi, quella di portare la Renault RS 01 sulla vetta dei 4.302 metri della Pikes Peak International Hill Climb. Una gara che non perdona, dove la variabilità dell’aderenza, la rarefazione dell’aria e la pressione estrema sugli organi meccanici mettono a dura prova anche i più preparati.
A favore della RS 01 gioca la carta del V6 3.8 biturbo: la sovralimentazione, infatti, soffre meno la perdita di potenza dovuta all’altitudine rispetto ai motori aspirati. Ma qui viene il bello: adattare una vettura nata per i circuiti chiusi a una cronoscalata come quella del Colorado è un lavoro di fino. Bisognerà intervenire su rapporti del cambio, assetto delle sospensioni, distribuzione dei pesi e aerodinamica. Non basta essere veloci, bisogna essere chirurgici, quasi ossessivi nel dettaglio. Ed è proprio questa attenzione maniacale alla preparazione che distingue i veri protagonisti della Pikes Peak.
Il 2026 segnerà la 104ª edizione della “Race to the Clouds”, che quest’anno celebra il tema “The World’s Race, America’s Mountain: A Colorado Legacy”. Ma tra i tanti nomi attesi, quello della Renault RS 01 suona come una nota fuori spartito. C’è chi grida al colpo di teatro, chi invece storce il naso pensando alle possibili complicazioni tecniche e ai rischi di sicurezza. D’altronde, una vettura così radicale e poco collaudata in questa disciplina è una scommessa, e non di poco conto. Gli organizzatori dovranno valutare con la proverbiale lente d’ingrandimento quale categoria e quale classe di omologazione attribuire, e soprattutto se la macchina sarà in grado di rispettare i severi standard di sicurezza richiesti dalla Pikes Peak International Hill Climb.
Dietro questa operazione si intrecciano due narrazioni: da un lato, la Renault che cerca una sorta di riscatto, l’occasione per riabilitare una pagina controversa della propria storia sportiva. Dall’altro, Valentin Simonet che sogna di scrivere il proprio nome accanto a quelli che hanno osato sfidare la montagna più famosa d’America. Un’occasione unica, una sola chance, per trasformare un oggetto di culto per pochi in un’epopea destinata a restare nella memoria collettiva del motorsport.
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